opinioni

Ambiente di destra o di sinistra?

giovedì 19 maggio 2011
di Gianni Pietro Mencarelli

Durante i lavori del Consiglio comunale che si è svolto il 17 maggio 2011 il Presidente del Consiglio stesso, sig. Frizza, portava all'attenzione dei presenti una lettera presentata il 20 aprile u.s. da due concittadine facenti parte del gruppo di firmatari della richiesta del referendum consultivo che, a titolo personale, si dichiaravano soddisfatte delle politiche ambientali del comune (guarda caso un mese prima dell'approvazione della risoluzione presentata dall'assessore Margottini). Tale lettera, è stata palesemente utilizzata ad orologeria dal Sig. Frizza, Presidente del Consiglio, per uscire dagli imbarazzanti ritardi sulle risposte ai quesiti referendari e/o per rafforzare la posizione che andava consolidandosi nella sua maggioranza di centro destra sul tema in oggetto.
A titolo di promemoria, è doveroso ricordare che nella riunione della seconda commissione consiliare del 24 marzo u.s. alla quale erano presenti numerosi rappresentanti delle associazioni, fu ben chiarito il concetto di rappresentanza del comitato referendario, il quale non aveva delegato a nessuno funzioni, se non quelle limitate alle informazioni. In quella stessa riunione era presente, fra gli altri, anche il consigliere Leoni il quale per la sua esperienza di amministratore, suggeriva semmai il percorso da effettuare correttamente per rispondere ai quesiti posti, e cioè che il Comune in un apposito consiglio avrebbe dovuto deliberare le politiche ambientali che contenevano anche un netto no all'ampliamento della discarica su un terzo calanco. Tale linea di indirizzo, ufficialmente deliberata, avrebbe potuto soddisfare il superamento dei quesiti posti dai promotori del referendum. La mozione Leoni, si ricorderà, approvata all'unanimità il 27 dic. 2010 con Del. n. 140 proponeva l'apposizione di un vincolo sull'area calanchiva, anticipando il provvedimento della soprintendenza ai beni culturali e paesaggistici, che ora si tenta di rimettere in discussione.
Su un tema così delicato ci saremmo aspettati una unanimità di intenti ma, invece, si è arrivati ad una rottura, pur di non considerare le risoluzioni dell'opposizione di centro sinistra, che esprimeva in modo esplicito un dissenso totale sull'utilizzo di altri calanchi.
Il Sindaco, che si dice "istruito" sui nuovi sistemi di gestione dei rifiuti e preso atto della non disponibilità di soggetti pubblici e privati di affrontare "la questione", ha con la sua maggioranza ridotto la sua azione limitando fino al 2021 il Suo no al terzo calanco. Per questi motivi ho ritenuto di presentare una lettera, per ora solo personale, di diffida alla chiusura delle procedure referendarie non ritenendomi soddisfatto, come cittadino sottoscrittore, delle parziali risposte ricevute, riservandomi di esprimere ulteriori giudizi nei prossimi giorni dopo le consultazioni all'interno del comitato promotore.

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