opinioni

Parte male il distretto culturale della Tuscia

martedì 22 febbraio 2011
di Carlo Perali, presidente Assocommercio

È notorio che l'amministrazione è maestra nel cogliere le occasioni al volo e quindi non poteva sfuggirle neanche l'appuntamento con i big della Tuscia.
Un incontro per ricordare i millenari rapporti che ci legano ma anche per tracciare strategie comuni, peccato solo che all'appuntamento non ci fosse traccia di Orvietani, suggerirei al Sindaco che, in futuro, utilizzasse anche soggetti autoctoni per non creare confusioni tra i partecipanti del distretto. Infatti, da quanto emerge, sembra che Terni faccia parte di questa nuova aggregazione. Di Pietro avrebbe detto che c'azzecca?, sicuramente sarebbe dovuto esserci il Presidente della Provincia di Grosseto.

Tutti sanno che Terni non faceva parte della Tuscia e neanche i territori hanno quelle caratteristiche omogenee riscontrabili invece in questo antico territorio. Inoltre l'incontro si sarebbe dovuto tenere a Orvieto senza lasciare l'iniziativa ad altri in quanto era stato proprio Orvieto il soggetto proponente dello stesso. Così per quanto concerne la viabilità si doveva argomentare sul raddoppio della Cassia e quindi la nuova strada degli Etruschi in allaccio al futuro casello Orvieto nord; un percorso sicuramente non alternativo ma in alleggerimento alla Orte Civitavecchia peraltro molto apprezzato dalla stessa Comunità Europea.

Sarebbe stato meglio che il Sindaco si fosse occupato di logistica e localmente avesse trasformato il palazzo dei sette in un centro d'accoglienza per turisti e di programmazione per questa importante territorio. Avrebbe tagliato quattrocentomila euro di spese, dato un ottimo servizio alla città e al territorio nonché salvata una struttura dalla vendita impietosa di un commissario orientato probabilmente a ricavarci appartamenti. In politica non si può sempre lasciare tutto al caso, ogni tanto bisogna programmare per avere idee più chiare, specialmente se si tratta di questioni complesse e identitarie come appunto il rapporto tra regioni mentre invece è chiarissimo il messaggio di estromettere qualcuno, un disegno probabilmente cominciato già in quella famosa cabina di regia occulta più volte lamentata da entrambi gli assessori dimissionari.

Il rinnovamento si costruisce su ideali di chiarezza così come il distretto si costruisce su una rete di fiducia mettendo al centro il rispetto della persona e della comunità Orvietana. Gli ideali e la passione sono alla base del rinnovamento e la politica si può farla bene o male, si può farla con eleganza o in maniera un po' più sciatta, si può farla da professionisti o da dilettanti: ma la vera differenza sta nel crederci e chi non porta avanti le sue istanze con passione non mira al risultato ma si limita al consenso che è tutta un'altra cosa.
Bisogna che il Sindaco capisca.

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