opinioni

Quello che accadrà a Mirafiori è anche un problema nostro...

venerdì 14 gennaio 2011
di Giuliano Santelli - Sinistra Ecologia e Libertà Orvieto

Il 2011 inizia molto male, si sta infatti per consumare nel modo peggiore una vicenda che ha dei risvolti inquietanti per tutto il Paese: mi riferisco al referendum di Mirafiori. Tra poche ore sapremo infatti l'esito di questa consultazione che prospetta un avvenire, in entrambi i casi, non particolarmente florido non solo per i lavoratori dello stabilimento FIAT, ma per i lavoratori italiani tutti.

I primi a votare sono stati questa notte i metalmeccanici del turno notturno, che comincia alle 22 e che si è chiuso alle 6.00 di questa mattina. Poi è stata la volta dei lavoratori del primo, dalle 6.00 alle 14.00, e del secondo, dalle 14.00 alle 22.00.

Con tutta probabilità le urne si chiuderanno prima delle 22 di questa sera e i risultati dovrebbero arrivare già in tarda serata. Come dice la Fiom: "E' il referendum della paura e del ricatto: o voti sì o perdi il lavoro."
Ieri come tanti altri ho sottoscritto l'appello di Andrea Camilleri, Paolo Flores d'Arcais e Margherita Hack. Sul sito di Micromega quasi 25mila persone hanno aderito, per ora, in solidarietà con la Fiom, a testimonianza di quanto il sindacato dei metalmeccanici Cgil non sia isolato.
I sì partono da percentuali bulgare.

Se ogni operaio di Mirafiori seguirà l'indicazione di voto del proprio sindacato, venerdì prossimo i sì al referendum dovrebbero raggiungere più del 70%. Nello stabilimento di Mirafiori sono occupate oltre 5.000 persone. Nell'accordo firmato sono previste clausole che, col pretesto di aumentare la produttività, riducono i diritti degli operai in materia di sciopero, malattia e condizioni sul posto di lavoro. L'uscita dal contratto nazionale di lavoro e l'espulsione dalla fabbrica dei sindacati che non firmano l'accordo, sono solo due esempi. Poi ci sono aspetti di cui pochi massmedia hanno parlato ma che gli operai vivono sulla loro pelle quotidianamente.

La Fiom ad esempio si è battuta per preservare gli attuali diritti sul posto di lavoro.
A chi nel Pd sostiene che questa sia la sola battaglia di un'organizzazione massimalista chiedo: opporsi allo spezzettamento delle attuali due pause da 20 minuti, in tre pause da 10 minuti significa essere massimalisti o tenere alla salute di chi sta in catena di montaggio?
In queste due pause la linee si fermano. Fiom, pur di salvare le due pause da 20 minuti, aveva proposto di non fermare più le linee e di far scorrere le pause da 20 minuti dividendo gli operai per gruppi. Ma Fiat non ne ha voluto sapere.
L'accordo capestro voluto da Fiat fissa la cancellazione dei sindacati che non firmano l'accordo che si traduce nella cancellazione di un diritto costituzionale: il diritto dei lavoratori a organizzarsi liberamente. Dire che siamo difronte ad un'azione antidemocratica significa essere massimalisti?
Molto probabilmente si sa già come andrà a finire: vinceranno i sì, gli operai hanno paura di perdere il lavoro. Le pressioni, le minacce, i ricatti di queste settimane hanno fatto effetto. I metalmeccanici sanno che si giocano tutto: da una parte il lavoro e la famiglia, dall'altra i diritti e la democrazia. Ma quando ti fanno credere che ti stai giocando la possibilità di continuare a portare a casa il pane per i tuoi familiari la serenità cessa di esistere.

Questa è l'Italia del 2011. L'Italia della paura. Dove il prepotente di turno comprime e cancella i diritti di tutti pur di continuare a fare i propri interessi.
L'attacco della Fiat ai diritti dei lavoratori è un attacco ai diritti di tutti. Di conseguenza i partiti del centrosinistra dovrebbero manifestare, finalmente ad un unico coro, solidarietà alla Fiom e ai lavoratori metalmeccanici. Vorrei porgere una sola domanda ai tanti elettori, militanti e amici che in modo irrazionale hanno sperato in una presa di posizione decisa e contraria all'accordo da parte del Pd, una sola domanda a chi dall'interno del Pd in questi giorni ha invitato il più grande partito di centrosinistra ad esprimere un giudizio contrario a questo accordo capestro in cui si mina alle fondamenta la natura stessa di qualsiasi organizzazione democratica: a cosa serve fare politica se difronte a queste situazioni ci si comporta in modo pilatesco?

Lontani i tempi in cui Bersani, a pochi giorni dalle elezioni (marzo 2010), andava davanti ai cancelli di Mirafiori a raccogliere le preoccupazioni dei lavoratori della fabbrica: questi sono gli stessi che voteranno tra giovedì e venerdì.
Nel frattempo le preoccupazioni degli operai si sono trasformate in vera paura. E sulle paure di chi lavora c'è chi specula, anche in casa dello stesso Bersani. Come giudicare in altro modo le dichiarazioni di Fassino: "Se fossi un lavoratore della Fiat, voterei sì al referendum sullaccordo a Mirafiori"? L'ex segretario dei Ds ha aggiunto che se per assurdo vincessero i NO, quelli che ne pagherebbero le spese sarebbero soltanto i lavoratori, perché l'azienda potrebbe trasferire la produzione negli Stati Uniti o altrove. A proposito di chi vuole instillare paura.

In queste ore Bersani, Veltroni, DAlema, Renzi, Civati (chi più ne ha più ne metta) si sono ben guardati dal prendere posizione. E pensare che esattamente un mese fa in un convegno a Fiesole Bersani aveva detto testuali parole: non capisco perché è così indispensabile uscire dal contratto nazionale di lavoro. La situazione a Mirafiori potrebbe non riprodurre quanto successo a Pomigliano. In un paese già frantumato bisogna fare attenzione prima di buttare via le regole che lo tengono insieme. La ricetta americana non ci farebbe comodo.
Parole, parole, parole...

Pubblicato da marco il 15 gennaio 2011 alle ore 16:28
Tante altre aziende hanno chiuso i battenti e si sono trasferite all'estero e hanno lasciato i dipendenti senza poter decidere o meno la questione.
Pubblicato da felix il 15 gennaio 2011 alle ore 16:36
Con il nuovo contratto di lavoro alla Fiat finisce la baldoria che Voi della sinistra avete perpetrato fino ad oggi. Alzarsi il mattino e non andare al lavoro perche non avevate voglia e mandare un certificato medico, scioperare per un nulla era all'ordine del giorno o quant'altro che poteva mettere in crisi l'azienda. L'attuale crisi stata provocata dai vostri compagni cinesi che pagano un operaio dai 50-100 euro al mese facendoli lavorare 12 o piu ore al giorno, questo che ha messo in crisi l'occidente. Perche non organizzate una manifestazione a Pechino per dare una mano ai vostri compagni comunisti?
Pubblicato da Di Sinistra Vero il 16 gennaio 2011 alle ore 08:22

O nostro Dio,in sinistra ecologia e libertà c'e anche Santelli? E gia il nuovo che avanza!!!! SEL il nuovo della sinistra!Fategli fare la vostra campagna elettorale insieme a Ricci,ecc. alle prossime amministrative locali per piacere, almeno la destra rivince sicuramente.

Pubblicato da una orvietana qualunque il 16 gennaio 2011 alle ore 10:54
Un partito innovativo, con un leader carismatico, frequentato da una grande quantit di giovani non pu permettersi a livello locale personaggi monotematici e complessivamente incapaci di guardare al mercato e ad un mondo del lavoro che cambiano pi del cielo a primavera, come lei dimostra di essere in questo articolo.

Citare la presa di posizione di grandi ed apprezzati intellettuali non ha mai portato fortuna alla sinistra italiana, per non parlare di Micromega di cui pure sono attenta lettrice, anzi hanno finito per alimentare quella sensazione di distanza dagli elettori che massacra il PD e la sinistra in generale .

Quando la realt cambia bisogna essere in grado di costruirsi strumenti e visioni nuove.

Lei completamete fuori tema.

Una impresa, grande o piccola che sia, ha una ragione di essere solo se in grado di stare in un mercato producendo valore per la propriet e per chi ci lavora.
Se queste due condizioni si verificano le cose vanno avanti, altrimenti saluti e baci.
Questa purtroppo la triste realt, non la possiamo cambiare n io n lei, e questo il tema.

Il tema :
L'Italia st perdendo l'industria manufatturiera, le imprese si stanno spostando altrove, non piace n a me n a lei , che cosa vogliamo fare?
La Fiat ha un problema di produttivit ed un sindacato talmente frazionato ed in disaccordo che siamo dovuti arrivare a questo drammatico referundum, che secondo me non servito ai lavoratori che sono sempre pi soli, ma solo al sindacato per misurare i rapporti di forza, che cosa vogliamo fare?

Il tasso di assenteismo fuori standard nella Fiat , e per esempio in alcuni enti della Pubblica Amministrazione, un problema solo del datore di lavoro (Fiat o Ente pubblico quindi noi) o anche di quella parte di lavoratori onesti che devono tenere in piedi la baracca anche per i furboni che lavorano sei mesi all'anno protettissimi dal sindacato?

Questo sistema economico, quello italiano intendo, per quanto potr permettersi un costo del lavoro cos alto? Perch un dipendente costa cosi tanto ed in tasca gli arriva tanto poco? quali sono le componenti ( e qui potremmo scoprire il medioevo che ci attanaglia) del costo del lavoro che creano questo disastro?

Dove st la politica in tutto questo? Berlusconi lo sappiamo tutti dove , il PD sta ancora decidendo che posizione prendere e la riunione finir sicuramente oltre i due mesi dalla fine del referendum, e voi dove siete?

I lavoratori italiani ed i giovani hanno diritto a qualcosa di diverso della solita zuppa politichese che alla fine si sostanzia solo nella
protezione dei priviegi a scapito dei diritti.

Il vostro un partito che ha la fortuna di avere il favore dei giovani, per carit non vi infognate in posizioni e visioni assolutamente antiquate, abbiate il coraggio di visioni innovative.

Ragazzi occhio!!! Pensate autonomo e nuovo, ricordatevi che chi ha passato la vita a fare solo politica o sindacato nella maggior parte dei casi non conosce pi il mondo economico e del lavoro, vede solo una realt , la sua.

In bocca al Lupo.
Pubblicato da David Proietti il 16 gennaio 2011 alle ore 12:10
Credo innanzitutto che meriti una risposta chi, come il signor felix, dimostrando una notevole superficialit nel merito delle questioni, sostiene che la crisi internazionale sia stata provocata dal lavoro e non dalle speculazioni finanziarie sui capitali portate avanti non certo dai lavoratori e dai piccoli risparmiatori (che per inciso non sono pi molti: come si fa infatti a risparmiare quando il tuo stipendio precario permette a mala pena di sopravvivere?).
Ma per non divagare troppo, vorrei solo far notare piuttosto il coraggio dei lavoratori dello stabilimento FIAT di Mirafiori che, seppur posti ad un ignobile ricatto, hanno deciso di rischiare il proprio posto di lavoro pur di ribadire che ci sono alcuni diritti che non sono in vendita; credo che questo serva di esempio a tutti noi, che di sicuro non potremo mai immaginare il dramma di quei lavoratori nelle ultime settimane.
Per concludere un piccolo inciso:
Giuliano Santelli fa parte della nostra organizzazione da anni e non credo proprio che l'apportare contributi ad una discussione politica all'interno di un partito sia un male, anzi. Ma capisco che questo oggi si difficile da comprendere: di solito "i vecchi" all'interno dei nostri grandi partiti non apportano idee alla discussione, ma cercano tutte le strade possibili per l'affermazione di un potere: b lasciatemi dire che sta proprio qui la novit di Sinistra Ecologia e Libert, nel riuscire finalmente a ridare alla politica la sua funzione di analisi, discussione e sintesi di ci che ci circonda.

David Proietti

Sinistra Ecologia e Libert
Circolo di Orvieto
Pubblicato da un' orvietana qualunque il 16 gennaio 2011 alle ore 17:32
I "vecchi" come li definisce Davide Proietti, sono importantissimi, ed il rispetto fondamentale nella discussione politica.
Le osservazioni di Davide fanno onore alla sua intelligenza e al suo partito, ma proprio perch io sono tra i "vecchi" e conosco la mentalit, mi permetto di ripetere che questo vostro partito, che in questo momento gode di particolare vitalit e rappresenta uno dei pochi " segni di vita a sinistra " dovrebbe riuscire ad elaborare e modificare posizioni che sono stereotipate e superate anche se queste vengono da brave e rispettabili persone.

Il conflitto caro Davide non pi tra capitale e lavoro, tutto pi complesso e tu citi uno degli elementi pi deflagranti "la finanza" ma non il solo, quindi devi ammette che su un sistema di sviluppo nuovo che si gioca la partita.

I ragazzi brillanti come te devono uscire dalla gabbie mentali che gli ha creato la nostra generazione ( quella dei vostri padri e nonni per capirsi), proprio per le caratteristiche del vostro partito io spero siate in grado di prendervi al libert di pensare in modo nuovo e diverso.

Ripeto, con affetto e stima, in bocca al lupo.
Pubblicato da Di Sinistra Vero il 16 gennaio 2011 alle ore 17:58
Cari tutti commentatori,credo che si stia facendo grande confusione sulla quastione Fiat.Ammesso ma non concesso che il sistema economico ed industriale ,direi mondiale, ha subito una grande mutazione in virt di una globalizzzione spietata ed aggrappata al capitalismo pi maligno,il sistema lavoro deve essere adeguatamente equilibrato fra regole che dettano Doveri e diritti,noi di fatto in queto momento ci troviamo innanzi ad una roba che in sostanza ha annullato i diritti ed accentuato i doveri.

Ma ci siamo chiesti quali sono le cause? C' chi parla di dipendenti opportunisti e scorretti che abbusano della malattia,di costo del lavoro troppo alto,di menefreghismo degli operai,del mondo che cambiato.Ma se cambiato in peggio ma chi volete che lo abbia fatto?

Ma cosa stiamo facendo? Ci rendiamo condo che l'Italia un paese per la maggioranza appartenente a questa classe lavorativa,attacca se stessa,e non sulla base di verit accertate ma forti di una influenza mediatica che ci vuole far credere questo..... Facciamo l'ipotesi che pur ci siano lavoratori che abbusano dei loro diritti,ma cosa facciamo anziche punire chi se ne approfitta li togliamo proprio a tutti?Pazzesco. Non che abbiamo dato un'oppotunit grandissima al "padrone" per caso,che forte di un momento economico difficile e di una rappresentanza sindacale divisa,e di un governo pienamente compiacente ha creduto bene di minacciare tutto e tutti di spostare la produzione altrove?

E poi illogico ma direi incivile e credo rasenti quasi un ipotetico reato internazionale,che in questo mondo capitalistico non c', di sfruttamento del lavoro,andare dove il costo del lavoro inferiore al nostro ed i diritti umani quasi non esistono.

Ma non si pu accettare che la globalizzazione sia solo economica,credo che debba essere anche di diritti e che i diritti bisogna issarli anche a chi non c' l'ha,e non toglierli a chi li ha conquistati con democrazia ,senso civico,morti caduti sul lavoro che tutt'oggi ci sono,anni di lotta operaia e conquiste sindali .


Caso Santelli! David Proietti non difenda l'indifendibile,potrebbe essere ridicolo,il nuovo ben altro.E non credo che il movimento a cui appartiene sia santificato e beatificato dal signore ed appartiene solo esso ad un mondo giusto ed onesto.Gli Orvietani non sono ciechi e sanno benissimo chi nel vostro partito nel nostro territorio.Date l'impressione di essere i Berlusconisti di sinistra,ai quali bastato togliere la falce ed il martello dai vostri simboli,quasi a vergognarvi del trascorso dei vostri vecchi,che in questo simbolo hanno navicato e proliferato potere ed interessi personali,per essere puri e diversi.

Non indignatevi degli altri pensando di avere l'esclusiva della verit e della certezza,berelusconi di sinistra scendete dinuovo sulla terra e tornate nella umile realt.
Pubblicato da giuliano santelli il 17 gennaio 2011 alle ore 23:25
Vi invito a leggere l'accordo Fiat, poi potremo continuare questa discussione. Non mi interessa il giudizio di chi in modo ideologico giudica cosa sia il vecchio. Certi nuovismi li trovo davvero molto datati, ripeto leggete l'accordo e poi se volete riparliamone magari pubblicamente. Per quanto riguarda gli interessi personali la cosa non mi tocca in nessun modo. Solo per la cronoca dal 1971 al 1980 ho lavorato in FIAT, so bene cosa sia la catena di montaggio e quali ritmi un lavoratore debba sostenere. Mi piacerebbe incontrare una orvietana qualunque e di sinistra vero per poter parlare con loro.

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