opinioni

La politica come amore per la Patria

martedì 11 gennaio 2011
di Vittorio Annovazzi

Gentile Direttore,
Lo Statuto del PD prevede l'utilizzo del sistema informativo del Partito per la diffusione delle idee e delle proposte politiche: ho quindi inviato la mia modesta proposta, e ne è venuto un cortese scambio di messaggi tra me e la Presidenza locale, all'insegna del "... e partendo e scrivendo dèi e salutare e accomiatare non come la ragione, ma come l'usanza vuole che tu facci", cioè secondo le aure regole del Galateo, ma con risultati ancora da verificare. La pregherei, intanto, di pubblicare questa premessa e questo messaggio, che, a ben vedere, è tutt'altro che partigiano, perché dà voce alla Società Civile, in contrasto con la Casta dei politici in servizio permanente effettivo, non solo, certamente, del Partito Democratico, nel convincimento drammatico che il diaframma tra Politica e Popolo sia il presupposto delle peggiori sciagure, che solo una presa di coscienza da parte dei cittadini, e la messa in opera di strumenti adeguati, potrebbe scongiurare: la ringrazio, e confido nella attenzione dei suoi lettori.

"L'Italia sta perdendo posizioni, da dieci anni, su tutto ciò che rende un paese civile e vivibile: e la decadenza non ha colpito uniformemente tutta la società, ma - al contrario - è colpisce i più deboli, e rende ancor più indecentemente felici le situazioni di privilegio.-
Abbiamo una sola speranza: riprendere il timone della barca: ma per farlo la Sinistra deve aprirsi alla società civile per farsi maggioranza: e non, al contrario, compiacersi di una preteso primato, allontanando con snobismo suicida le correnti centripete, dai girotondi ai sostenitori esterni .-
Senza questa apertura siamo condannati a irreversibile metastasi, con compiacimento degli avversari, e di altri che non nomino, ai quali tutti la situazione va benissimo così com'è, quanto meno sul piano personale.-
Lo Statuto del Partito Democratico postula con forza la partecipazione popolare, ma, viceversa, il diaframma tra nomenklatura e società civile si fa sempre più drammaticamente evidente: Da una parte abbiamo i politici, e le loro costosissime corti di inaffondabili; e dall'altra la comunità dei cittadini che ne sopporta il costo insostenibile, e in costante, vergognosa lievitazione.- E, come ricorda con insistenza il Segretario Bersani, il distacco tra classe politica e società civile è il presupposto, per la nazione, delle peggiori sciagure, delle quali, per il momento "godiamo" vergognosamente della più insulsa: mentre il gravame insostenibile dei costi legalizzati della politica, e di quelli illegali di prassi costante, assorbe una tale mole di risorse, da rendere impossibile il progresso del paese, facendo cadere l'Italia sempre più in basso.-
E questa somma di oneri ingiustificati ed indebiti, grava sulle classi più deboli; distrugge il tessuto economico più radicato; infierisce pesantemente sulle imprese; allontana gli investimenti esteri, e giustifica la trasmigrazione all'estero (anche in Svizzera) delle imprese nazionali, insofferenti delle assurde complicanze legislative, figlie del gigantismo della casta.-
Abbandonate quindi, al più presto, la vecchia mentalità partitica: che il corsus honorum partitico perda definitivamente di peso rispetto al curriculum civile di tutti noi; e non il contrario, come ora avviene.-
Mandiamo al macero il carrierismo politico, per il quale vale più una presenza politica a Rocca Canterano che un premio Nobel.
Studiamo come aprire le porte della discussione e della appartenenza, organizzando, non dico meglio, perché oggi non hanno organicità alcuna: organizzando le assemblee, che sono il ponte con la società civile, rendendole accessibili, e rispondenti ai requisiti minimi che deve avere una assemblea, che rispetti i partecipanti, per dare loro voce, e non per respingerli con alterigia.-
Condanniamo i modi che hanno allontanato tanti talenti dalla politica, talenti oscuri e universalmente riconosciuti, come la Professoressa Hack, Franca Rame, e tantissimi altri, talenti tutti incapaci di sopportare la prassi partitica ed il politichese, e che erano entrati in politica con coraggio e disinteresse, per bilanciare la potenza della nomenklatura, e per riportare con forza il valore morale e la passione civica nella politica, consci che senza passione non è possibile avere ne' un buon governo, ne' una buona opposizione.-
Il ponte di passaggio dall'interesse platonico alla politica attiva è, essenzialmente, l' Assemblea, che deve essere regolamentata in modo da facilitare lo scambio di opinioni; da permettere una reciproca conoscenza e il riconoscimento del talento e quindi la candidatura dal basso dei migliori, e non la votazione formale di quanti la nomenclatura propone per premiare l'appartenenza a correnti, alla militanza, il corsus honorum politico, castrando il merito civile ed il talento professionale.
Quindi diamo una durata, e quindi un inizio e un termine prestabilito alle riunioni, che, di regola dovrebbero avere la durata di una sola ora, ed iniziare, al massimo, alle 20,30.- Non si tolleri, per rispetto a chi interviene, ritardo alcuno di chicchessia; informiamo con anticipo di cosa andremo a parlare, in modo da sollecitare l'intervento di chi è interessato a quanto andremo a trattare; e forniamo in anticipo la documentazione, o le fonti di documentazione, perché tutti possano partecipare preparati; prevediamo un'assemblea debitamente diretta da chi sarà designato dall'assemblea stessa, e non da chi la ha indetta, come avveniva nelle adunate del Fascio; stabiliamo - nel limite di durata prefissato - il tempo per gli interventi dei relatori, e per le loro repliche, e quindi il limite di tempo per chi avrà facoltà di parola, che non deve superare i cinque minuti; imponiamoci l'obbligo di preparare i nostri interventi, facendo delle assemblee non già una palestra oratoria, ma il luogo dove ci si impegna a parlare in modo socratico, stando al tema, risvegliando l'interesse, per essere capiti e non per essere apprezzati per cultura ed eleganza e vuota erudizione; ricordiamo che in assenza di capacità di comunicazione non è pensabile il successo politico, come viceversa dimostrano, nella Storia, l'adesione plebiscitaria a capaci oratori, come Hitler, Mussolini e, per portare anche esempi positivi, Churchill, Kennedy, Obama , Berlinguer.
Si senta poi il dovere di sollecitare ad intervenire chi, per timidezza o impreparazione culturale, o insufficiente conoscenza della lingua, ha difficoltà ad esporre quanto la propria sofferta esperienza gli suggerisce.-
Per essere tanto concreti quanto politically correct , ed interpretare il comune sentire del popolo di centro sinistra, e della società civile di orientamento democratico, e soprattutto per avere il risultato tangibile che la drammatica situazione richiede, approviamo questa MOZIONE, ricordando che, a norma di Statuto, i nostri rappresentanti DEBBONO uniformarsi alla volontà espressa delle Assemblee:
MOZIONE
"I democratici tutti, a partire dai parlamentari, si impegnino per il ritorno al clima politico e morale dei Padri Costituenti;
il Parlamento perda quindi l'atmosfera di albergo del Golfo; riduca il personale e porti la remunerazione del personale stesso al disotto di quella dei parlamentari, che non deve superare i 6.000 Euro, decurtati delle rendite proprie di ciascun parlamentare, in modo da consentire a tutti i cittadini di ricoprire cariche pubbliche, in un contesto di austerità;
Solo la rinuncia a privilegi legalizzati, che l'opinione pubblica condanna e non giustifica, può dare spessore e credibilità alla denuncia del malaffare, che, al contrario, è visto come la naturale prosecuzione del beneficio illegittimo;
Nelle Regioni, ed in generale nelle amministrazioni locali, ci si attenga allo stesso severo criterio;
Si deplori la mancata votazione, da parte di alcuni nostri parlamentari, della Mozione, a firma dell'On Tabacci, che proponeva l'assegnazione alla ricerca di parte dei fondi per il finanziamento ai partiti;
La politica attiva torni ad essere per tutti un momento di dazione, e non più un lucroso vitalizio, ma un momento di dedizione alla Patria, ed al buon governo, per poi tornare arricchiti moralmente, ma non materialmente, alle proprie attività, lasciando spazio al ricambio, in una prospettiva di dazione e non di potere;
Si assecondi la simbiosi tra partito e società, ora separati da un diaframma di reciproca disistima, se non di disprezzo: a questo fine, le assemblee del partito tornino ad essere il ponte con la Società Civile e siano regolate, nella durata, nei tempi di inizio e di termine; degli interventi: Siano presiedute da elementi designati dalle assemblee stesse; Il corsus honorum partitico perda valenza rispetto al curricum civile, in modo da incoraggiare la militanza politica di tutti i cittadini, al contrario di quanto avviene ora, a difesa di una presenza istituzionalizzata in metastasi irriversibile;
Si ritorni al laicismo di De Gasperi e di Andreatta e all'orgogliosa parsimonia dei Padri Costituenti; al primato dell'onestà e del sacrificio;
I democratici che hanno un ruolo istituzionale, nel Parlamento nazionale ed europeo,nelle Regioni, nei Comuni ed anche nelle Province, non sono insensibili a questo grido di dolore, ma diano finalmente valenza operosa al loro malessere, allontanando le scorie e gli inetti.-
Solo così saranno finalmente credibili a tutto popolo, e saremo finalmente maggioranza, per governare onestamente, con la indispensabile passione operosa.-

VITTORIO ANNOVAZZI

Pubblicato da Peltonen Pirkko il 12 gennaio 2011 alle ore 16:58

Il Signor Annovazzi mi ha scritto numerose volte a partire dal 17.12.2010. Altrettanto numerose sono state le mie risposte. In mancanza di un forum telematico adatto alla comunicazione all’interno del partito, sono stata io stessa a suggerirgli di utilizzare i dinamici forum di discussione cittadina, cioè i media on-line. Oggi ho il piacere di annunciare che lo spazio telematico per dare voce al popolo democratico esiste: www.pdorvieto.it/voce.html. I contributi vanno indirizzati a: pdorvieto@gmail.com. Sarà lo spazio per accogliere le idee e i documenti degli amici del PD, iscritti o non-iscritti che siano. Pirkko Peltonen Presidente PD Orvieto

Pubblicato da vittorio annovazzi il 13 gennaio 2011 alle ore 16:20
RIPETO IL MIO COMMENTO CHE DEVE ESSERE "PARTITO" INVOLONTARIAMENTE INCOMPLETO

Una mia nipotina, nata nell'era del web, mi ha spiegato che la differenza tra uno "spazio telematico" ed il "sistema informativo" , comparabile a quella tra un triciclo ed una Ferrari : la situazione che ci tocca vivere drammatica, e le scadenze sono vicine. Non quindi il caso di passare alla "Ferrari", sollecitando - sia con assemblee leggere e democratiche, sia nel web - la partecipazione dei cittadini alle decisioni politiche?!
Al momento assistiamo - noi cittadini spettatori paralizzati - al lancio delle pi diverse idee: Far vincere Casini con i voti del PD, o perdere con Vendola, o vincere con Vendola per non poter governare?
Io propongo che si solleciti il risveglio delle potenzialit ideali del partito, rinunciando a illegittimi privilegi,_- ancor pi offensivi perch legali - e si torni alla seriet ed alla parsimonia dei padri costituenti; e, nei ritagli di tempo, si impari anche a parlare, perch la storia insegna che solo attraverso la comunicazione si raggiunge il consenso.
Questo si attende il cittadino votante, ma cui pazienza ormai agli sgoccioli, e cio al 40 % di dichiarazioni di astensione.
La Signora Peltonen mi ha scritto di concordare con quelle che lei chiama mie intuizioni. Ed allora gridiamo forte che cos non pu continuare e pretendiamolo, per il risorgimento del nostro amato paese: oppure rassegnamoci a continuare nel declino culturale, morale ed economico: I nostri nipoti dovranno emigrare in Cina o in India ? Ed emigrare molto triste, posso dirlo per esperienza.

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