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Precari Co.Re.Com, ovvero l'art. 15 dello Statuto Regionale e l'importanza della coerenza

giovedì 16 dicembre 2010
di Valentino Filippetti, Consigliere Co.Re.Com Umbria

Ieri è uscito sul Giornale dell'Umbria un articolo dal titolo "Corecom, i precari portano la Regione davanti al giudice". Dico subito che condivido la denuncia e esprimo la piena e convinta solidarietà a questi 5 lavoratori e lavoratrici che stanno subendo un'ingiustizia bella e buona che non ha alcuna giustificazione. In questi cinque anni di mandato con il Presidente Moretti e l'intero consiglio le abbiamo tentate tutte per evitare che si giungesse a questo epilogo, ma abbiamo trovato un muro di gomma nel Consiglio Regionale, una strana inconcludenza da parte del sindacato e il più completo disinteresse da parte delle forze politiche di entrambi gli schieramenti.

Trovo altresì fuori dal mondo che la Regione non si sia presentata al tentativo di conciliazione negando con questo atto il valore più importante dell'esperienza politica del centro sinistra umbro che è quello del confronto e della concertazione.

Sorprende che il Presidente Brega così attento alle ragioni della vita, fin nelle sue espressioni più astratte, abbia deciso che il destino, il lavoro e la dignità di 5 lavoratori e lavoratrici non meritavano neppure le spese di un avvocato.

Voglio ricordare a futura memoria cosa recita l'articolo 15 dello Statuto della Regione Umbria:

"La Regione assume il lavoro dipendente o autonomo come diritto della persona e condizione di libertà. Concorre alla predisposizione delle misure dirette a promuoverne la stabilità e a garantirne la qualità. Disciplina la tutela della sicurezza nei luoghi di lavoro.
La Regione assume la realizzazione di una condizione di piena occupazione quale primario obiettivo sociale e fattore essenziale dello sviluppo economico regionale.
Concorre a rimuovere gli ostacoli che impediscono le pari opportunità di accesso al lavoro."

Insieme a questi principi si potrebbero citare i tanti ordini del giorno, i deliberati dei tavoli concertativi e tanti convegni sull'argomento. Ma servirebbe a poco. Come sono serviti a poco le richieste del Comitato del Corecom di applicare le disposizioni della finanziaria volute dal ministro Damiano nel secondo Governo Prodi o le disposizioni del Ministro Brunetta.

Ma il tempo non è ancora scaduto. C'è tempo fino alla fine dell'anno per sanare questo problema che ha un significato che va al di là del destino, ovviamente importantissimo, di questi lavoratori.

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