opinioni

Bilancio 2010-2012. Tra tensioni, instabilità e delusioni l'atteso giorno della quadratura dei conti

venerdì 18 giugno 2010
di laura
Bilancio 2010-2012. Tra tensioni, instabilità e delusioni l'atteso giorno della quadratura dei conti

Dopo attese, rinvii, tavoli, commissioni, disponibilità e più o meno giustificati voltafaccia, nel pieno di palesi tensioni arriva, non meno triste e preoccupante degli appuntamenti degli ultimi anni, il sospirato giorno del bilancio annuale e pluriennale 2010-2012. Se a preoccupare, negli anni scorsi, erano le alienazioni del patrimonio e la palese situazione debitoria, a rendere critica la situazione, nel procrastinato appuntamento
2010, è un bilancio puramente tecnico che, nonostante la quadratura dei conti, rischia di andare in crisi con la verifica concreta del consuntivo di settembre; e, ancora e soprattutto, quella instabilità politica che si sta manifestando da tempo e che potrebbe riservare qualche sorpresa dell'ultimo momento.

Pesanti, infatti, le osservazioni dei revisori dei conti che, nella loro relazione, fanno notare come l'entrata prevista dei 2,8 milioni di euro proveniente dall'ipotizzata gestione esterna dei parcheggi cittadini e degli impianti di mobilità alternativa, che ha tra l'altro permesso di mitigare alcuni tagli, sia basata su entrate al momento non certe e su atti ancora da compiersi: "Pertanto - fanno tra l'altro notare i revisori - parte delle previsioni di spesa dovrebbe essere impegnate per pari importo solo al conseguimento di tali entrate".

E a preoccupare è anche l'instabilità che, paradossalmente, negli ultimi tempi sembra manifestarsi più all'interno che all'esterno del centro destra. Anche a ridosso di una giornata così delicata e decisiva non mancano prese di posizione di dissenso da parte di alcuni che sono stati supporter della lista e della giunta Concina. Carlo Perali di Assocommercio, ad esempio, che certamente non parla a titolo isolato ma che dovrebbe essere espressione di varie sensibilità. O Gianni Marchesini nel suo editoriale dell'ultimo numero del foglio Zorro, che tra l'altro così scrive:
Ora, a distanza di un anno dalle elezioni, una consistente parte dell'opinione pubblica ha perso la sintonia, non intercetta più la cor- rente d'aria e teme, non senza buone ragioni, che la politica abbia finito per crocifiggere il salvatore.
La gnagnera che si continua a gnagnerare, lamenta come siano emersi ulteriori problemi, complessi, onerosi. Ed è vero. Ma è anche vero che durante questo anno gli atti, le azioni, l'intrapresa amministrativa sono pervenuti ai cittadini in regime di bassa frequenza, come una tra- smissione a tratti interrotta, infastidita dalle interferenze così, si teme, che il plusvalore emotivo e la vigorosa spinta iniziale, via via, siano finiti nel tritacarne della po- litica di routine, della sopravvalutazione dell'anatra zop- pa , che poi, di fatto, non è altro che un'anatra arrostita, nell'enfasi della drammatizzazione del bilancio vissuto come il mostro invasivo che si pappa non solo il passato e il presente, ma anche il futuro.E non c'è da stupirsi se va spargendosi quella sensazione di non compiuto, di disagio per la mancanza tangibile di un segno di volon- tà, volontà di operare una cesura evidente o, almeno, per dirla con un termine abusato, una forte discontinuità riguardo all'operare della precedente Amministrazione. No, il segno che si attendeva non è pervenuto, anzi, tutt'altro: dopo aver ben chiarito durante la campagna elettorale che, considerati i danni abusati, la sinistra non sarebbe stata capace di garantirci uno straccio di futuro, la Giunta Concina ha fatto il capolavoro di far si che il segnale più spiattellato, l'epicentro mediatico di un anno di amministrazione sia stato "IL PATTO PER IL FUTU- RO" stipulato proprio con quella stessa sinistra "incapa- ce e inidonea",che è una cosa non molto dissimile dal firmare con Dracula un patto per un futuro di fulgide tra- sfusioni. Non aveva forse ragione Zorro nel titolare "O SNI O SNA", esortando il Sindaco, l'unico vincitore delle elezioni, a battere il banco ed a lanciare il Suo progetto, il Suo bilancio, il Suo futuro e, qualora SNI, avanti, se, altrimenti "SNA" bene, tutti giù per terra?
Soltanto ora, a distanza di tempo, è accaduto, finalmen- te, quello che sarebbe dovuto accadere allora. Così, il dottor Concina, visto che finalmente sta riattivando la corrente d'aria, dovrà recuperare l'emozione, la spinta al cambiamento e tenerla viva, nonostante l'incalzare dei problemi contingenti. Come?
Cominciando a dire alla gente cosa Lui farebbe se gli altri, (nonostante ora affermino il contrario), non ci aves- sero lasciato con le brache senza cintura, per invertire la rotta di trecentosessanta gradi, quale assunto esteti- co ispirerà l'arredo urbano, secondo quali linee comuni- cative, motivazionali, creative, strutturali, si svilupperà il nuovo corso del Turismo, il Cosa e il Come dell'ur- banistica, come rivalutare, ridisegnare, il rapporto tra
territorio e Centro Storico, Quale la nuova visione della società orvietana, Cosa to- gliere, Cosa conservare, convincendoci a coltivare l'illusione che, una volta rior- dinati i conti, è operante una squadra da Lui guidata che non aspetta altro che dimostrare quanto abbia chiari i passi da compiere per legare le varie funzioni in un unico progetto vitalizzante che ci fac- cia parlare di un "Orvieto Style", di una Nuova Città con uno stile innovato. Se si entra in questa ottica, data la situazione, non conta chi ha la maggioranza, conta chi sarà più bravo e più lucido in pro- spettiva. Nonché coloro che preferiscono l'agire al dibattere. Aria, quindi, nel senso di "fuori a chi non ci sta" e, aria, invece, sul futuro che è avido soltanto di volontà, di capacità, di individualità; si dia un se- gnale chiaro, completo, desiderabile, si vada a riprendere quell'emozione con la quale, un anno fa molti sperarono di tro- varsi dopo quattro anni in un'altra città: " rivoltata", come diceva il futuro sinda- co Concina cucinando la bistecca con la mano:" da Così a Così".

O Pier Luigi Leoni, consigliere comunale del PdL - tra l'altro firmatario di un emendamento al Bilancio per il recupero sull'elusione e l'evasione - che, sempre in Zorro, tra l'altro afferma:
L'azione della giunta comunale, a parte la precarietà dell'as- setto consiliare (dove i Ghibellini avrebbero, almeno sulla carta, tutti i numeri per mandarla a casa), non soddisfa né a destra né a manca. A parte la qualità del sindaco e degli as- sessori da lui nominati, emerge un quadro piuttosto chiaro: il sindaco non ha esperienza di amministrazione locale e, se conosce bene la psicologia umana, non è uno speciali- sta in mentalità orvietana, che ne rappresenta una singolare variante. La giunta, in situazioni del genere, tutt'altro che in- frequenti, dovrebbe supportare il sindaco in attesa che egli entri pienamente nella parte. Ma anche la giunta è formata da gente nuovissima in quel ruolo. In situazioni analoghe, è l'apparato comunale (e segnatamente i dirigenti) che do- vrebbero assistere e supportare il sindaco e la giunta. Ma l'apparato e i dirigenti non possono non essere ostili al sin- daco e, soprattutto, alla sua giunta. Non per malignità, ma per la forza delle cose. Essi non possono dimenticare da dove provengono né chi li ha collocati. Essi sanno contare i voti delle elezioni comunali e di quelle regionali. Anche se volessero, non potrebbero compromettersi adoperandosi per il successo di questo sindaco e di questa giunta. Il ri- schio sarebbe troppo alto.
Sono queste le difficoltà che deve affrontare il sindaco, che qualche miracolo lo ha fatto e lo fa, ma ha bisogno di tempo per far girare a pieno ritmo al sua amministrazione. Si vedrà durante questo mese se la mancata ricomposizio- ne dell'area ghibellina darà al sindaco la possibilità e il tem- po di portare a termine la fase di rodaggio. Se ciò avverrà, la giunta potrà essere rafforzata e l'apparato burocratico rimotivato. Altrimenti, nemici come prima e andiamo alle urne.

Né giovano gli ultimi contrasti sul Fotovoltaico con le associazioni ambientaliste, che sono trasversali e comprendono anche alcuni membri o simpatizzanti di centro destra, o indipendenti che hanno avuto fiducia nel rinnovamento e metodo di Concina: rinnovamento sul quale cominciano a nutrire dubbi.

Insomma, sembrerebbe quasi che la stabilità della Giunta Concina possa essere garantita più da una prospettata benevola astensione del centro sinistra (salvo inversione di tendenza a settembre, una volta riorganizzate e truppe), che dalla convinzione e dall'unità del centro destra, per vari versi deluso.

Nell'incerto scenario, molti e vari gli emendamenti che verranno presentati, non ultimo uno dei socialisti sull'abolizione, ipotizzata nel bilancio, del sistema dei varchi elettronici, che permetterebbe un risparmio, con conseguente riutilizzo di risorse, su questo versante. Un cambiamento dell'ultimora che, a detta di Socialisti per Orvieto, non sarebbe stato concordato al tavolo di discussione.

La seduta, che inizierà al mattino con le question time e l'approvazione di alcune pratiche urbanistiche, si preannuncia lunga e dagli esiti forse meno scontati di quanto ci si aspetti. Questo l'ordine del giorno.

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