opinioni

Appunti per un giallo...

lunedì 14 giugno 2010
di Nello Riscaldati

Vi sono dei momenti durante la vita, ma spesso ti capitano anche più volte nell'arco della stessa giornata, nei quali ogni idea che tu concepisci, non appena ti azzardi a toccarla nel senso di tentare di metterla in pratica, sembra che ti si rivolti contro. Ti dice che non ci siamo, che non è ancora a punto, che non è il caso, che non si sente quella giusta in ordine alle questioni da risolvere, insomma che non è una buona idea e che è meglio rimandare a domani e via dicendo.


E allora ecco che, quasi di botto, ti immalinconisci pur avendo coscienza che la malinconia stessa altro non è che il sonno di un fervore che sicuramente ha già lasciato segno di sé e che ogni tanto avverte il bisogno di riposare per un po'. E magari ti interroghi pure ed ammetti che dovrà pur esserci da qualche parte un medico capace di restituire ai malinconici le scintille di passione disperse o sedate, finendo però per concludere che forse esistono delle malattie stravaganti che consistono nel volere ciò che non si ha e che non si potrà mai avere.

Quasi strangolato da simili intrigate argomentazioni cerco di forza una via d'uscita come per fuggire da me stesso. E credo d'averla trovata, almeno lo spero, riconvertendo la domanda in una affermazione.

E cioè: Orvieto sta diventando malinconica perché non ha molte cose che vorrebbe e che è certa di non poter mai avere.

In realtà a sentire un po' in giro, sia a destra sia a sinistra, assessori, consiglieri, presidenti, segretari, militanti, lestofanti e bighelloni le cose che a Orvieto mancherebbero, e che la città, a detta di costoro, vorrebbe tanto avere sono decine ma parecchie decine tanto è vero che, visto che non costa niente, ogni giorno qualcuno ne aggiunge qualcuna.

Dovendo a questo punto decidere un tema questa volta tentiamo di dire no ad argomentazioni politiche. Proviamo insomma a tenerci leggeri pur coscienti che queste affermazioni sono facili da enunciare ma difficili da rispettare perché la politica tira,...eccome se tira,... ed allora è problematico starne lontani se si vuole essere letti.
Per esempio, secondo l'uomo e la donna della strada, (absit iniuria verbis per quest'ultima), una tra le tante cose desiderate dalla città, quasi tutte non indispensabili perché quelle veramente necessarie saranno sì e no una decina, sarebbe questa:

"perché Orvieto, non è mai stata scelta da un regista per ospitare una fiction a puntate di sapore giallo, sul tipo di quella del Maresciallo Rocca collocata a Viterbo o quella con Fràssica ospitata a Gubbio,...?"

Cosa ci manca,...l'ambientazione,...? gli sfondi,...? O qualcuno pensa che gli orvietani, rovistando bene, non siano capaci di reperire, restaurare e presentare un vicebrigadiere o un appuntato impegnati in intelligenti ed eroiche azioni di lotta contro il crimine?

Ma noi possiamo addirittura fornire pure la trama.

Un morto, due morti, cinque morti,...? Nossignore,...? Il numero, sempre se ci saranno, perché noi orvietani siamo in fondo dei paciocconi, sarà quello che la trama richiederà, anche se non ho difficoltà ad ammettere che questa è una risposta di molto cretina.

Ma comunque ci vorranno delle vittime,..? Certo che ci vorranno,...! E chi saranno queste vittime?

Un colpo da maestro, per esempio, potrebbe essere quello di pensare ad un bel Sindaco, colpo che però andrebbe collocato all'interno di un sofisticato disegno malavitoso inteso all'eliminazione in toto dei Sindaci dell'Orvietano. E perché...direte voi,...?! Ma come perché,...ma è proprio qui il conquibus,...il perché, come in tutti i romanzi gialli, si saprà alla fine,...! Dodici Sindaci, dodici puntate in prima serata, nella tredicesima la soluzione dell'intrigo.
E dodici proprio come gli apostoli la qualcosa lascerebbe aperta anche la possibilità di individuare un Giuda all'interno del gruppo. E sarebbe sicuramente il successo assicurato se non fosse per il fatto che liquidati o rapiti i primi tre, perché fino a due potrebbe ancora sembrare cosa normale, gli altri si dimetterebbero in massa senza trovare successori, cioè candidati alle conseguenti elezioni, che appunto, senza candidati non potrebbero nemmeno tenersi e così non verrebbero eletti nuovi Sindaci, il disegno criminoso cadrebbe ed il romanzo terminerebbe così senza una conclusione a riprova che non avrebbe senso nemmeno il cominciare a scriverlo.

A questo punto allora si potrebbe ripiegare, che so, su personaggi di spicco, quelli cioè che si vedono sempre riservate le prime file nelle cerimonie pubbliche. Ma anche queste figure, capito il marchingegno del piano, diventerebbero fin troppo sospettose e prudenti con la conseguenza che nessuno più si siederebbe su dette poltrone facendosi naturalmente precedere da una lettera accampante improrogabili precedenti impegni o certificante improvvise indisposizioni. E così anche questa sarebbe una trama impossibile perché alcuni personaggi, fuggendo dalla penna di chi li descrive, lascerebbero dei vuoti e priverebbero di senso l'intreccio della vicenda.

Coinvolgiamo allora uno dei tanti Presidenti dei quali è così ricca la nostra città,...? Sì, ma a quale scopo,...? Estorsione, direte voi,...e sarebbe anche logico per una banda operante in queste zone perché per sistemare i rapiti avrebbe a disposizione nientemeno che la vicinissima, scomoda ma ottima macchia dell'Elmo ricca di cinghiali, di volpi, di lupi e di formiconi. Vale a dire "Jurassic Park".

-Sì, ma chi pagherebbe il riscatto,..?- si chiedono angosciati, sia la madre di famiglia che si sente sicura vicino al suo uomo nella sua comoda casa protetta, sia il viandante notturno senza ombrello impegnato nella disperata ricerca di un riparo sotto l'imminenza di un grosso temporale.

Forse il Comune,...?! Ma per carità,..!Intanto non spetta a lui ma, anche se volesse farlo, dovrebbe quanto meno riuscire a vendere, e ci teniamo bassi, la metà del Palazzo che lo ospita o a far pagare ai cittadini un tanto al chilo l'immondizia prodotta, a mettere una tassa sugli ombrelli aperti per occupazione di spazio pubblico, un' altra per l'accesso alla Gonfaloniera, o a trovare il coraggio di ridurre le spese correnti non a chiacchiere, ma facendoci ascoltare il concerto del tintinnare degli euroni e degli eurelli ricavati dai tagli praticati in bilancio naturalmente e soprattutto senza far soffrire la cultura (quando è cultura) tenendo presente che la medesima non si identifica nella quantità ma si manifesta sempre nel profumo della qualità.
Incidentalmente voglio rendere noto al popolo e al Comune che il Sindaco Casasole, in caso di chiusura definitiva, della Scuola di Musica a lui intitolata, mantenendo invece intatti altri sprechi pseudoculturali, darà disposizione affinché venga praticato al Sindaco in carica lo scherzo cinese del peso sullo stomaco, sensazione derivante da una pietra legata in un posto particolare. 'Tento ti,..!

Allora il riscatto lo pagherà forse una Banca,..?! Una di quelle banche cosi massicciamente presenti a Orvieto da farla rassomigliare a Zurigo, a Francoforte o, nella peggiore delle ipotesi, ad una delle isole Cayman, e dove, quando vai lì, lavato, stirato, pettinato, profumato e col vestito della festa a chiedere un prestito, magari di 3.000 euro, prima di sentirti dire "s'accomodi", ti viene chiesto: "come sta", "quanti anni ha", "quanto guadagna", "e riesce almeno a sfamarsi", ed altre sciocchezzuole del genere.

Oppure vogliamo orientarci sul giallo politico,...? E io tanto l' avevo detto che, gira gira, prima o poi, si sarebbe ancora una volta andati a battere a questo portone!

Immaginiamo allora due titoli: "Omicidio sotto il Terzo Arco", oppure "Uccidete l'Assessore inutile",...che ne dite? Magari però rendendoli un po' meno truculenti come, per esempio, "Buio pesto sotto il Terzo Arco" e "Ultimo saluto all'Assessore inutile".

Ora noi, tanto bene, di archi ne abbiamo quanti ne vogliamo: abbiamo quelli del Comune, quelli del Foro Boario, quelli di S.Andrea, abbiamo gli arcacci, l'arco di Calanga ed altri siti ancora,...un Assessore inutile dovrà pur esserci,...(e difatti a stretto giro mi confermano che c'è),...e dunque non ci resterebbe altro che da scegliere. Per quanto riguarda gli archi il problema potrebbe sorgere fin dall'inizio col chiedersi se il terzo arco vada contato a partire da destra o da sinistra perché questo particolare, come è ovvio che sia in un romanzo giallo, lo conosce solo il potenziale assassino.

Ebbene scegliamo dunque l'Assessore e immaginiamo, come assaggio, la scena dove i medesimi, venuti a conoscenza che ipotizzati terroristi stanno dando la caccia per eliminarlo a quello che fra loro viene giudicato del tutto inutile, dovranno porre a se stessi proprio la domanda che dà il titolo a tutta la vicenda e cioè: chi è l'assessore inutile?
Dopo un lungo cogitare, dopo calibrati grattamenti di barba e sfulinature di nasi, dopo prolungati sguardi nel vuoto costoro si scruteranno, si specchieranno e trarranno tutti le stesse conclusioni. Sentiamo il primo:

-Io non sono un assessore inutile. Io mi alzo prima di giorno, ispeziono la città senza darlo a vedere e prendo appunti, telefono, incontro gente, dibatto, puntualizzo, rassicuro, visiono pratiche, correggo e firmo, insomma dietro alle cose io ci perdo tempo e guardo sempre e solamente all'utile del popolo. Ergo, non sono un assessore inutile. Sarà uno di questi bellimbusti a doversela vedere con i terroristi, e, lasciatemelo dire, costui se lo merita, eccome se se lo merita!-

Poco distante, non più di due metri, un collega sta anche lui facendo l'inventario:

-Inutile io,...ma scherziamo,...! Io non mi fermo un minuto e ci rimetto pure di saccoccia...! Io comunico, presiedo, medio, ribadisco, rabbonisco, armonizzo, esorto ed inauguro,...ma scherziamo, ma lo so solo io si quante sudature, quanti bocconi amari e quante liticate la sera con mia moglie,..!-

E poi di spalle, una figura che data l'oscurità non riconosciamo ma della quale avvertiamo a fatica la voce bisbigliare:

-Io, forse è vero qualche volta,...come tutti però,...il fatto è che mi prende sonno e quando torno in me le idee mi vanno in corto e poi tutte quelle carte, mamma mia che confusione, e poi le firme,...al dritto, a rovescio, in duplice e in triplice copia,...io ne metto sempre una in più per sicurezza! Poi presiedo le cerimonie, non perdo un Consiglio, che cosa più pallosa al mondo non è dato concepire. Aggiungo che chiudo sempre le porte, spengo le lampadine, lascio pulito il bagno, vesto benino, saluto e ringrazio, e dunque che cosa si può pretendere di più da un assessore di prima nomina,..! Magari si comportassero così i miei colleghi! Nell'insieme, insomma, io mi ritengo utile!-

Intanto il Sindaco, che si era riservato un paio di deleghe e pertanto era un po' assessore anche lui, venuto a conoscenza della situazione, si premurò di rimettere ad altri componenti della Giunta gli incarichi ricoperti liberandosi così di quella qualifica diventata improvvisamente così pericolosa.
Fonti solitamente bene informate riferiscono inoltre che appunto il Sindaco avrebbe preso le sue decisioni dopo una notte insonne e dopo il minuzioso esame di un sondaggio riservatissimo inerente la sua inutilità politico-amministrativa o meno.

Altra scena, questa forse n po' comica, sarebbe quella che coglie gli assessori in piazza, in strada o al bar nei momenti nei quali vengono salutati da amici, conoscenti e clienti. I meschini ogni volta che si sentono dire "Ti saluto,..!", avvertono la sensazione di una trafittura tra stomaco e schiena così come succede in chi cade vittima del "colpo della strega", perché la mente di costoro corre subito al titolo della vicenda che, lo ricordiamo, è "Ultimo saluto all'assessore inutile!"

E poi, immenso e suggestivo, il sospiro di sollievo tirato da tutti gli interessati presenti in riunione in Comune quel pomeriggio in cui uno di loro tardò ad arrivare, e non arrivò e non telefonò nemmeno.

-E' fatta!- si dissero in silenzio- Io ho sempre pensato che costui fosse un abusivo della politica! In fondo è stata fatta un po' di pulizia e, se vogliamo dirla tutta fino in fondo, di questa pulizia c'era un grande bisogno! Ora staremo tutti più larghi e più comodi e lavoreremo più fattivamente per il bene del popolo!-

Ma la delusione fu enorme quando, verso le 21, mentre scendevano con leggerezza e di buon passo le scale del Palazzo del Comune ritenendosi liberati dall'enorme peso di una sentenza capitale, scorsero la sua ombra stagliarsi nell'arco del portone e udirono la sua voce chiedere:

-Ma non dovevamo vederci alle nove,..?-

Ma a questo punto però facciamo basta perché altrimenti rischiamo di provocare una grossa caduta della suspence e di conseguenza dell'audience.
In fondo si voleva solo dimostrare come Orvieto potrebbe benissimo diventare il palcoscenico di un giallo.
La città difatti ha tutto: i vicoli stretti e bui, gli angoli morti, qualche gatto nero, le strade deserte sia al mattino che di sera, a notte fonda sembra poi una città in quarantena, la nebbia quando c'è, e c'è spesso, a detta di molti esperti è molto peggiore anche di quella londinese. Insomma, levato Scotland Yard, ci sarebbe anche molto di più del necessario per concepire un thriller con le carte in regola..
Anche i personaggi ci sono tutti, basta saperli identificare, farli muovere e farli parlare e dunque la voglia di scriverci sopra qualcosa, sponsor e mercato permettendo, è davvero, davvero forte.

E non sarebbe cosa sconveniente il farlo anche perché una piccola città come la nostra che non dorme affatto il sonno dei giusti, ma piuttosto quello degli imprudenti, degli astuti, dei negligenti e dei chiacchieroni, potrebbe essere non dico risvegliata, ma almeno scossa dal suo letargo col renderla partecipe di vicende in apparenza leggere ma che offrono l'estro per evidenziare e raccontare cose che, se affogate nel silenzio, finirebbero fagocitate da qualche anfratto rossastro di questo magma composito che ci ha visti nascere e vivere e che tutti noi, per comodità e con amore, chiamiamo "Tufo".

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