opinioni

Malasanità e buona sanità. La buona sanità pubblica esiste ed io l'ho provata

martedì 25 maggio 2010
di Giancarlo Giacomini

La stampa si occupa spesso dei casi di cosiddetta malasanità, dove viene messo in evidenza l'errore o la negligenza del personale sanitario che è causa di danno grave per il paziente. Resta sempre nell'ombra, invece, il grande senso di responsabilità e la diligenza dei molti operatori sanitari che giornalmente svolgono il loro lavoro con assoluta professionalità, amore e rispetto per i pazienti.


Lo scritto che segue è il racconto cronologico di una "sperimentazione personale" della responsabilità medica e del sistema sanitario. Involge diversi aspetti riguardanti la professionalità dei medici e degli infermieri ed il loro rapporto con il paziente. Finisce per diventare un elogio incondizionato della "verificata" sanità pubblica e del personale che mi ha assistito. Come dire: dopo che mi sono occupato della "irresponsabilità" di alcuni operatori sanitari, che è stata la causa principale dei miei problemi e che rappresenta l'eccezione, la mia vicenda mi dà l'occasione per parlare della "normalità". Questo per dire che si vede l'eccezione, non la normalità o l'eccellenza.


Tutto è cominciato il 17.2.2009 con la diagnosi (studio PET) di malattia neoplastica al capo sternale e retro sternale. Dopo di che, senza che la malattia abbastanza evidente venisse in alcun modo trattata, sono giunto inevitabilmente all'8 aprile scorso, giorno in cui sono stato ricoverato con la diagnosi di metastasi del manubrio sternale da carcinoma follicolare della tiroide. Dopo gli esami di rito il giorno 14 sono stato sottoposto ad intervento chirurgico, (credo non tanto di routine). Sono stato informato che era una operazione importante e nello stesso tempo difficile e con i rischi che ne conseguono. Dopo qualche complicazione nel periodo post-operatorio sono stato dimesso il 3 maggio scorso in buone condizioni generali.
Credo che, in ogni caso di gravità e urgenza, alcune circostanze o coincidenze possano risultare determinanti e che nel mio caso combinazioni fortunate possano avermi aiutato (mi ha detto bene!), resta il fatto che sono stato curato da personale con alta professionalità e umanità in una struttura all'avanguardia e "senza spendere un centesimo di euro".


A proposito di coincidenze fortunate, ritengo che se io oggi posso raccontare la vicenda, in primo luogo, è anche perché ho avuto la fortuna di incontrare presso l'Ospedale S. Maria di Terni il prof. Francesco Puma, direttore della Struttura Complessa di Chirurgia Toracica ed il prof. Nicola Avenia, direttore della Struttura Complessa di Chirurgia Endocrina, persone note sia per competenza e professionalità che per le loro grandi doti umane.
Dell'esperienza di quel periodo ricordo anche i particolari, la cosa che certamente non dimenticherò mai è il comportamento amorevole ed umano del personale medico e paramedico che è stato perfetto sia in sala operatoria ma anche al reparto, dove mi è stato possibile valutare meglio l'alta specializzazione e la professionalità, la delicatezza e la cortesia nonché l'umanità anche degli altri medici della equipe e del reparto. Ho avuto modo di apprezzare la grande disponibilità alla spiegazione e al dialogo dei dottori, Stefano Santoprete e Sandro Casadei - due dei componenti l'equipe chirurgica - che hanno seguito con particolare attenzione il miglioramento della mia condizione oltre ai dottori Moira Urbani (Aiuto) e Carlo Luigi Cardini che al momento opportuno mi hanno rimosso, con maestria, i tubi di drenaggio.
Quanto al personale infermieristico ho incontrato altre persone fantastiche come sono state Loredana, Elisa, Massimo, Valeria, Cecilia, Federica, Tiziana, Matteo, ed altre di cui ora non ricordo il nome ma ho ben fisso nella mente il loro volto.


Ricordo di aver ringraziato commosso tutti per aver tenuto un comportamento che mi è sembrato eccezionale: mi hanno risposto dicendo che non dovevo ringraziarli, che avevano semplicemente fatto il loro dovere.
Come ho iniziato lo scritto così mi piace ribadire e concludere.
Credo che la "mala" sanità (che purtroppo esiste e conquista le pagine dei giornali), quando non derivi dalla mancanza di mezzi e inadeguatezza di strutture, sia soltanto quella rappresentata da persone (medici, infermieri e amministratori) che dovrebbero fare un altro mestiere. Tuttavia, non può "oscurare" (non è giusto che oscuri) la quotidiana ordinaria opera di operatori sanitari bravi, responsabili e coscienziosi.
C'è poi, e nessuno ne parla, una sanità pubblica "di eccellenza" rappresentata da strutture all'avanguardia e da illustri professionisti, come quelli che ho incontrato, che (il più delle volte) sanno essere anche persone eccezionali quanto ai rapporti umani. Di questo, generalmente, non si parla .
Con gratitudine e riconoscenza.

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