opinioni

Suggerimenti per il "Buon Politico"... ovvero esortazione all'On. Trappolino

lunedì 19 aprile 2010
di Mario Tiberi

Nel corso della Storia, dai tempi delle Piramidi ad oggi, una miriade di filosofi, scrittori e politologi si sono cimentati nell'ardua impresa di tracciare profili pratici e caratteristiche teoriche di come si debba orientare e comportare colui o colei che intenda dedicarsi all'amministrazione dei negozi pubblici.
Dei prefati, a mio modestissimo avviso, uno dei più acuti e lungimiranti risponde al nome di Plutarco il quale, a dispetto di come è appellato che letteralmente significa "dominio del dio denaro", si è distinto per aver propugnato un modello di organizzazione statuale esaltato dalla forza delle idee e non appiattito sulle fredde e ciniche logiche del potere economico e finanziario.
Nella collana "Moralia", composta da oltre cento libelli su argomenti di varia tipologia, spicca una monografia titolata "Praecepta gerendae rei publicae" che, liberamente, può essere tradotta con la dizione "Consigli per il Buon Politico". L'asse centrale della dissertazione plutarchiana è costituito dal giudizio concettuale che per essere un buon politico è necessario tralasciare gli affari privati, compresi quelli del partito di appartenenza (obliti privatorum), per impegnarsi totalmente nel perseguimento e nel raggiungimento satisfattivo degli interessi generali (publica curate).

Nello scorso mese di Marzo, sono intervenuto in una pubblica assemblea commemorativa ed ho avuto modo di affermare che, se mi rattristava il pensiero della scomparsa di tanti Orvietani artisti del legno, del ferro, del cuoio, delle ceramiche e dei trini e merletti, ancor più mi rattristava l'idea che per i politici di oggi, averli o non averli, è praticamente "la stessa cosa".
Sono ormai due anni che la Città di Orvieto è rappresentata nel Parlamento nazionale da un nostro concittadino ma, Vi confesso sinceramente, che di codesta rappresentanza non si avverte palpabile e concreta la presenza.
Il Parlamentare in questione potrebbe obiettare : "Chi è costui che si permette di sindacare il mio agire o la mia inazione?...". Mi sia consentito di così rispondere: "Quel costui non è altro che se stesso ed anche un cittadino che ha avuto in sorte di vivere molti anni della sua vita fianco a fianco a un rappresentante del popolo nel Senato della Repubblica Italiana".

Nei primi due anni di mandato parlamentare, Romolo Tiberi, mio Padre, ha ottenuto per la nostra Città la costruzione della Diga di Corbara, dopo aver pacificato i riottosi proprietari terrieri che contestavano l'esproprio dei loro fondi per pubblica utilità a causa di rimborsi ritenuti stracciati e non remunerativi, poi il passaggio del tracciato dell'Autostrada del Sole su Orvieto e non su Perugia e, poi ancora, i finanziamenti della Comunità Europea per l' impiantazione di vigneti specializzati per il vino DOC "Orvieto Classico".
Sempre nei primi due anni, numerosi gli interventi sia in Aula che in Commissione Agricoltura i cui atti, stampati dalla tipografia del Senato, sono conservati nella biblioteca di famiglia.
Onorevole Segretario Trappolino, "Unicuique suum": il "suum" è che Tu esca, una buona volta per tutte, dai ristretti ed angusti spazi della stanzetta di via Pianzola per affrontare il mare aperto dell'Aula di Montecitorio, spaziosa e dagli ampi orizzonti; il "meum" consiste nello spassionato consiglio, qui illustrato, di un semplice cittadino che ha a cuore le sorti future della sua Città!.

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