opinioni

La scure di Brunetta

sabato 12 dicembre 2009
di Sergio Zanchi

Inizio il mio corsivo chiedendo all'opinione pubblica di scusarmi per aver scritto articoli nei quali chiedevo all' amministrazione di valorizzare la serietà e la responsabilità dei miei colleghi di lavoro. Il ministro Brunetta si propone di fare la riforma della pubblica amministrazione, vuole cioè applicare delle norme che inevitabilmente metteranno in contrasto gli impiegati della pubblica amministrazione facendo uso di una leva che io giudico veramente subdola: secondo me questa riforma agisce sul qualunquismo e sul menefreghismo innato verso gli altri che ogni essere umano porta con sé.

Se questo sarà il volere della maggioranza dei lavoratori non posso che prenderne atto, dico però a costoro che chi garantisce loro che questo giochetto non gli si ritorcerà conto??? Colgo l'occasione per ringraziare quei pochi miei colleghi del Comune che, secondo me, hanno responsabilmente scioperato in vista della paventata riforma del ministro Brunetta.

Devo infine scrivere con amarezza che sono sconcertato di questo atteggiamento qualunquista di chi non ha scioperato, ma spero che in seguito questi ultimi abbiano il buon gusto di non chiedere aiuto al sindacato quando le cose si metteranno male nel proprio posto di lavoro; dirò di più, spero che la maggioranza dei non scioperanti restituisca la tessera sindacale facendo uso solo delle proprie forze e conoscenze per fare eventuali carriere (se così vogliamo chiamarle). Buone feste a tutti e che il signor Brunetta sia solo con voi colleghi non scioperanti.

Pubblicato da marcello basili coordinatore RSU il 13 dicembre 2009 alle ore 13:04
Caro Zanchi,

Leggendo e interpretando il tuo corsivo mi sono sentito in dovere di esprimere quale coordinatore delle RSU del Comune di Orvieto il mio convincimento in relazione al comportamento di molti colleghi nei confronti dello sciopero indetto dalla CGIL. Vorrei uscire dall'ottica della faziosit per entrare nella dramaticit di un momento in cui il dipendente pubblico visto e considerato come un peso per la societ, un attacco giornaliero alla credibilit, all'impegno e alla professionalit di molte persone che quotidianamente svolgono il proprio lavoro con dignit e senso del dovere. Mi onoro di appartenere alla CGIL ma mai ho disconosciuto il contributo e la validit delle altre sigle sindacali, spesso incontrando i colleghi dei vari settori ho ribadito con forza il concetto che il sindacato debba contonuare ad esistere indipendentemente dalla sigla, facile dissociarsi come penso siaaltrettanto facile pagare un prezzo troppo alto quando il bandolo della matassa resta tutto il mano alla controparte che certamente non propensa a tenere nel dovuto conto le esigenze ed i diritti dei lavoratori. L'arma estrema dello sciopero costa, vero ed innegabile ma l'unica possibile, snobbarla o dimenticarla porterebbe a perdere di vista anni o megli o decenni di lotta alla conquista della giusta valorizzazione dell'attivit lavorativa. Duole constatare che al momento di far valere le proprie ragioni molti si trincerino dietro paraventi inconsistenti salvo poi scendere in campo al momento di riscuotere qualche vantaggio economico che il sindacato faticosamente riuscito a mettere sul piatto di una magra contrattazione. Non aiutano sicuramente certi atteggiamenti tenuti anche dai rappresentanti sindacali, mi spiego meglio, personalmente ogni qual volta si debba affrontare un problema lavorativo sono abituato a parlarne a voce alta con l'interessato non cercando mai un angolo coperto, un rifugio dove non essere ascoltati, lascio questo modo di fare ad altri, maestri indiscussi della materia. Brunetta ha chiesto di mettere le faccine di gradimento io intendo continuare a mettere la faccia di garanzia, si di garanzia contro le ingiustizie e contro qualcuno che ti vuole rendere tutto difficile, questo non mi spaventa anzi mi d la giusta carica per andare avanti a testa alta, fino al momento in cui godr della fiducia di tanti miei colleghi e colleghe, questo per me quello che conta, ho a cuore l'attivit sindacale e le tante problematiche correlate e per fortuna ho anche un carattere che mi aiuta a superare certe bassezze che ogni volta rispedisco al mittente che poi non molto lontano dal mio posto di lavoro. Il nostro un ambiente che ha bisogno di pi solidariet, di meno scollamento, di pi voglia di collaborazione, di meno cattiveria gratuita, dobbiamo tenere la testa alta, sicuri delle nostre potenzialit, arrivare ad una unit sindacale vera un passo importante a difesa di tutti i lavoratori, per questo rinnovo l'invito ai rappresentanti uil e cisl di cercare una colaborazione meno settaria e pi consona alle aspettative dei dipendenti del Comune di Orvieto, vorrei suggerire poi al Ministro Brunetta di mettere nel nostro ente anzich i tornelli i RITORNELLI del tipo "Se potessi avere 1.200 euro al mese" perch sinceramente per molti sarebbe gi un grosso successo, anche perch se non si aderisce allo sciopero questa richiesta rester una chimera visto e considerato che non vi sono risorse per il rinnovo del contratto e qualora tutti stiamo quieti avvaloriamo l'ipotesi che tutto v bene, chiediamo chiediamo che a calare le brache si fa sempre in tempo o no?
Grazie e a presto

Marcello Basili Coordinatore RSU Comune di Orvieto
Pubblicato da historicus il 14 dicembre 2009 alle ore 08:26

Ma quale scura di Brunetta ! La scure è quella che tanti italiani vogliono si abatta su un Pubblico Impiego pieno di fannulloni e menefreghisti per non parlare di quelli che lavorano ma non brillano molto per intelligenza . Ma vi rendete conto che certa gente è stata assunta nel pubblico perché se andava nel privato combinava una massa di guai ?

Pubblicato da Erminio Ottone il 14 dicembre 2009 alle ore 10:58
Sig.Marcello Basili,
a mio parere il suo ragionamento e' mancante di un presupposto essenziale.
Noi cittadini quotidianamente constatiamo che il rapporto con la pubblica amministrasione e' difficoltoso.
Vuoi perche' spesso il posto si ottiene non per merito ma per altre piu' comode strade;vuoi perche' i pubblici dipendenti erano protetti dalla non licenziabilita',per cui le lamentele degli utenti erano per loro soltanto noia e disturbo.
Se dan un lato concordo con lei sulla difesa dai diritti dei lavoratori,dall'altro devono essere proprio i sindacati a separare il lavoratore vero,dal fannullone cosa che oggi difficilmente avviene,a scapito non solo della "produttivita' ".
.Ma oltre ai diritti vi sono per legge anche i doveri della "classe lavoratrice", come si chiamava una volta.
Ma stranamente nessun "professore" ha tenuto mai questa seconda lezione e pertanto anche nella piccola Orvieto purtroppo esiste chi trova durante il lavoro,anche il tempo di occuparsi di altre faccende.
Lo vediamo e lo diciamo in tanti.
Ma in proposito non abbiamo ancora sentito la voce dei vari Dirigenti e delle RSU .
Ed in carenza di fatti concreti e tangibili il nostro giudizio negativo permane insieme al nostro malcontento.
Ma sopratutto affermiamo questre cose perche' sappiamo per esperienza che tantissimi dipendenti fanno bene il loro dovere e siamo qui a difenderli ed a riconoscerne i meriti.




Pubblicato da marcello basili coordinatore RSU il 14 dicembre 2009 alle ore 15:22
Sig. Erminio Ottone,

Ho letto con interesse il Suo appunto critico nei confronti dei dipendenti pubblici rei di essere portatori di chiss quali privilegi e dediti sembrerebbe per lo pi all'arte di Michelaccio che dalle nostre parti si dice che "magna beve e nun fa un c....", mi perdoni la libert che mi sono preso, cerco di sdrammatizzare un attacco che ormai non fa pi notizia. Mi farebbe assai piacere che il Suo giudizio non resti troppo negativo anche in considerazione del fatto che spesso questi lavoratori cos bistrattati dimostrano alto senso del dovere, trovandosi spesso ad operare in situazioni in cui non vengono neanche rispettati i dettami della legge 626 sulla sicurezza, osservandola alla lettera certi servizi e certi settori rischierebbero la paralisi con gravissimo pregiudizio per tutta la cittadinanza. Non sia troppo severo, sarebbe opportuno per checonoscesse tutti i risvolti del problema per poter dare un giudizio pi sereno. Mi scusi nella concitazione del discorso dimenticavo un passaggio importante cosa ne pensa dei politici "pianisti" delle tante agevolazioni di cui godono, stranamente non sento mai usare il termine fannullone nei confronti di questa categoria, certo pi facile farlo quando si parla del netturbino che si alza alle 6 di mattina mentre la citt dorme, oppure dell'operaio che rischia la vita ai bordi della strada, o del tecnico che si assume ogni giorno la responsabilit degli atti che firma, ne convenga con me pi facile e poi anche di moda, perche rinunciare allora a questo brivido di piacere.
Pubblicato da Luigi il 14 dicembre 2009 alle ore 19:22
Mettere tutto nello stesso calderone, calvalcando emozioni populiste che sbagliato. Di pi; malafede.
Mi sembra che oggi nessuno approcci criticamente alle invettive di chi ci governa. Il ragionamento fatica. E' pi facile comportarsi come le greggi.
Pubblicato da Erminio Ottone il 15 dicembre 2009 alle ore 11:09
Sig.Marcello Basili mi rivolgo di nuovo a Lei per sintetizzare il mio pensiero.
Il cittadino una volta divenuto pubblico dipendente ha diritti e doveri
Quello di avere a fine mese uno stipendio contrattuale e quello di lavorare .
Io cittadino che contribuisco alla busta paga chiedo soltanto .che le mie "necessita'" vengano trattate con competenza,celerita' ed educazione.
Se poi il dipendente vede che il suo contratto non e' ben applicato ha diversi modi di far rappresentare le sue lamentele,compreso lo sciopero,che pero' non e' obbligatorio e la adesione ad esso e' lasciata alla sensibilita' e rappresentativita' del singolo.
Il vezzo che io condanno e' che la carenza contrattuale sia scaricata ,da alcuni,sul cittadino con lavoro fatto controvoglia e
lentezza.
E neppure,la stessa carenza, puo' essere presa a pretesto per allontanarsi temporaneamente dal posto di lavoro come autonomo "risarcimento".
Il cittadino non deve udire queste parole uscire dalla bocca di un pubblico dipendente:"Per quanto mi danno fo' anche troppo".
Ma questa "gens" ,.anche solo per orgoglio,perche' non fa il salto verso il lavoro privato od autonomo?
Infine per quanto riguarda la ultima parte della sua risposta,con me sfonda una porta aperta.
Ma il disdicevole comportamento anche se proveniente dall'alto,non e' una giustificazione per adeguarsi in tutta Italia alla cattiva e non solo moralmente ,condannabile prassi.



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