opinioni

Tavoli all'aperto, interviene il magistrato

sabato 15 agosto 2009
di Gianni Piero Mencarelli, Cittadinanzattiva

Orvieto si dichiari città aperta, interculturale e libera da comportamenti razziali, contro qualsiasi crociata.

Le aspettative di tutti i democratici dovrebbero essere quelle enunciate nel titolo e riportate in un bellissimo articolo del concittadino Rodolfo Ricci che condividiamo integralmente; la strada da fare è molta e comincia proprio dalle regole, ma da quelle giuste nelle quali ci riconosciamo.

Ad Orvieto, sebbene molti stranieri si siano perfettamente integrati e svolgano lavori utili, soprattutto dove era carente la presenza di manodopera locale, vedi agricoltura, edilizia, servizi agli anziani, si comincia a sentire con frequenza da alcuni l'odiosa frase:
"vengono a portarci via il lavoro".

Un episodio accaduto di recente ad un noto ristoratore di origine Eegiziana e che vale la pena di raccontare ci riporta per alcuni aspetti a fare considerazioni sul razzismo, su come nasce e si alimenta.

Il concittadino Soleman Mohamed Abddall Ahmed che opera ad Orvieto nel settore della ristorazione da oltre vent'anni, è oggetto in questi tempi di legittimi controlli, risultati regolari, nel Bar-Ristorante "L'Antica Piazzetta" a seguito di un esposto presentato da alcuni colleghi della ristorazione, i quali si lamentano della mancata o parziale applicazione di un regolamento comunale sulla materia della occupazione del suolo pubblico. La vertenza potrebbe nascondere un messaggio subliminale?

I recenti controlli, hanno evidenziato che non tutti si sono perfettamente allineati con il regolamento di recente aggiornato sull'uso degli spazi esterni alle attività di bar e ristoranti che contempla principalmente il decoro urbano: strade impraticabili, cartelli selvaggi, strutture fatiscenti o variegate presenti in città, infatti, non sembrerebbero proprio in linea con quanto stabilito.

Noi di Cittadinanzattiva siamo per la massima libertà all'interno delle regole che vanno interpretate con intelligenza da tutti, vorremmo inquadrare l'iniziativa di un ristretto numero di esercizi nel migliore dei modi e data la crisi economica ed il momento di congiuntura comprenderne le motivazioni, vista la preoccupazione per la crescente concorrenza, tema che vede impegnate in questi giorni, anche le associazioni di categoria che hanno richiamato l'attenzione "sul problema delle sagre".

Seppur comprendiamo le motivazioni, non giustifichiamo i loro comportamenti che dovrebbero richiamarsi a regole di correttezza e di diligenza per risolvere in via conciliativa eventuali discordie, senza impegnare gli Organi della Magistratura Ordinaria, invitando semmai il comune di Orvieto a farsi carico delle incomprensioni derivanti da un'interpretazione di regolamenti non perfettamente chiari (da noi contestati).

Tutti ci dovremmo impegnare, abbandonando polemiche sterili, ed offrire servizi di qualità e in sintonia con gli sforzi delle istituzioni, mostrare una città attiva che sostiene gli imprenditori che investono e danno lavoro regolare e professionale.

Commenta su Facebook