opinioni

Realpolitik all'orvietana (o dell'anatra zoppa)

giovedì 25 giugno 2009
di Silvio Manglaviti

Ma a che gioco giochiamo? ... il solito! niente di nuovo sotto il sole (che manco c'e': si vergogna forse pure lui?!). Coerenza. Incoerenza. Aderenze?
"Il potere logora chi non ce l'ha". Chi invece lo possiede, sembra non se la passi meglio.
Anatra zoppa, dunque; e sia. Lo si sapeva già. Tutti. Anche gli "struzzi".
Non è un malocchio offensivo, è realtà obbiettiva dei fatti.
L'Arte del Comando assevera che il vincitore è tale poiché in grado e in dovere di addossarsi tutte le responsabilità del saper condurre e cavalcare la vittoria. Da solo. Esempio: il Cavaliere.
Governa con la forza dei propri numeri e gli oppositori manco li vede, se n'è proprio scordato, non sa neppure quale sia la loro utilità (scopo) in un Parlamento: anzi, ma che ci sta a fare un Parlamento senza la voce degli oppositori?

Ad Orvieto è diverso. C'è l'anatra zoppa.
Sindaco Concina ben sapeva dell'anatra zoppa. Con questa deve fare i conti e poter fare il secondo miracolo se ha la "stoffa" per farlo. C'è solo un limite.
Quando si vince non si può cercare comprensione ed aiuto in casa di vinti.
L'opposizione deve potersi opporre dignitosamente; si opponga: come e nel modo più opportuno che creda. Se le si toglie tale ruolo e compito allora tutto finisce a scatafascio. No rules no rights.
Unicuique Suum
. Ogniuno si conti i propri. Faccia appello alle proprie forze.
Il referente orvietano del Cavalier Berlusconi dovrà poter governare da solo. Trovi Egli il modo.
"Salto della quaglia" di qualche "rinnegato"; "santipaoli" folgorati sulla via di damasco (come si legge e si nota qua e là); non ha importanza.
Saranno comunque vecchie maniere di realpolitik. Nessuna novità perciò. Roba vecchia, stantìa. Dejà vù. Piaccia o meno.

Non è elegante pretendere a priori il concorso dell'oppositore a caldo: sa di "mettere le mani avanti"; di compromissione; di inciucio.
Sarà l'Opposizione a valutare caso per caso. Certo non per cavar castagne dal fuoco a chi non fosse in grado di farcela con le proprie energie e capacità.
Questa città, dove il 60% degli orvietani ha votato centrosinistra (54% coalizione Stella più Comunisti Italiani), noi tutti (anche chi non ha voluto intenzionalmente esercitare il proprio diritto di voto) abbiamo la responsabilità dell'anatra zoppa, non si sa quanto consapevole o dovuta al caso (per ignoranza delle cose politiche). Purtroppo a questo porta la confusione del voto disgiunto che divide, scinde la Politica dal Personale nella misura in cui, in caso di ballottaggio (com'è accaduto qui), antipatie, vendette e quant'altro han fatto la differenza. Come se ‘sti pòri candidati - detto fra noi - avessero il potere di offrire garanzie a ciascun voto espresso. ... E mi ritengo già fortunato a non aver nulla a che spartire (in passato come oggi) con chi gestiva e oggi dovrà gestire poltrone.

Le rispettive posizioni di confronto van portate fino in fondo. Strategie e tattiche. Ma non si può pensare che, dopo "Little Big Horn", chi è sopravvissuto e ha pure vinto, debba cercar sostegni tra i caduti dell'altra fazione. Eh, troppo bello per esser vero. Parafrasando uno spot: "piace vincere facile ...". È solo questione di coerenza e dignità. Nient'altro.
La capacità di governare è altra cosa dalla capacità di fare (o pretendere) Unità.
Come la capacità di governare, a prescindere dalle posizioni, deve considerare tutti i cittadini in egual misura (anche non omologhi). Vittoria (così come Sconfitta) sono espressione di Dignità.
Non si addossino perciò all'Opposizione responsabilità che non le competono.
Il Dovere di governare, ora, è in mano soltanto ai vincitori. Domani, poi, si potrà pure vedere ...

Ha vinto un candidato di centrodestra (che come coalizione rappresenta il 38% degli orvietani). Al ballottaggio si è verificato un miracolo. L'anatra zoppa è in Consiglio. I problemi dunque sono nelle strategie degli opposti schieramenti e nella volontà di noi che abbiam votata/voluta tale situazione.
E' disonorevole portare la città al caos totale dell'immobilismo politico ed istituzionale.
Chi lo ha determinato non potrà ancora una volta chiamarsene fuori. Troppo comodo.
Non potrà certo essere un conto da presentare all'Opposizione.
Ci si attende pertanto un vero miracolo da Sindaco Concina.
Sia superiore alle tentazioni nel deserto (orvietano) e, soprattutto, viste certe curiose (?) "aperture" (avances?) "a cadavere ancora caldo": ... "Quidquid id est, timeo Danaos et dona ferentis".

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