opinioni

Fuor di polemica, necessaria una più approfondita analisi dei fatti prima di auspicare soluzioni per la sanità orvietana così opinabili come quelle finora proposte

sabato 23 maggio 2009
di Giampiero Giordano, presidente

Cari amici,
in qualità di presidente dell'Associazione "Amici del Cuore" di Orvieto rivolgo un saluto a tutti gli iscritti e più in generale a tutti i cittadini, con i quali vorrei condividere alcune brevi riflessioni alla vigilia di una importante scadenza elettorale amministrativa dall'esito non scontato, come mai prima d'ora era accaduto. La nostra Associazione è sempre stata e rimarrà trasversale rispetto a logiche di schieramento politico, in quanto impegnata a combattere sul fronte sociale e dell'educazione sanitaria contro un nemico subdolo e infido e trasversale come le malattie cardiache, come la malattia coronaria, come la morte improvvisa, ecc.. Tuttavia sentiamo l'esigenza di non sottrarci al confronto con la realtà e vogliamo pertanto suggerire qualche indicazione cui potranno aderire, se vorranno, tutti coloro i quali guardano all'Associazione come punto di riferimento del loro impegno sociale.

In un momento politico delicato, sul filo di una sfida equilibrata, a chi prestare maggiore attenzione? Ebbene, cari amici, io credo che le idee camminino sulle gambe degli uomini e che gli uomini capaci e buoni aggiungano valore alle proprie idee, indipendentemente dalla propria collocazione in una aula consiliare. In diverse liste elettorali, appartenenti a schieramenti diversi e avversari, potrebbero essere presenti laici rianimatori, provenienti da professioni e mestieri svariati, ma con un comune denominatore: offrire un servizio importante ai concittadini e alla propria città laddove la sanità pubblica non sempre arriva in tempo, potenzialmente ovunque e a qualsiasi ora. Sto parlando di persone competenti e generose che con abnegazione e coraggio ci ricordano quotidianamente che la solidarietà è nei fatti e non solo nelle parole. E se da una parte la collocazione di defibrillatori esterni semiautomatici in luoghi pubblici o aperti al pubblico offre una possibilità di salvezza alle vittime di arresto cardiaco, è pur vero che qualsiasi programma di defibrillazione ad accesso pubblico sarebbe destinato al naufragio senza il nobile impegno di quanti, pur non essendo medici, sono in grado di eseguire una rianimazione rapida ed efficace, si aggiornano costantemente, partecipano all'addestramento di altri laici per diffondere la cultura dell'emergenza. Paolo Egidi è laico rianimatore ed ha acquistato un defibrillatore automatico per una struttura di sua proprietà e Marco Sciarra è laico rianimatore da tempo e da tempo ha posizionato, in epoca non sospetta, un defibrillatore elettrico al suo Pozzo della Cava. Entrambi hanno dato un forte contributo al Progetto Orvieto Cittacardioprotetta e non posso che ringraziarli.

Questi possibili "eroi" della vita quotidiana sono trasversali alla politica, il loro valore è più alto di un colore politico. Non hanno bisogno di promettere niente, meritano la nostra fiducia per quanto hanno fatto e potrebbero fare. Ho dato compito ai miei collaboratori di scovarmi altri laici rianimatori che sono impegnati nelle prossime elezioni e comunque sono disponibile a qualsiasi segnalazione.

Infine, passando ad un ambito più strettamente sanitario, mi permetto un riferimento esplicito; a quanti su Internet auspicano un vero e proprio ritorno al passato ai vertici del nostro Ospedale, voglio ricordare la politica rinunciataria e di immobilismo che ha caratterizzato in passato la gestione di alcuni manager, come mi permetto di dire che anche la scelta dell'assessore dovrà essere molto attenta. Non smentisco né confermo la qualità delle persone che sembrano essere in causa, ma voglio sottolineare con forza che è proprio grazie all'attuale dirigenza, che la cappa di immobilismo che incombeva sul nostro Ospedale (è ovvio che ci sono una miriade di cose da fare, da migliorare, da organizzare...ma non presentiamo i dati regionali del 2006 perché da quell'epoca siamo proprio lontani ) si è cominciata a dissipare, con l'apertura di nuove attività, come per esempio, per quanto ci riguarda, l'elettrostimolazione cardiaca, a tutto beneficio di tanti e tanti nostri concittadini non più obbligati a spostamenti lunghi e disagevoli per l'applicazione o il semplice controllo di uno stimolatore cardiaco e con la possibilità di fare quella minima ricerca che ha permesso alla Cardiologia orvietana di essere con un proprio studio su una rivista europea prestigiosa come Europace. Produrre lavori scientifici fa gruppo, fa bene alla testa ed al cuore e tutto si riflette sui pazienti...si sappia. E per il futuro ci dovrà essere l'ablazione transcatetere delle tachicardie parossistiche sopraventricolari e quanto altro è frutto di un progresso nel quale anche Orvieto deve essere assolutamente dentro.

Evito la polemica, ma credo che sia necessaria una più approfondita analisi dei fatti prima di auspicare soluzioni per la sanità orvietana così opinabili come quelle finora proposte.

Dott. Giampiero Giordano
Presidente Associazione "Amici del Cuore"

 

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