opinioni

Porano in letargo. Perché non proviamo ad uscirne con il fare insieme?

mercoledì 14 gennaio 2009
di Titta Breccia
Porano, nonostante la popolazione sia in crescita sembra stia lentamente morendo. Non si avverte niente di piacevole che anche per un attimo lo faccia sobbalzare. Intorno c'č un silenzio assordante.Ognuno chiuso nel suo angolino, un saluto e via. Non c'č nell'aria nessun odore di nuovo, neanche d'antico, niente. Iniziative, da un po' di tempo, non emergono, o quelle poche non fanno breccia. Perché? Il paese sembra anestetizzato, tutto scivola via, lasciando niente. Dove sono andati a finire quei pochi, ma significativi momenti di aggregazione intorno ai quali riuscivamo ad essere un paese contento di incontrarsi per ridere, per ragionare, per difendere la “Poranesitŕ” che ci faceva sentire ancora piů vicini e molto meno distanti di oggi? E' forse diventato un paese dove regna sovrano il “menefreghismo”? Oppure, negli anni c'č stato qualcosa, qualcuno che ha voluto portare Porano al baratro? So solo che nessuno ha fatto qualcosa per ridestare dal torpore questo antico paese, neanche io. Anche tanti anni fa Porano aveva questi sintomi, poi le cose sono cambiate, si č respirata un'aria nuova, fresca che ha riportato i suoi abitanti a godere del suo paese. Necessita anche oggi e per mezzo di tutti far incontrare Porano e i Poranesi, perché si conoscano, si parlino, si apprezzino, litighino anche, ma si guardino negli occhi per affrontare insieme i grandi e piccoli problemi che il paese ha e in avvenire avrŕ ancora di piů. Con il concorso di tanti, tante cose possono accadere, si possono realizzare. Se si pensasse al proprio paese come ad una grande famiglia i cui componenti collaborano per la sua esistenza, sopravvivenza e crescita, le cose, poche o tante che si potrebbero realizzare, sarebbero il risultato del lavoro collettivo, sicuramente per tutti molto edificante. Perché Porano non ci provi? Usciamo dal bozzolo, non ci nascondiamo, basta poco per scoprire che il fare insieme diverte e fa crescere e cura le ferite piů o meno profonde ed ancora aperte che hanno incancrenito i rapporti umani in questi ultimi anni. Io sono ottimista, forza!

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