opinioni

La tragedia di Alessio vista da una coetanea

martedì 27 maggio 2008
di Gaia Falsaperna
E’ incredibile come ogni giorno possa essere diverso. Uno studente di liceo va tutte le mattine a scuola con lo stesso stato d’animo pensando di affrontare una giornata piatta come tutte le altre. Non è stata così la mattina del 22 maggio 2008. Attraversando il corridoio, noti ragazzi che piangono e avverti il pericolo, inizi a prepararti ad un duro colpo perché si sa che “le voci girano”. Non avresti mai pensato però ad una notizia del genere. L’esclamazione più diffusa è stata “non ci credo” : è un classico… un peso troppo pesante da sopportare il cervello tende a rifiutarlo. La notizia si è diffusa a macchia d’olio nel giro di pochissimo tempo e sulla città è piombata un’ondata di orribile tristezza. E’ difficile girarsi e trovare facce sorridenti. Vedi un tuo coetaneo tutti i giorni, di sfuggita, e anche se non ha cambiato niente nella tua vita, la notizia della sua morte ti sconvolge completamente. Non ci sono spiegazioni per quel che è successo e neanche un briciolo di consolazione. Una cosa è certa: il dolore fa crescere. Allora noi giovani, sconvolti da questa tremenda angoscia, dobbiamo reagire di conseguenza. Alessio era un ragazzo amatissimo, importante per la sua squadra di calcetto, rinomato nell’Unitalsi e la Caritas, popolare a scuola eppure il destino ha voluto per lui questa tragica fine. Questo deve servirci a riflettere sulla preziosità della nostra vita perché non è scontata e da un momento all’altro potremmo esserne privati. Tanti letterati non si sono scomodati per nulla nello scrivere i loro “carpe diem”. Solo che quando li leggiamo in classe, non ne carpiamo il messaggio perché spesso per un adolescente quello che viene detto a scuola entra da un orecchio ed esce dall’altro. Ma questo profondo dolore ci deve far capire una volta per tutte che è ora di vivere una vita vera… facciamolo per Alessio, che tanto la amava e l’ha persa. Facciamo in modo di ricavare del positivo dal “negativissimo”. E anche se tutti noi amavamo quel ragazzo dallo sguardo tenero dobbiamo andare avanti, anche se ora sembra che tutto sia inutile e che ci sentiamo tutti un po’ vuoti. Diamo retta alle solite frasi retoriche e risentite e soprattutto prendiamo come esempio il commovente discorso di Claudio Papini, che ha dimostrato una forza straordinaria e ammirevole.

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