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Il futuro non va inseguito, va immaginato. La nascita di una nuova forza politica merita qualcosa in più che rimestare nelle vicende di Orvieto

lunedì 21 maggio 2007
di Valentino Filippetti, Direzione Regionale DS
Leggendo i resoconti sulla conferenza stampa tenuta ad Orvieto il 17 maggio 2007 dagli esponenti di Sinistra Democratica, ho pensato alle polemiche che accompagnarono l'approvazione della legge sul Divorzio. La realtà ha dimostrato che quella legge non ha distrutto la famiglia come i suoi avversari profetizzarono, ma ha creato un paese più civile e ha riportato serenità tra tante persone. Ha funzionato al 99% . Certo c’è sempre chi non si rassegna. Abbiamo seguito alcuni giorni fa uno di questi drammi in Sicilia , con un uomo che prima ha ucciso il convivente della sua ex moglie poi si è barricato nel bar sequestrandola. La conferenza stampa di Ricci mi ha fatto pensare a quell’1% di separati irriducibilmente attaccati al passato e che non intendono rassegnarsi. Infatti non si è parlato del futuro della sinistra, di come rafforzare il governo Prodi o del ruolo del socialismo europeo, ma del Bilancio del Comune di Orvieto, della discarica del Comune di Orvieto, del Centro studi, dell'RPO di Orvieto. E' pur vero che gli esponenti di punta di sinistra democratica come Cimicchi, Pacioni e Materazzo hanno rivestito incarichi di grande prestigio e peso politico per il PCI- PDS- DS nel Comune di Orvieto e che lo stesso Ricci, oltre a questi incarichi ha avuto un’intensa ed incisiva esperienza imprenditoriale ad Orvieto; ma pensiamo che il fatto, la scissione, la nascita di una nuova forza politica meriti qualcosa di più. Pensiamo che la sfida lanciata dal PD meriti qualcosa di più. Comunque noi non l’abbiamo messa in campo per discutere del Comune di Orvieto e tanto meno per discutere delle vicende passate ma per affrontare il futuro. Un futuro difficile per i giovani senza lavoro stabile e con poche opportunità, difficile per gli anziani che per la maggior parte vive di pensioni basse, Difficile per gli imprenditori smarriti di fronte a processi sempre più veloci e mercati sempre più ampi. La sfida è quella di civilizzare i capitalismi di quinta generazione, sapendo che non è solo un problema di libertà , uguaglianza, democrazia e giustizia sociale, ma anche di sostenibilità ambientale. Perciò a questi compagni faccio un appello, quello di curarsi dal torcicollo, dalla spinta irrefrenabile a guardarsi indietro : in politica conta il giorno dopo e “il futuro non va inseguito, va immaginato”.

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