opinioni

Casello nord: orgoglio e pregiudizio

venerdì 19 maggio 2006
di Guido Turreni - Coordinamento Comunale di Forza Italia.
Nell’opinione pubblica locale è diffusa la teoria dell’imbattibilità del centro-sinistra orvietano perché a destra non si fornirebbero ipotesi credibili ed alternative, di progetti, di idee e di uomini da proporre al governo della Città. In realtà, a ben vedere, la storia politica della Città degli ultimi anni sta a dimostrare l’esatto contrario: il centro destra cittadino, infatti, ha chiarito di essere in grado di fare proposte serie e credibili sul futuro della città. Senza volersi intrattenere enciclopedicamente su tutte le annose questioni politiche orvietane, valga per tutte l’ultima questione di stretta attualità, rappresentata dalla realizzazione del così detto casello nord. Quando Forza Italia propose l’idea della realizzazione di un casello autostradale a nord di Orvieto come l’ “uovo di Colombo” della viabilità e dello sviluppo economico, la sinistra locale si trovò completamente spiazzata, perché l’idea poteva seriamente compromettere agli occhi dei cittadini la fallimentare “progettualità” dei ben dodici anni di amministrazione Cimicchi, che si compendiava, sul punto, nella realizzazione della strada complanare. Il pregiudizio ideologico della sinistra nostrana e la sua profonda ignoranza sull’argomento comportarono subito un rigetto aprioristico dell’idea. Ci risposero, infatti, dicendo che l’idea non era per niente nuova e che la società Autostrade l’aveva già bocciata anni fa perché c’era una leggina che impediva la costruzione dei caselli a distanze inferiori ai 20 km l’uno dall’altro. La risposta suonò subito stonata, sia per la supponenza intellettuale tipica dell’ignorante, che non sa di non sapere, sia perché chiunque abbia un minimo di formazione giuridica sa che un conto è il gestore di una infrastruttura (Soc. Autostrade), altra cosa è il proprietario (Stato-ANAS): il primo la amministra, il secondo la progetta, la realizza e, se del caso, la modifica. Dopo immense fatiche per spiegare la differenza (dovemmo far intervenire il Presidente della Commissione Infrastrutture del Senato, Sen. Cicolani, allora Commissario Provinciale di Forza Italia), la sinistra ripiegò sul merito della proposta, pur di ostacolare un’idea che voleva il bene di TUTTA la città e di TUTTI i cittadini; ci dissero, infatti, che la complanare era stata già interamente finanziata (falso!), e che dovevamo scegliere: o la strada complanare o il casello, e quindi, poiché la strada complanare sarebbe stata realizzata in quattro e quattr'otto, non aveva senso abbandonare il progetto della complanare già finanziato per un semplice casello. Replicammo allora – grazie all’acume politico del Coordinatore Comunale Barberani – che le due opere non dovevano essere messe in competizione l’una con l’altra, ma dovevano invece integrarsi, nell’ottica di un grande progetto strategico per la creazione di un polo produttivo a nord di Orvieto capace di attrarre nuove attività imprenditoriali e nuovi posti di lavoro per i nostri giovani. A questo punto la sinistra, di fronte alla prospettiva di un puro ed immotivato rifiuto che avrebbe alimentato gli argomenti di lotta politica del centro-destra, fu costretta – per la prima volta nella storia politica cinquantennale della città – a far passare un’idea dell’opposizione, con il malcelato scopo però di non realizzarla, almeno fino alla completa costruzione della complanare. Tutto ciò ovviamente per continuare ad alimentare il mito di una sinistra che è l’unica capace di governare e di decidere e, per altro verso, per continuare a dipingere un centro-destra incapace di prendere le redini della città. E’ inutile sottolineare la grettezza di questo modo di fare politica; è inutile evidenziare come la sinistra locale abbia sempre sistematicamente anteposto i propri interessi di bottega all’interesse superiore della città. Oggi però il paravento della politica del rinvio e del "vedremo" è caduto: la Regione Lazio, con il finanziamento del casello a Castiglione in Teverina, ha di fatto imposto una decisione chiara e in tempi rapidi sulla questione del casello nord, senza più consentire rinvi ed anzi imponendo alla Città di svegliarsi dal suo solito torpore per attivarsi senza più scuse (complanari comprese), e per scegliere fra lo sviluppo economico e l’arretratezza del pregiudizio e dell’ignoranza. Oggi, in definitiva, ed alla luce della mossa della Regione Lazio, la sinistra orvietana si trova a un bivio: da un lato, scegliere il rinnovamento, impersonato (forse) dalla Vice Presidente della Provincia Loriana Stella, che per lo meno dimostra di aver capito l’importanza strategica del casello nord, lo caldeggia e lo vuole; dall’altro il Consigliere Piccini, che invece, non sapendo di non sapere, si avventura in disquisizioni di ingegneria edilizia e di flussi di traffico, senza avere al riguardo alcuna competenza. In mezzo c’è un centro-destra capace di confrontarsi e di candidarsi al governo della città, nell’ottica di un rinnovamento della politica sul futuro dello sviluppo economico e sociale. Una credibilità ed una chance di vittoria elettorale per il centro destra che si incrementerà ancor più se dovesse vincere la linea a sinistra della sinistra. In un cantuccio, invece, vedo il Sindaco Mocio, che “innovando nella continuità” è chiamato o a innovare o a continuare nei soliti errori del passato. Non basta più “durare per durare” cercando di non decidere nulla o il meno possibile. Ve lo chiede la Città !

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