opinioni

L’insostenibile leggerezza della Lorenzetti

mercoledì 23 marzo 2005
di Guido Turreni
Com’è consuetudine ormai per il nostro territorio, la Governatrice dell’Umbria Lorenzetti si è ricordata di Orvieto e degli orvietani solo quando le elezioni bussano alle porte.
E così, dopo la figuraccia del suo assessore alla Sanità – che qualche mese fa era intervenuto ad un Consiglio Comunale aperto sulla sanità territoriale sostanzialmente per insultarci – l’impavida Governatrice ha deciso di porre rimedio a quella infelice uscita con una sperticata lode tutta zucchero e miele per la città.
Tanto grande è stato lo slancio della blandizie, quanto vuoto il contenuto delle proposte e delle iniziative concrete per il nostro territorio.
Anche il Sindaco Mocio sembra essersi reso conto della situazione visto che – probabilmente con un certo imbarazzo – si è affrettato a rammentare i tanti problemi irrisolti del nostro territorio: dalla sanità ai rifiuti, dalla viabilità alla politica territoriale regionale, che appare fin troppo Foligno-centrica.
L’assist è stato più che invitante per il candidato del centro-sinistra Cimicchi il quale, qualche giorno dopo, ha affermato sulla stampa locale di “andare in regione per risolvere i problemi della sanità, dei rifiuti e dell’università”.
Il fine di questa operazione mediatica è certamente astuto, perché il messaggio che viene consegnato agli elettori è il seguente: anche se può esser vero che l’umbria di sinistra e le sue istituzioni non amano il nostro territorio, votando Cimicchi, avrete chi vigilerà sul riequilibrio territoriale, nei vostri stessi interessi. Votate, votate, votate.
Mi sia consentito allora ricordare ai lettori almeno un fatto assai significativo della storia politica della nostra città: fra i tanti, varrà la pena riportare la memoria di tutti alla soppressione della nostra USL, in cui Cimicchi Sindaco ebbe un ruolo fondamentale; primo a protestare con i famosi “pulman” di Orvietani pronti a marciare su Perugia, fu altrettanto pronto, pochi mesi dopo esser stato ammaestrato a dovere dal suo partito, ad affermare che la soppressione della USL di Orvieto non ci avrebbe causato alcun danno, anzi avremmo grandemente guadagnato in termini di efficienza dei servizi con l’apertura del nuovo ospedale.
Niente di più falso, ma si potrebbe anche obbiettare, con il senno di poi, che l’ex-Sindaco sia stato gabbato dalla perfida burocrazia regionale (alla faccia della sua proverbiale astuzia).
Nemmeno questo però risponde a verità. Cimicchi infatti è stato in carica ancora per una legislatura, senza dire o fare nulla sulla famosa questione del reparto di rianimazione del nostro ospedale, come sempre promesso dalla Regione, e poi altrettanto disinvoltamente ignorato.
Tanto è vero che fu il centro destra locale a protestare e a puntare i piedi, seppure con una tardiva resipiscenza del Consigliere Pacioni, che oggi, guarda caso, non è stato più ricandidato.
E nulla ha fatto Cimicchi nella conferenza dei sindaci Comuni-Regione, pur avendone il potere, per ottenere la realizzazione delle residenze sanitarie assistite per i nostri anziani, malgrado fossero ben previste nel piano sanitario regionale, tanto che a Narni e ad Amelia sono partite e sono state realizzate, mentre, ad Orvieto, non si è vista nemmeno l’ombra del progetto.
Le conclusioni da trarre sul punto sono semplici: 1) Cimicchi non ci garantisce per niente, proprio perché ha dimostrato in passato, con condotte concrete, di essere succube della sinistra regionale e non certo attore autonomo ed indipendente; 2) con la elezione di Cimicchi i problemi che il nostro territorio ha nei confronti della Regione Umbria sono destinati a protrarsi ed anzi ad aggravarsi.
L’unica soluzione a questa situazione è nelle vostre mani e nel vostro voto.
Una volta compreso l’inganno, dobbiamo dare un segnale forte ai DS regionali e ai loro vassalli, dimostrando che dopo trent’anni di regionalismo fatto di Città-Regione (Locchi docet) non siamo più disposti ad accettare le subdole prese in giro di Lorenzetti e company finalizzate al dominio territoriale-finanziario di una Regione matrigna.
Dobbiamo votare per il rinnovamento, e ciò dovrà farlo anche chi è sempre stato di sinistra e sempre lo sarà, se non altro per dignità di appartenenza a questo territorio.
Se questo segnale non ci sarà, sarà facile per i politici regionali continuare la politica di marginalizzazione del territorio consapevoli del fatto che “tanto ci votano lo stesso”.
Se questo segnale invece ci sarà, allora farà molto rumore e li obbligherà a riflettere sul fatto che Orvieto ed il suo territorio pretendono attenzione e dignità e, in definitiva, li obbligherà a fare la stessa politica che fanno per Foligno e Città di Castello dove la USL c’è, eccome se c’è.

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