opinioni

La memoria, patrimonio per una coscienza civica

sabato 19 febbraio 2005
di Antonio Marotta
Le affermazioni di Stefano Mocio sono sacrosante. Guai a dimenticare il passato, perché si č condannati a riviverlo, guai a dimenticare l'orrore della Shoah. Perň, proprio perché la conoscenza della storia serva di monito e lezione ai nostri figli, non limitiamoci alla persecuzione razziale. Ricordiamoci anche di altri fatti che sono diventati pagine nere della nostra esistenza, della nostra nazione. Fatti che fino a qualche anno fa vegetavano, o che faceva comodo far vegetare, nell'oblio.
Partendo dalla Seconda Guerra Mondiale, con i nostri soldati trucidati a Cefalonia, il sacrificio di Salvo D' Acquisto, con l'atrocitŕ delle foibe, solo per citarne alcuni, arrivando ai nostri giorni.
Come si puň dimenticare il linciaggio morale e gratuito al quale fu sottoposto, anche da autorevoli firme come Camilla Cederna, il Commissario Calabresi che in questi giorni č ritornato alle cronache per l'emissione di un francobollo in sua memoria?
Francobollo a parte, il ricordo di Calabresi č vivo solo perché č correlato alla vicenda Sofri, altrimenti il Commissario avrebbe giŕ fatto la fine del suo collega Antonio Ammaturo. Come dimenticare la strage di Piazza Fontana, e l'odissea giudiziaria di Pietro Valpreda? Quanti ricordano l'attentato di Peteano, dove morirono tre giovani Carabinieri? La strage di Brescia, di Bologna, dell'Italicus? Dov'č finito Argo 16 dopo essersi schiantato a Porto Marghera? Quanti si ricordavano di due giovani ragazzi trasformati in torce umane a Primavalle, prima che in questi giorni Achille Lollo rendesse pubbliche le sue dichiarazioni? Troppi ragazzi, di destra e di sinistra, sono rimasti senza vita sul selciato di una strada per un ideale politico portato all'eccesso della violenza.
Certamente noi sappiamo che dal dopoguerra fino alla recente stagione del terrorismo sono accaduti tanti di quei fatti, che sarebbe arduo ricordarli tutti. E non possiamo nemmeno pretendere che tutto venga pubblicato sui testi scolastici di storia. Quindi, dobbiamo farlo noi.
Tempo fa, ho sentito un ragazzino sostenere che Mussolini fu catturato mentre tentava di nascondersi, travestito da donna, sotto un carro armato. Figurarsi a chiedergli del rapimento di Aldo Moro!
Noi quarantenni, che abbiamo vissuto o saputo questi avvenimenti, abbiamo il dovere morale di aiutare i nostri figli a stimolare il senso civico della storia e della memoria, affinché siano in grado di documentarsi, di porsi delle domande, di essere al corrente di tutto quello che č accaduto in questi anni, e non di essere a conoscenza dell'ultimo videogioco al quale incollarsi tutta la sera, altrimenti non dovremo stupirci di aver creato un esercito di insofferenti e indifferenti.
Per il ricordo, non č importante che Orvieto sia antifascista o fascista. E' importante che tutti, magistrati, commissari, studenti, di ogni ideologia, di ogni estrazione sociale, siano ricordati per aver perso il dono piů importante, la vita.

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