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Sono gravissime le responsabilitĂ  nella gestione del San Giorgio

lunedì 3 gennaio 2005
di Maria Rita Paggio, responsabile Cgil

In riferimento alla chiusura della Residenza Protetta per anziani Piccolomini Febei meglio nota come San Giorgio, disposta dal Commissario Straordinario, la CGIL e lo SPI di Orvieto esprimo grande preoccupazione e sottolineano lo stato di grave inadeguatezza del livello di assistenza offerto agli anziani di questo territorio relativamente alle residenze protette per anziani.

Infatti a fronte di un buon livello generale di servizi socio-assistenziali rivolto agli anziani, sono almeno 10 anni che le organizzazioni sindacali chiedono alle Istituzioni locali e allo stesso Istituto Piccolomini di prendere decisioni chiare e definitive circa la presenza di una struttura protetta pubblica per gli anziani in questo territorio, il tanto, troppo, tempo trascorso senza individuare soluzioni condivise e soprattutto idonee a rispondere ai bisogni degli anziani e delle loro famiglie ha oggi come conseguenza che i pochi anziani che ancora usufruivano della struttura del Piccolomini Febei debbano essere allontanati e ospitati in via provvisoria una struttura lontana situata in un comune dell’alto Orvietano causando gravi disagi agli anziani, alle loro famiglie e alle maestranze.

E’ necessario che nell’immediato venga garantita una continuitŕ assistenziale adeguata e rispettosa della dignitŕ delle persone coinvolte;che venga garantito al personale dipendente e a quello della coop sociale ivi operante una adeguata utilizzazione in conformitŕ alle disposizioni contrattuali. CGIL e SPI chiedono un immediato tavolo di confronto che porti in tempi brevissimi alla definizione di un progetto preciso in grado di rispondere in maniera adeguata alle esigenze assistenziali degli anziani di questo territorio.

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