opinioni

Cara Bellillo, si è già dimenticata del "comitato d'affari?"

mercoledì 21 aprile 2004
di Gianni Cardinali

Gentile Onorevole,

sono stato un suo elettore, non del tutto convinto se non ci fosse stato il “berlusconismo” all’orizzonte.Ad essere sincero, in quel periodo e per i suoi “proclami” troppo favorevoli al mondo venatorio, avrei dovuto astenermi, ma il pericolo……, ha convinto me come tanti altri a fare un passo a suo favore e per la coalizione dell’Ulivo.

Salvo poi ritrovare il “berlusconismo” ad Orvieto, identificabile soprattutto nel Sindaco uscente e riconoscibile con la sua indimenticabile metafora del 2002: il “comitato di affari” al governo della città. A tutti non sembrò uno scherzo, tanto è vero che i rappresentanti locali dei Comunisti Italiani, il suo partito, hanno contribuito, insieme ad altri ed anche con il sottoscritto, a combattere per mettere alle strette un modo di governare ritenuto deleterio.

L’apprezzamento per le battaglie è stato diffuso ed ampiamente riconosciuto, tanto è vero che il “partitello” di poco peso stava acquistando una importante visibilità.Fino ad arrivare ai giorni nostri, con la candidatura a Sindaco di un Signore che è stato Vice Sindaco ed Assessore, noto soprattutto per la sua nullità, proprio perché nessuno riuscirebbe a trovare qualcosa di significativo che abbia fatto o solo ipotizzato.

Qualche malumore in città perché l’evidenza non si può negare; ideologie che si risvegliano come se il Signore in questione dovesse essere negativo solo perché non è sufficientemente di sinistra, poi tutti in “conclave” ad accettare l’inaccettabile in nome di una coalizione che sembra pari pari il “comitato di affari” da lei denunciato a suo tempo e mai superato dai fatti.Il problema è che i Comunisti Italiani, dopo avere alzato la voce con veemenza e intelligenza, sembrano avere calato le “brache” in cambio di non si sa che cosa!

Insomma tutti tranquilli nella casa comune su un desco pieno di briciole a disposizione di tutti gli affamati.Dovrà ammettere che la situazione è veramente deprimente, e lo sarebbe ancor più, se un altro gruppo, comparso all’improvviso sull’orizzonte delle amministrative orvietane, dovesse cedere alle inevitabili “pressioni” delle briciole disponibili per entrare nella casa comune.

Voglio sperare che, almeno per questi ultimi e per il simbolo “blasonato” che portano, non si verifichi, se non altro per il rispetto di una immagine e della dignità.

 

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