opinioni

E' arrivato il momento di far rinascere Orvieto

sabato 17 aprile 2004
di Giancarlo Parretti
Pubblichiamo il testo del discorso pronunciato da Giancarlo Parretti alla presentazione della lista Orvieto agli Orvietani

Signore e signori, amici, cari concittadini orvietani, benvenuti alla Convention della lista "Orvieto agli Orvietani", benvenuti nella mia città, benvenuti accanto a me. Non sono un politico di professione e quindi non vi annoierò con le solite promesse mai mantenute. Per me, invece, parlano i fatti, d'altra parte la mia vita è nota, è sempre stata sotto gli occhi di tutti e chiunque ha potuto conoscere ogni aspetto di essa.

Nella mia vita credo di aver fatto qualcosa di buono, ho intrapreso varie iniziative imprenditoriali, ho dato lavoro a migliaia di persone, ho fatto conoscere la mia terra nel mondo, ho esaltato l'Italia nella grande industria statunitense, sono stato sulla sedia di comando della più grande casa cinematografica di tutti i tempi, ho conseguito premi e riconoscimenti a livello mondiale, ho conosciuto Papi e presidenti della Repubblica, re e regine, praticamente i personaggi più famosi al mondo.

Eppure tutto questo è niente di fronte alla prova che ora mi aspetta: quella di poter cambiare le sorti di Orvieto, la mia città che amo sopra ogni cosa, una città che un tempo dominava lo scenario umbro con i suoi straordinari monumenti e con il suo allora rinomato spirito di accoglienza e che oggi, purtroppo, evidentemente per demerito di quanti l'hanno amministrata in questi anni, è scesa paurosamente di livello fino a dover subire la concorrenza di località assai meno note e certamente meno dotate di fascino, di storia e di tesori artistici e culturali.

Un tempo Orvieto se la giocava con PERUGIA, adesso ha paura di MARSCIANO, anzi, per certi aspetti, quest'ultima località l'ha persino superata. CREDO CHE QUESTO STATO DI COSE NON SIA PIU' ACCETTABILE, CREDO CHE IL VOTO ALLE PROSSIME AMMINISTRATIVE SIA L'OCCASIONE GIUSTA PER INVERTIRE LA TENDENZA E RIPORTARE LA REALTA' NELLA GIUSTA DIMENSIONE.

Nel 1964 Orvieto, grazie a personaggi che poi la città ha clamorosamente snobbato, e parlo dell'architetto Alberto Stramaccioni e degli insigni artisti Marcello Conticelli e Luciano Coppola, appariva in diretta davanti alle telecamere dell'Eurovisione per la visita in città di Papa Paolo VI. L'Europa intera, allora, vide di cosa erano capaci i nostri figli migliori quando i tre orvietani donarono al Pontefice lo splendido calice in oro attualmente conservato nella cattedrale di Bombay e di fronte al quale, in uno dei miei viaggi, io stesso ho potuto sostare in preghiera. DELL'ARTIGIANATO DI OGGI NON V'E' TRACCIA, PERSO NEI MILLE RIVOLI DELLA BUROCRAZIA CHE UCCIDE OGNI SPIRITO CREATIVO.

Ignoro quale possa essere il credo politico dei personaggi che ho appena citato, ma a loro ho scelto di ispirarmi in quanto simboli di una terra che è stata grande e che ingiustamente è stata dimenticata, quasi narcotizzata nella morsa di scelte scellerate tese ad accrescere il consenso verso persone che hanno dimostrato a tutti, e purtroppo continuano a dimostrare ogni giorno, la loro pochezza amministrativa.

INTENDO SUBITO SGOMBRARE IL CAMPO DA POSSIBILI EQUIVOCI: TUTTA LA MIA AZIONE POLITICA E AMMINISTRATIVA E' E SARA' TESA AD ESALTARE LO SPIRITO DELL'ORVIETANITA' GENUINA, IL GUSTO DI ESSERE FIGLI DELLA RUPE E IN QUANTO TALI PORTATORI DI VALORI CHE NON POSSONO ESSERE TRASCURATI, ANZI CHE MERITANO DI VENIRE DOVEROSAMENTE ESALTATI NEL RAPPORTO CON LE ALTRE CITTA' DELL'UMBRIA E DELL'ITALIA.

Come è potuto accadere che Orvieto abbia trascurato figure di primo piano, note ovunque, che hanno fatto grande la storia della città? La lista sarebbe lunghissima, ovviamente potrei trascurare molti nomi illustri e di questo mi scuso fin da ora: in città non c'è una via o una piazza che commemori la signora Lea Pacini, creatrice e fondatrice del Corteo Storico, cioè della più importante manifestazione storica in costume d'Italia. E Luigi Barzini, il primo inviato speciale della storia del giornalismo, dopo anni di colpevole oblìo e di ostracismo ingiustificato è stato riscoperto in parte soltanto per finalità elettoralistiche, peraltro con un premio che ogni anno perde d'importanza tanto da finire di volta in volta in trafiletti sempre più piccoli sui giornali.

E i vescovi monsignor Pieri e monsignor Dondeo? Straordinari uomini che hanno lasciato il loro indelebile segno nella vita spirituale ma anche sociale della città e che tuttavia sono stati accantonati, quasi che le loro opere sagge e illuminate dovessero essere messe da parte per far posto alle gesta di altre persone che abbiamo tutti i giorni sotto i nostri occhi e che hanno condotto Orvieto al penoso stato di crisi attuale.

DIETRO LA MANCANZA DI MEMORIA COLLETTIVA SI NASCONDE LA POCHEZZA AMMINISTRATIVA. UNA CITTA' CHE NON RICORDA E' UNA CITTA' CHE NON E' CAPACE DI GUARDARE AVANTI, E' UNA CITTA' DESTINATA ALLA CRISI. E che Orvieto sia in crisi è _ purtroppo _ sotto gli occhi di tutti. SEMPRE PIU' I NOSTRI GIOVANI SONO COSTRETTI AD EMIGRARE IN CERCA DI LAVORO, NON TROVANDO NELLA PROPRIA CITTA' LE OPPORTUNITA' ADATTE AI LORO STUDI ED ALLA LORO ANSIA DI CRESCITA.

Ecco perche' io, Giancarlo Parretti, ho scelto di non nascondermi dietro a un dito, ho deciso di non praticare mai lo sterile esercizio del politichese a tutti i costi. ECCO PERCHE' ANNUNCIO _ ANNUNCIO, SIA CHIARO, E NON PROMETTO _ MILLE POSTI DI LAVORO PER I GIOVANI ORVIETANI. HO IDEE PRECISE A RIGUARDO: OTTOCENTO GIOVANI TROVERANNO UN'OCCUPAZIONE DEGNA DELLE LORO ASPETTATIVE, TRECENTO DI ESSI ACCEDERANNO ALLE POSSIBILITA' OFFERTE DALLE NUOVE TECNOLOGIE. PER ALTRE DUECENTO PERSONE SI TRATTERA' INVECE DI UNA RICOLLOCAZIONE PROFESSIONALE, CIOE' DI POSTI DI LAVORO IN GRADO DI ACCRESCERE IL LORO IMPEGNO E LE LORO COMPETENZE.

Voglio essere chiaro: il mio ufficio di sindaco avrà la porta sempre aperta e non esisterà alcun filtro per poter parlare con me. Intendo essere non tanto il sindaco degli orvietani ma bensì il sindaco TRA gli orvietani. Discuteremo insieme di questi mille posti di lavoro, valuteremo le varie possibilità, troveremo strade comuni per dare a ogni famiglia garanzie certe e reali. CON ME I GIOVANI ORVIETANI TROVERANNO LAVORO E IN CAMBIO IO CHIEDERO' LORO DI IMPEGNARSI PER LA CRESCITA SOCIALE E CULTURALE DELLA CITTA'. CRESCEREMO INSIEME E CON NOI CRESCERA' ORVIETO PER TORNARE AD ESSERE LA CITTA' CHE CELEBRA I SUOI GRANDI PERSONAGGI, LA CITTA' CHE RICORDA I GRANDI ORVIETANI, LA CITTA' CHE POTRA' TORNARE A GIOCARE UN RUOLO DA PROTAGONISTA NELLO SCACCHIERE REGIONALE E NAZIONALE.

Una città che cresce ha bisogno non solo di occupazione ma anche e soprattutto di servizi efficienti. E tra i servizi spicca quello relativo alla SANITA', oggi malamente gestito da un ospedale che è nato dopo oltre trent'anni di attesa e che si dibatte anch'esso in una burocrazia governata altrove, da fuori città, e da persone che non hanno affatto a cuore le sorti di ORVIETO. ANCHE LA SANITA' DOVRA' ESSERE RESTITUITA AGLI ORVIETANI, LA ASL DOVRA' TORNARE SULLE RUPE CON IL SUO CENTRO DIREZIONALE PER FAR DIMENTICARE UNA VOLTA PER TUTTE L'INGIUSTA SOTTRAZIONE CHE CI E' STATA FATTA ANNI FA. La strada per far tornare Orvieto al centro della propria sanità si chiama ASSISTENZA DOMICILIARE. Vi prego, cari amici e cari orvietani, di consultare il mio programma, che è scaricabile dal mio sito internet www.giancarloparretti.it.

Nel mio programma _ CHE NON E' UNA PROMESSA MA E' UN IMPEGNO _ è scritto nero su bianco: INTENDO PORTARE DIRETTAMENTE LA SANITA' DI QUALITA' NELLE CASE DEGLI ORVIETANI CHE HANNO BISOGNO DELL'ASSISTENZA DI PERSONE QUALIFICATE ED ESPERTE. RESTITUENDO DIGNITA' ALLA SANITA' ORVIETANA SONO CERTO CHE LE MIGLIORI PROFESSIONALITA' DEL SETTORE FARANNO A GARA PER LAVORARE QUI DA NOI: IN QUESTO SENSO HO GIA' AVVIATO CONTATTI AD ALTO LIVELLO CON ILLUSTRI LUMINARI E POSSO VANTARE IMPEGNI CONCRETI.

Gli orvietani che invecchiano dovranno poter avere a disposizione STRUTTURE DI PRIMA QUALITA'. Anni fa la città poteva vantare una casa di riposo di primo piano che oggi, dopo anni di cattiva gestione, è invecchiata molto più dei suoi ospiti e purtroppo assai peggio degli uomini. Anni fa l'allora presidente della dottoressa Amabile Vera, impegnata febbrilmente nella cura e nell'assistenza dei nostri anziani, elaborò un progetto di assistenza in città degli anziani autosufficienti che avesse consentito loro di non perdere il contatto con la città. GLI ANZIANI POTEVANO RESTARE AD ORVIETO AVENDO A DISPOSIZIONE UNA CASA D'ACCOGLIENZA DI PRIMA QUALITA'. Quel progetto aveva il qualificato contributo di un altro grande orvietano che qui intendo ricordare con deferenza e con commozione: il compianto sindaco ADRIANO CASASOLE. Quel progetto non venne fatto andare avanti perchè oscure forze contrarie allo sviluppo e alla crescita della civiltà orvietana lo osteggiarono fino a farlo crollare. LA POLITICA RIPRESE IL SOPRAVVENTO SULLE IDEE POSITIVE, la signora Vera e Casasole vennero fermati e tutto tornò come prima, portando la casa di riposo al disastro di oggi. Già, purtroppo parlando della Orvieto dei nostri giorni non posso non utilizzare l'espressione . Come poter definire, infatti, la condizione attuale della VIABILITA' URBANA ED EXTRAURBANA? Provate in certi giorni, quelli di maggiore affluenza, ad avventurarvi dal casello autostradale in direzione della sommità della rupe: file interminabili di vetture incolonnate, turisti che sbuffano e che certamente si pentono della loro scelta e orvietani costretti a perdere lunghi minuti per coprire tragitti minimi. LA VIABILITA' ORVIETANA MERITA SCELTE CONCRETE E PIANI QUALIFICATI, NON SI PUO' CERTO PENSARE DI RISOLVERE TUTTO CON ASSURDE ROTATORIE CHE ANZICHE' RIDURRE I TEMPI DI PERCORRENZA LI ALLUNGANO A DISMISURA FINO A SUPERARE I LIMITI DELL'UMANA PAZIENZA.

L'urbanistica è un settore delicatissimo nell'assetto e nella tempistica di ogni città, la sua gestione non può e non deve essere affidata a caso ma, al contrario, ha bisogno di competenze conclamate e di progetti di valore, adeguatamente sostenute. IL MIO IMPEGNO ANCHE IN QUESTA DIREZIONE E' CHIARO. ORVIETANI E VISITATORI AVRANNO A DISPOSIZIONE STRADE SICURE E FINALMENTE PERCORRIBILI, SENZA INGOLFAMENTI O RITARDI.

I giovani e la città, questo è un tema che ho particolarmente a cuore. Ed è certo che il futuro dei giovani passa attraverso la loro formazione, cioè attraverso le scuole. MIO OBIETTIVO IN QUESTO SENSO E' BATTERMI PER RAFFORZARE SEMPRE PIU' LE SCUOLE ORVIETANE, MIGLIORANDO L'ESISTENTE E PUNTANDO A CENTRI UNIVERSITARI EFFICIENTI E NON SOLTANTO DI FACCIATA QUALI SONO QUELLI FINORA COSTITUITI SULLA RUPE.

In questa direzione penso alla possibilità di sfruttare, accanto ad altre iniziative intorno alle quali io ed i miei collaboratori stiamo lavorando, gli spazi dell'ex caserma Piave, per la quale non occorrono certo discorsi o convegni senza senso ma idee precise E PROGETTI DA PRESENTARE AI CITTADINI E QUINDI DA REALIZZARE CONCRETAMENTE CON LA COLLABORAZIONE DI TUTTI.

SULLA PIAVE GLI ORVIETANI DEVONO POTER DIRE LA LORO PERCHE' LA GRANDE STRUTTURA DELLA CASERMA E' UN BENE PREZIOSO DELLA COLLETTIVITA', APPARTIENE SOLO E SOLTANTO AD ORVIETO E AGLI ORVIETANI E MAI POTRA' ESSERE OGGETTO DI SVENDITA O DI ACCORDI POLITICI, MAGARI SOTTO BANCO.

LA CITTA' DI ORVIETO HA POTENZIALI ENORMI DA SFRUTTARE E CITTADINI CHE ALTROVE VENGONO CONSIDERATI BRILLANTI E PREPARATI E CHE HANNO CONQUISTATO, GRAZIE ALLA LORO PERIZIA NEI VARI CAMPI, POSIZIONI DI PRESTIGIO. Intendo avvalermi della loro collaborazione per trasformare gli spazi dell'ex caserma nel vero centro nevralgico della rinascita produttiva orvietana. HO IDEE E CONTATTI GIUSTI E CHI MI CONOSCE SA CHE NON SONO ABITUATO A VENDERE FUMO: LA PIAVE RILANCERA' L'IMMAGINE E LA SOSTANZA DI ORVIETO AGLI OCCHI DEL MONDO E DUNQUE LA MIA IDEA E' QUELLA DI UN VERO E PROPRIO REFERENDUM POPOLARE SULLA GESTIONE DELLA MAXI-STRUTTURA. SARANNO GLI ORVIETANI, ATTRAVERSO LE PROPRIE SCELTE, A GESTIRE DIRETTAMENTE IL FUTURO DEGLI SPAZI DELL'EX CASERMA.

Amici che siete qui riuniti e che ringrazio per aver aderito al mio invito, cari orvietani, TANTI, TROPPI SONO GLI IMPEGNI CHE MI ATTENDONO PER GARANTIRE A ORVIETO UN RUOLO DEGNO DELLA SUA FAMA. Ma io non ho paura e soprattutto avverto l'ansia di dovermi impegnare per il pieno rilancio della mia città. PER QUESTO NON ESITO A PARLARE DI NUOVO RISORGIMENTO ORVIETANO, NEL RISPETTO E NELLA MEMORIA DI QUANTI HANNO FATTO GRANDE QUESTA TERRA. Intorno a me avverto il vostro entusiasmo, la vostra attenta e solidale partecipazione. SAPPIATELO: NON VI DELUDERO' MAI, TROVERETE IN ME SEMPRE UNA SPONDA, UN ORECCHIO ATTENTO ALLE VOSTRE ISTANZE, ALLE VOSTRE RICHIESTE.

Ho volutamente lasciato per ultimo il tema del TURISMO. Troppo spesso si dice che Orvieto vive di esso ed in parte ciò è vero.

Ma il turismo, al pari di molti altri aspetti che ruotano intorno alla nostra città, è stato colpevolmente lasciato morire nell'inedia, nella mancanza di idee, nell'assenza di progettualità. I grandi turistici sono altrove, le scelte capaci di incidere sull'economia turistica vengono fatte lontano da qui, Orvieto è fuori dal grande business internazionale del turismo e vivacchia soltanto grazie al Duomo, alle proprie indubbie bellezze e alla felice collocazione lungo l'asse portante dell'autostrada del sole.

Nella mia vita ho gestito direttamnte le più importanti catene alberghiere del mondo, ritengo perciò di possedere una conoscenza specifica del settore. ORVIETO HA SOLTANTO BISOGNO DI IDEE E CONTATTI GIUSTI: DEVE ESSERE FATTA CONOSCERE NELLE STANZE NELLE QUALI SI DECIDONO LE SORTI TURISTICHE DEL MONDO. IN QUELLE STANZE IO POSSO ENTRARE, LO SAPPIANO GLI ALBERGATORI ED I RISTORATORI DELLA CITTA', LO SAPPIANO I COMMERCIANTI. IO POSSO ENTRARE E NON ALTRI: quanto valgono sul piano turistico gli amministratori che hanno guidato la città finora è sotto gli occhi di tutti: AD ORVIETO MANCA PERFINO UNA GUIDA TURISTICA ILLUSTRATA E CORREDATA DA FOTO APPROPRIATE DEGNA DI QUESTO NOME, ORVIETO E' SCARSAMENTE NELLE BORSE INTERNAZIONALI DEL TURISMO, PERFINO A LIVELLO DI SITI UFFICIALI CHE ORMAI VIAGGIANO IN OGNI PARTE DEL MONDO GRAZIE A INTERNET.

Concludo, cari amici e cari orvietani, rinnovandovi i miei ringraziamenti. Se oggi siete qui e avete avuto la grazia di starmi ad ascoltare, FACENDOMI UN GRANDE ONORE, è perchè anche voi credete nelle possibilità di rilancio della città, ANCHE VOI CREDETE NEL NUOVO RISORGIMENTO ORVIETANO. Offritemi il vostro sostegno e io saro' il vostro braccio, un braccio che LAVORERA' INFATICABILMENTE PER IL BENE DELLA MIA E DELLA VOSTRA ORVIETO.

Grazie a tutti di cuore.

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