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Opinioni - giovedì 11 marzo 2010 - 20:18

Il Paese del Grande Fratello

di Pierfederico Tedeschini

Ci siamo, è finita l'avventura televisiva del real-show più amato dagli italiani. Non so a voi, ma a me questa frase, che incombe prepotente in ogni forma di media, mi fa pensare ad un'offesa. Ma noi non eravamo il Paese del Sessantotto, dei grandi calciatori non milionari, dei grandi letterati ed artisti in genere? In un certo senso, sembrerebbe che le menti degli italiani, di cui io sono parte, siano alquanto bacate. Fa più scalpore che Gianni abbia vinto su Peppe al Grande Fratello, non credo sia un problema se vinca la destra o la sinistra ma sicuramente dovrebbe far più scalpore questo nelle menti italiane.

Insomma quei giovani di cui io faccio parte, non si accorgono che intorno a noi c'è una crisi che ha portato un susseguirsi di cose per cui o ci rimbocchiamo le maniche e le menti o qui né Totti, né Vieri, né nessun altro ci farà comprare belle macchine e scarpe "strafighe" domani? Piacevole è guardare una bella macchina ma, tra i tanti pettegolezzi che ci corrono dietro ogni giorno, un minimo di curiosità su come quella macchina sia finita lì non ce lo chiediamo? Vorreste dirmi che non vi siete resi conto che le belle cose a cui tutti hanno sempre aspirato, oggi sono mete raggiungibili da pochi ricchi e molti furfanti che però molte volte stimiamo?

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Forse sarò troppo legato al passato che ormai esce solo dai libri o dalle tv dopo le 3 di notte, ma mi fa quasi ribrezzo vedere che nel social network di cui tutti si drogano, Facebook, abbia più iscritti e commenti un gruppo relativo a gente come Corona o Belen Rodriguez di un gruppo commemorativo riferito a Jan Palach. Ancora peggio poi è sentir dire: "e chi era ‘sto Jan Palach? un cantante?" Io direi che semplicemente era un ragazzo ventunenne che, per le proprie ideologie e la libertà del suo paese, si è dato fuoco in piazza. Certo è che, differentemente che con altri "martiri ideologici", con Jan Palach, la Swatch non ha mai realizzato nessuno spot pubblicitario.

Non bisogna poi andar così lontano per trovare storie simili. Qualcuno ricorda dei giovanissimi operai delle acciaierie ternane fucilati per aver cercato di arrivare alle mete che le proprie idee perseguivano? Diceva il Gran Maestro storico Gabriele De Rosa, "mi sembra assurdo che nella nuove generazioni nessuno sappia da dove e come nascano le idee partitiche di destra e di sinistra per lo meno nel nostro paese". Ma forse sarebbe il caso di alzare la testa al tricolore issato sull'Altare della Patria ogni tanto e non andare a cercare bandiere solo per i mondiali. Insomma, ragazzi, questa è la nostra Italia, vogliamo svegliarci ed iniziare a riflettere per un domani costruttivo o vogliamo andare tutti in Ferrari a Porto Cervo con le vincite del Fanta-calcio?

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Commenti (1)

Inviato da leo venerdì 12 mar 2010 07:57

mi diverto ogni giorno a guardare i video più visti di youtube: grande fratello, amici e uomini&donne. tranne il lunedì, dove regnano i video calcistici.

bisogna accettare i fatti: è così. forse perchè dopo 8 ore di lavoro/studio sei distrutto e c'è bisogno di distrarsi. e quindi non ho voglia la sera di mettermi a leggere i blog, i giornali, ad informarmi insomma. ma preferisco uno svago. forse il motivo è questo.

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