Cultura - giovedì 17 settembre 2009 - 20:13
Conclusa la campagna di scavo di Campo della Fiera. Un vero peccato dover reinterrare il sito
di Laura Ricci
Sono stati presentati a Palazzo Coelli, sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto, i risultati della 10^ Campagna di scavo condotta in località Campo della Fiera, che sembrano sempre più confermare, come è stato ancora una volta sottolineato dalla Professoressa Stopponi, che conduce fin dall'inizio lo scavo, che il sito si configuri come il Fanum Voltumnae della Dodecapoli Etrusca. Alla presentazione sono intervenuti, oltre alla Prof.ssa Simonetta Stopponi, ordinario di Etruscologia e antichità italiche all'Università di Perugia, Gabriele Baldelli, Soprintendente per i Beni Archeologici dell'Umbria, Paolo Bruschetti, Direttore del Museo Nazionale di Orvieto, Antonio Concina, Sindaco del Comune di Orvieto, e Vincenzo Fumi, Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto, che ha finanziato la campagna di scavo 2009.
La Prof.ssa Stopponi ha fatto il punto su questi dieci anni di ricerche parlando anche delle precedenti, importanti scoperte e dei rinvenimenti finora effettuati che coprono, con pregevoli evidenze, le età etrusca, romana e medievale, indicando la continuità d'uso del sito e la sua funzione prettamente sacra. Dopo gli importanti ritrovamenti dello scorso anno - tra cui il magnifico busto marmoreo dell'imperatore romano Geta, oggi restaurato ed esposto al Museo Archeologico Nazionale di Perugia - le emergenze meno plateali ma altrettanto importanti del 2009 confermano l'importanza e la suggestione del sito, che sarebbe più che pronto per essere trasformato in un'area archeologica fruibile in modo permanente da studiosi e visitatori.
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Anche quest'anno invece, per salvaguardare le emergenze dal degrado, gli archeologi hanno dovuto prendere la dolorosa decisione di ricoprire di terra, e in alcune zone con una malta speciale, quanto finora scavato. Accorato l'appello lanciato a tutte le Istituzioni, governo centrale compreso, affinché si lavori congiuntamente per la protezione e il restauro del sito, così da renderlo accessibile al pubblico.
"La supplica che rivolgiamo allo Stato, al Comune, alla Regione, alla Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Umbria - ha detto a questo proposito la Prof.ssa Stopponi - è di rendersi promotori di un'iniziativa che dia continuità a questa ricerca e alla salvaguardia del sito, anche ricorrendo a fondi europei". Il Sindaco Concina, nel raccogliere l'appello, si è impegnato perché l'area archeologica di Campo della Fiera - una meraviglia di valenza internazionale, entri nel programma di lavoro che la nuova amministrazione pianificherà, in base alle risorse disponibili, dal prossimo mese di ottobre".
Il neo Soprintendente per i Beni Archeologici dell'Umbria, Gabriele Baldelli, nel confermare l'importanza dello scavo di Campo della Fiera, ha messo in evidenza come le campagne di scavo non possano più sostenersi con le scarse risorse della Soprintendenza e si è a sua volta impegnato nella direzione di un progetto condiviso che permetta la continuazione dello scavo, i necessari restauri e la visibilità dell'area. Paolo Bruschetti, Direttore del Museo Archeologico Nazionale di Orvieto, ha da parte sua anticipato che il 27 settembre, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, dedicherà alcune vetrine alla presentazione di una scelta dei materiali rinvenuti a Campo della Fiera. Ha inoltre annunciato che, a fine anno, il busto di Geta sarà esposto a Orvieto. "Il reinterro di aree scavate - ha concluso - è di per sé normale, ma deve essere solo una pratica provvisoria. I mezzi per aprire il sito potrebbero non mancare se l'obiettivo sarà comune a tutte le Istituzioni e alla città".
Il Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto, Vincenzo Fumi, nel ricordare come la Fondazione sia da sempre presente nel finanziamento delle attività di scavo archeologico in un territorio così ricco di testimonianze del passato (i finanziamenti per gli scavi di Scoppieto, per la Necropoli del Vallone di San Lorenzo, per alcuni allestimenti museali e restauri dell'Antiquarium di Baschi e del Museo Faina) ha sottolineato che l'Ente non poteva certo far mancare il suo contributo agli scavi di Campo della Fiera che hanno una particolare rilevanza per Orvieto. "Si tratta di una campagna di scavi importante e condotta con estrema competenza e dedizione - ha affermato - che richiede notevoli risorse da destinare, oltre che alla prosecuzione delle attività di scavo, alla messa in sicurezza dei risultati e alla progettazione di adeguate modalità di fruizione. La nostra Fondazione non potrà, da sola, far fronte a tutte le esigenze economiche, è dunque auspicabile che con il contributo fattivo di vari enti si possa predisporre un progetto valido e si possano reperire fonti ulteriori di finanziamento. Il problema è certamente complesso, ma la condivisione degli obiettivi e l'unione delle forze possono risultare vincenti. La volontà di fare squadra che abbiamo sentito emergere nei vari interventi è molto incoraggiante".
Commenti (3)
Inviato da maurizio conticelli sabato 19 set 2009 00:10
Proprio questa sera i rappresentanti del Governo nazionale hanno preannunciato misure per favorire la ripresa economica dal prossimo autunno. In particolare, come ha detto Brunetta, si punterà sul sostegno alla produzionedi auto ed al settore edile (piano casa).
Continueremo pertanto ad inquinare e ad occupare nuovo territorio.
A quando un piano ordinario (la straordinarietà lasciamola per altri casi) per la scoperta, la conservazione e la valorizzazione dei beni culturali di cui il nostro Paese è eccezionalmente ricco e che potrebbero costituire un volano con caratteristiche di unicità per lo sviluppo e l'occupazione?
Quai le prospettive per i nostri figli che studiano, si laureano e poi...?
Occorrerebbe ripensare urgentemente il nostro modello di sviluppo, prima che siano definitivamente compromesse le risorse presenti.
Gli scavi di Campo della Fiera potrebbero costituire così l'occasione per una riflessione più ampia ed articolata sul nostro futuro e sulla qualità della nostra vita.
Inviato da sergio zanchi sabato 19 set 2009 18:54
Caro Maurizio se questi reperti archeologici fossero stati camuffati come una probabile chiesa cristiana vuoi vedere che i soldi per riportarla stabilmente alla luce li avrebbero trovati Mocio e &.
Guarda quale permesso hanno dato per la costruzione di quell'obrobrio a ponte del sole, quella classe politica ha fatto dei danni enormi al nostro territorio ora vediamo se questa sà recuperare qualcosa per risanare la nostra bella città con il suo territorio.
Saluti da sergio zanchi
Inviato da maurizio conticelli martedì 22 set 2009 14:53
caro sergio, coloro che hanno votato a favore dell'intervento a ponte del sole, sono gli stessi che hanno provocato il buco di bilancio e purtroppo sono quelli che ancora siedono in C.C.
Rss



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