Opinioni - domenica 21 settembre 2008 - 21:04
L'ora di religione
di Nadia FormiconiAdvertising
Commenti (12)
Inviato da stefanop domenica 21 set 2008 21:36
Porta tuo figlio in Cina, là non ci sono ore di religione!
Inviato da Michele lunedì 22 set 2008 00:33
Mia figlia non fa religione, esce due ore prima. Le ho spiegato che quella non è religione ma è "la religione" e lei ha capito benissimo. Sa che ci sono diversi approcci alla spiritualità e che ognuno ha le sue risposte. E' libera se vuole di frequentare quelle due ore di catechismo qualora lo decidesse...è libera di seguire i suoi genitoti nella loro ricerca di qualcosa che abbia un senso. Ha un bel libro a casa che parla delle religioni e le rispetta tutte.
Mi auguro che le maestre dimostrino la sensatezza della cristianità insegnando ai loro alunni il rispetto della diversità.
In Cina, caro stefanop, tutta questa libertà te la sogni. (vedi falun dafa).
Inviato da rita lunedì 22 set 2008 06:05
Hai ragione ed è per evitare questo "precoce stranimento" che tanti genitori come me hanno scelto di farli restare in classe forse sottoponendoli ad una prevaricazione più grande cioè quella appunto di "catechizzarli " senza aspettare che possano scegliere da soli.
Inviato da nadia formiconi lunedì 22 set 2008 08:30
per la cronaca, mia figlia frequenta l'ora di religione
Inviato da Marta lunedì 22 set 2008 14:13
Non capisco quale ragione ci sia di insegnare religione (nel caso italiano cattolica e da un punto di vista cattolico) a scuola dal momento che per i cattolici è attivo il catechismo parrocchiale...io la toglierei!
Inviato da Alberto Mazzantini lunedì 22 set 2008 15:01
Salve Nadia, forse i nostri figli sono compagni di classe vista la coincidenza di date e numeri. Mia figlia è fra quelle che, zaino in spalla, è stata chiamata per andare a seguire due ore di musica nell'aula adiacente.
Nella mia scelta di esonerarla dall'insegnamento della religione, ha prevalso il tentativo di essere coerente con la mia, e di mia moglie, scelta di essere atei piuttosto che il timore di farla sentire come un'esclusa o un'emarginata del gruppo.
Se è vero che a sei anni è importante non sentirsi additati dai compagnetti di classe e che è più comodo e pratico essere omologati, è altrettanto vero che i genitori dovrebbero essere maestri di coerenza insegnando ai propri figli che per perseguire i propri valori può essere utile sottoporsi a qualche sacrificio.
Mia figlia, che abbiamo cercato di coinvolgere il più possibile nella scelta mostrandole nella maniera il più obiettiva possibile le alternative, ha optato per non assistere alle lezioni di religione ed ha carta bianca di cambiare idea quando lo vorrà o ne sentirà la necessita.
Omologare i bambini non è un bene per nessuno ed anche noi genitori dobbiamo fare in modo che crescano responsabilmente, con una propria personalità e con un giudizio del mondo che derivi esclusivamente dal loro pensiero. E si comincia presto, anche a sei anni.
Inviato da M.G. lunedì 22 set 2008 15:35
E' da una settimana che mi risuona insistentemente questa canzone nella testa ....
Ve la regalo:
Mai più mi chinai e nemmeno su un fiore,
più non arrossii nel rubare l'amore
dal momento che Inverno mi convinse che Dio
non sarebbe arrossito rubandomi il mio.
Mi arrestarono un giorno per le donne ed il vino,
non avevano leggi per punire un blasfemo,
non mi uccise la morte, ma due guardie bigotte,
mi cercarono l'anima a forza di botte.
Perché dissi che Dio imbrogliò il primo uomo,
lo costrinse a viaggiare una vita da scemo,
nel giardino incantato lo costrinse a sognare,
a ignorare che al mondo c'e' il bene e c'è il male.
Quando vide che l'uomo allungava le dita
a rubargli il mistero di una mela proibita
per paura che ormai non avesse padroni
lo fermò con la morte, inventò le stagioni.
... mi cercarono l'anima a forza di botte...
E se furon due guardie a fermarmi la vita,
è proprio qui sulla terra la mela proibita,
e non Dio, ma qualcuno che per noi l'ha inventato,
ci costringe a sognare in un giardino incantato,
ci costringe a sognare in un giardino incantato
ci costringe a sognare in un giardino incantato.
Inviato da grafeo fabrizio lunedì 22 set 2008 21:59
tanta solidarietà
avendo in passato denunciato cose ben peggiori, che accadevano durante l'ora di religione, nell'allora scuola elementare di p.za Marconi oggi intitolata, dal partito democratico, ad un senatore fascista che finì pure per aderire alla Repubblica di Salò.
Inviato da historicus martedì 23 set 2008 08:35
Cara Nadia
Anche se non ti conosco c'è una frase nella tua lettera sulla tristezza ( io direi sul dolore ) di sentirsi diversi a sei anni che mi ha impressionato.. Il fatto è che ci sono tanti modi di sentirsi diversi : secondo voi un bambino ipovedente che va con la sua classe ad uno spettacolo di danza e non riesce a discernere i particolari dello spettacolo a differenza degli altri , non si sente diverso o addirittura inferiore ?
Per quanto riguarda l'ora di religione anche io sono per un insegnamento di cultura religiosa che riguardi tutte le principali religioni mondiali ( che tra l'altro hanno tutte dei seguaci presenti in Italia ) purtroppo i programmi scolastici prevedono ancora l'insegnamento della religione cattolica e allora l'unica cosa sensata da fare mi pare quella suggerita da Mazzantini .cercare di far capire che una diversità non va vissuta come un'inferiorità
Inviato da Luca martedì 23 set 2008 12:22
Il commento del sig. Mazzantini è quello che mi trova più daccordo, ma l'assurdità della situazione è un'altra a mio avviso.
A parte la contraddizione in termini tra uno stato che si reputa laico nella sua costituzione e l'insegnamento della religione cattolica ( perchè di quello si tratta) nella scuola dell'obbligo, poniamo l'ipotesi, più che plausibile visto l'aumentare di bambini di diversa fede e di famiglie atee, che su una intera classe soltanto due alunni partecipino all'insegnamento della religione, a quel punto chi sarebbero i "discriminati"? Visto che sono fermamente convinto che il percorso di fede sia assolutamente personale e mi auguro ragionato, perchè necessariamente forzare la testa di un bimbo di 6 anni quando i fattori da valutare richiederebbero ben altre infrastrutture cognitive? Perchè di forzatura si tratta, sia nell'assimilare la religione, sia nel concepire una libertà di scelta, perchè di libertà non si tratta vista la mancanza di strumenti di analisi.
A questo punto mi viene in mente una frase di Ennio Flaiano che riporto fedelmente:
"C'è gente che eredita la fede, come eredita i terreni, il casato, i titoli nobiliari, il denaro, una biblioteca e il castello. Fede per censo, ereditaria."
Allora perchè non utilizzare quelle ora in attività più creative e decisamente più attraenti per i piccoli futuri uomini o donne?
L'ora delle scelte prima o poi arriverà e li troverà pronti.
ps: stefanop incommentabile.
Saluti
Inviato da Michele martedì 23 set 2008 16:23
Sta a vedere ora che la maggiorparte dei bambini fa religione solo per non sentirsi esclusi non sapendo che in realtà nessuno la vuole fare....
Inviato da Marta martedì 23 set 2008 17:20
Complimenti al signor Mazzantini per il bellissimo intervento sull" educare alla diversità ed a valorizzare quella propria ed altrui.
Rss



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