Cultura - martedì 03 giugno 2008 - 20:13
Torna nel secondo week end di giugno la manifestazione “Orvieto Arte e Antiquariato”. Sabato 7 e domenica 8 a Piazza del Popolo

Dopo l’esordio in piazza Duomo in occasione della Festa della Pentecoste, prosegue la manifestazione “Orvieto Arte e Antiquariato” organizzata dall’omonima Associazione di operatori del settore antiquario, appassionati di arte e rappresentanti del mondo della cultura che, patrocinati dal Comune di Orvieto, presentano l’appuntamento di giugno. L’evento si svolge nel secondo weekend di ogni mese e prosegue dunque in giugno con la mostra mercato che si terrà in Piazza del Popolo sabato 7 dalle 16:00 alle 23:00 e domenica 8 giugno dalle 9:00 alle 19:00.
Tutti gli antiquari presenti al primo appuntamento hanno confermato la loro adesione anche per le successive edizioni in programma. Gli organizzatori dell’evento hanno operato una rigorosa scelta degli espositori con l’intento di puntare alla qualità più che alla quantità; a tal fine è stato stilato un regolamento nel quale ogni antiquario si impegna in prima persona ad esporre oggetti rigorosamente d’epoca.
Secondo gli intenti del Comitato Promotore, la mostra “Orvieto Arte e Antiquariato” è nata con lo scopo di diventare un appuntamento fisso con la città di Orvieto in grado di incrementare nuovi flussi turistici e di essere fonte di nuove possibilità per l’economia locale.
Sarà un fine settimana all'insegna dell'antiquariato e dell'arte con la presentazione delle mostre:
“Felt - Oltre l’Occidente”, un’esposizione di feltri provenienti dall’Asia Centrale, allestita presso la Sala Expo del Palazzo dei Congressi in Piazza del Popolo in collaborazione con l’Associazione Orvieto Arte e Antiquariato e Acas Eventi;
e Croce Vie, personale di arte contemporanea dell’artista umbro Carlo Dell’Amico, organizzata da Acas Eventi in collaborazione con l’Associazione CavourArt di Terni, che verrà inaugurata sabato 7 giugno alle ore 18:00 presso la ex chiesa di San Giacomo in piazza Duomo .
Una mostra, quest'ultima, dove è protagonista la pietra, elemento primordiale-fondatore, coadiuvata dagli effetti delle radici di un albero rivolte in alto. La "pietra" che Carlo Dell'Amico ci mostra è cubica, tagliata ai due estremi opposti, dalla forma grezza originaria; rappresenta il lavoro interiore dell'uomo. Saranno esposte ventidue pietre collocate sul pavimento a formare un grande ellisse che attraversa l'intera superficie; sono rivestite di specchi che inglobano e restituiscono la luce, così che le immagini e lo spazio architettonico circostante in un gioco di rimandi diventano anch’essi parte integrante dell’opera. Le forme solide e le radici agiscono qui come spinte opposte che scuotono l'occhio. Sulle pareti laterali della navata della Chiesa di San Giacomo, l'artista proietta due radici rivolte in alto la cui linfa simbolicamente discendendo nutre la pietra. Dell'Amico ci suggerisce che la radice delle cose ci guarda e va ben aldilà del loro senso immediato.
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