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Opinioni - lunedì 25 giugno 2007 - 20:26

Quando tocca a te... (n. 2). Auguri a Rosa Antonia Soleti!

di Emily in Italia Umbria
Prima Pirkko Peltonen, poi Rosa Antonia Soleti. All’assemblea tenutasi il 22 giugno 2007 all’ATC della Provincia di Terni, è stata nominata Vice Presidente del consiglio di amministrazione Rosa Antonia Soleti, per le amiche Rosalba, socia di Emily in Italia Umbria. Giovane donna di affermata esperienza nel settore finanziario, vanta approfondite conoscenze delle varie tipologie contrattuali, è laureata in legge. E’ il suo primo incarico, ma ciò non la spaventa, certa delle proprie capacità saprà ben amministrare e rappresentare il nostro territorio. Un’altra donna nella stanza dei bottoni, sola soletta, ma presto ce ne saranno altre a farle compagnia, socie e non socie di Emily: le donne vogliono esserci! Le distanze statistiche che riguardano gli uomini e le donne nel mondo del lavoro, in particolare l’aspetto remunerativo (30% in meno alle donne) e quello dirigenziale (9,6 % dei dirigenti, 17,2% dei quadri), per non parlare della rappresentanza politica (16% in parlamento), devono far riflettere tutte le donne. Conseguentemente dovrebbero agire affinché questa larga forbice si accorci sempre più. Dobbiamo essere consapevoli, donne e uomini, che l’Italia è molto indietro non solo per quanto riguarda la rappresentanza di genere, ma persino per quanto concerne il rispetto verso il sesso femminile; basti pensare alle violenze fisiche e psicologiche che le donne subiscono quotidianamente in famiglia e nel lavoro. Il numero verde “telefono donna” 800.861126 del centro delle pari opportunità di Terni, riceve mediamente due denunce a settimana: dato neanche reale, se pensiamo alle molte donne che non hanno il coraggio di esternare il proprio problema e rimangono sole, nel proprio silenzio, o alla disinformazione sull’esistenza del servizio e quindi al fatto che la maggior parte dei casi di violenza che avvengono “dentro le mura di casa” non sono censiti. La nostra “forma pensiero”, la cultura di donne e di uomini si evolve e cresce con la storia. E’ giunto il tempo che anche la “questione femminile” nella nostra società viva appieno l’era moderna: Emily è uno degli strumenti a disposizione delle donne per conseguire questo obiettivo. Bene, avanti tutta, cara Rosalba, le socie di Emily in Italia Umbria sono con te ! Ti auguriamo che tu possa esplicare il tuo mandato nel migliore dei modi possibili, a dimostrazione che le donne sono brave anche nei luoghi del potere. Le donne di Emily in Italia Umbria

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Commenti (9)

Inviato da Salomone lunedì 25 giu 2007 21:34

E no, questa volta non sono d'accordo. Acclamare una nomina al femminile soltanto perchè potrebbe essere un segnale verso un maggior ingresso delle donne nella politica locale nasconde tutta una vicenda "familistico-clientelare" che con gli ideali femministi ha ben poco a che fare. Questa cieca acclamazione di una nomina che simbolicamente avrebbe fatto acclamare anche me - come nel caso della signora Peltonen e di altre - lo trovo banalmente riduttivo. Qui si rimuove la motivazione strettamente politico-clientelare che ha animato la decisione di designare la Fringuello. Mi spiace, ma questa volta ha ragione Dante Freddi. Mi costa dirlo, ma sarei stato veramente contento e soddisfatto se ad essere designata fosse stata una donna che se lo meritava, indipendentemente dall'essere parte di una famiglia e di un partito che dovevano essere premiati per logiche spartitorie neanche celate, ma sfacciatamente rivendicate. Forse è il caso di rifletterci, per qualificare meglio la sfida femminista del futuro.

Inviato da Rosario lunedì 25 giu 2007 23:32

Salomone, Rispondo a te quello che ho detto in un altro commento sullo stesso argomento: familistico-clientelare è quello che è stato sottolineato in quasi tutti i commenti. Ma conosci la persona designata? Puoi fare una valutazione delle sue capacità? o diciamo semplicemnte NO A PRIORI perchè appartenente ad un nucleo familiare?

Inviato da Pasquino lunedì 25 giu 2007 23:32

Questo commento la Associazione Emily Umbria,ce lo poteva risparmiare.
E' irridente,non serio e non credo che il modo nel quale la Rosa Antonia Soleti e' stata eletta alla vice presidenza della ATC,sia da prendere ad esempio politico,di "conquista" del "potere" da parte femminile.
E' un modo di operare ed effettuare scelte che deve essere bandito dalla societa' civile e chi oggi se ne vanta,lo fa' a sproposito ed a suo danno.
Di questa vicenda ho sempre dichiarato che ben venga alla vice presidenza una donna,ma scelta tra le tante che lo meritano e professionalmente capaci di far fare bella figura ad Orvieto,alla ATC ed a loro stesse.
Invece e' venuta a galla solo una bassa operazione di politica-familiare,che oltre a disgustare,allontana sempre piu' le persone dall'impegno civile.
Ho scritto prima che il comunicato di Emily era inopportuno ed irridente ed aggiungo anche di sfida tra sessi.Ma su questo piano,persone con un pochino di "ratio", non scenderanno mai.
Queste mie parole possono sembrare dure ,ma giustificate dalla "strana" coincidenza che Emily Umbria ha come presidente ad Orvieto,Silvia Fringuello,sorella di Diego Fringuello,marito di Rosa Antonia Soleti,ed entrambi figli di Giuseppina Foschi,prima "capata" per la vice presidenza ATC,non ottenuta per "scivolata" sulla RPO-snc.
"E' giunto il tempo che anche la "questione femminile" nella nostra società viva appieno l'era moderna".D'accordo,ma l'episodio ATC dimostra solo che "scimmiottate"
il peggio e condannabile comportamento e metodo degli UOMINI politicanti.Purtoppo per Emily, su queesto "caso",si e' adeguata al "marcio" dell'era moderna.

Inviato da Salomone martedì 26 giu 2007 08:27

Cercherò di essere più preciso, visto che alla mia critica del criterio di selezione si risponde con l'elenco delle qualità della persona selezionata. Il punto non è che Rosa Soleti sia o no laureata o persona di spessore personale. Lo sarà certamente, non lo dubito (A parte il fatto che essere laureati non significa granchè, almeno oggi che la laurea bene o male riescono a prendersela in molti senza grandi sforzi cognitivi, purtroppo).
Il problema è il criterio seguito per selezionare questa persona a ricoprire una carica amministrativa. Rosa Soleti è lì perchè è della "Margherita". A questo partito spettava una poltrona e così la scelta è stata fatta all'interno di quel partito. Oltretutto è stata una scelta di ripiego, visto che la madre (, o la zia, o la cugina, se non erro)non poteva più essere proposta per incompatibilità. Ci ritroviamo a selezionare il personale amministrativo all'interno di una singola famiglia che è affiliata in toto ad un partito. Solo coincidenza? Suvvia!!! Domanda: possiamo ancora permetterci, dopo anni di crisi economica e di sfiducia nella politica, di selezionare chi deve amministrarci con tali criteri, molto poco meritocratici e ben più partitocratici? Che poi, dovendo scegliere all'interno di un partito, si sia scelta la persona più preparata all'interno di quel partito è un dato di cui prendo atto e che reputo positivo alla luce di altre scelte precedenti, in cui l'incapacità personale dei selezionati era conclamata. Ma questo non cambia la sostanza del sistema adottatto. In cosa differisce quest'ultimo dai metodi spartitori della Prima Repubblica? E se il Sindaco dovendo scegliere un membro del consiglio di amministrazione si fosse guardato intorno e avesse scelto all'interno di una rosa di candidati con studi e qualifiche accertate nell'ambito dell'economia dei trasporti? Oppure una persona con idee innovative, rappresentante di modo nuovo di concepire i trasporti? E se vi fosse stata una competizione su base selettiva ancorata alle proposte dei candidati? La qualità delle persone che ci amministrano è importante perchè la preparazione e la capacità di immaginarsi soluzioni danno all'amministrazione dei vantaggi sul piano economico e su quello dei risultati. A questo bisogna puntare, non alla carriera di piccoli personaggi politici che determinano le sorti di un territorio senza averne le qualifiche, se non l'accatonaggio dei voti su base clientelare. Ora spero di essermi spiegato e di aver chiarito la questione politica. Se poi si vuole continuare a far finta di nulla riproponendo una lista delle virtù personali di Rosa Soleti (contro la quale non ho nulla), allora alzo le braccia e prendo atto che "non la si vuol capire".
Cordiali saluti.

Inviato da Una martedì 26 giu 2007 09:00

Quoto Salomone e Pasquino

Inviato da Gennaro martedì 26 giu 2007 09:33

Trionfalismo di cattivo gusto, effettivamente. uno scivolone.

Inviato da Monica Riccio martedì 26 giu 2007 10:55

Premetto di non essere mai stata una femminista convinta, e sostengo che un posto uno se lo merita per il suo impegno, per i suoi meriti professionali, per la passione, perchè no, con cui svolge le proprie mansioni. Non perchè si è uomo o donna. Questo almeno io penso, e questo è quello in cui credo, ma troppo spesso ragioni clientelari e misogine hanno prevalso sulle vere potenzialità dei singoli. Non conosco il background della signora in questione e non ne voglio, quindi, discutere. Non trovo affatto di buon gusto e dell'eleganza culturale e dialettica che secondo me Emily dovrebbe insegnare, esultare ad ogni conquista di una delle socie, nè se questa se lo è meritato davvero, nè se la nomina arriva da uno scambio di favori, di poltrone, di voti, di dolci o semplicemente di persone. Emily appare ai miei occhi, così facendo, una casta di donne che come unico scopo hanno quello di "sottrarre" potere al nemico. Emily invece, dovrebbe, secondo me, incentivare e potenziare il lavoro femminile nella politica, nel sociale, prendersi carico della formazione e della alfabetizzazione di un mondo da sempre etichettato di "serie B". I proclami come questo mi sanno di presa in giro, di sabba mediatico, di vecchie partite tra scapoli e ammogliati. Emily è molto di più, e scendere a così miseri livelli non è da lei. Poi se la "vincitrice" in questo caso è stata posta sulla poltrona per meritocrazia o clientelismo ormai non mi sorprende più. Ma mi indigna sentire spacciare una conquista politica fatta di sfaccettature per lo più complesse, per vittoria del pensiero femminile, anch'esso complesso e sfaccettato ma, a mio avviso, libero da condizionamenti e vessazioni. Auguri alla signora Soleti e per favore basta con slogan post-femministi: "Un'altra donna nella stanza dei bottoni, sola soletta, ma presto ce ne saranno altre a farle compagnia, socie e non socie di Emily: le donne vogliono esserci!"
Secondo me le donne vogliono solo essere libere di poter pensare di farcela, alla stessa stregua dei colleghi uomini, niente di più.

Inviato da Monica Riccio martedì 26 giu 2007 11:01

Dimenticavo di dire che proprio qualche giorno fa mi ero augurata che una donna fosse scelta per la direzione del nuovo PD, non a caso, ma perchè solo le donne sanno rinnovarsi e mai restare immutate. Ma un conto è una scelta che possa traghettare questo nuovo soggetto politico verso una più matura condizione di vita, un conto è issare le bandiere rosa se questo accade. E' una questione di stile, forse, di classe, quello stile e quella classe che proprio nelle donne traspare e pervade ogni lavoro in cui sono impegnate.

Inviato da Una martedì 26 giu 2007 12:39

Chapeau a Monica Riccio, scrive bene e dimostra una notevole indipendenza di pensiero. "Partite fra scapoli e ammogliati" mi ha fatto molto ridere, un uomo avrebbe detto "fare a chi ce l'ha più lungo".
Il suo pezzo è condivisibile e davvero laico.

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