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Politica - domenica 17 giugno 2007 - 18:31

Donne in marcia per il PD. Anche a Orvieto 'una grande forza tranquilla' per cambiare le regole della politica

di Laura RicciDonne in marcia per il PD. Anche a Orvieto 'una grande forza tranquilla' per cambiare le regole della politica
A dire il vero, non si tratta solo di cambiarle le regole, e non solo quelle della politica, ma di rintracciare e riscrivere, per così dire con nuova e originaria effervescenza, quel patto tra società e politica, quella normata civile convivenza il cui sfumare, nella sempre più sorprendente deregulation del panorama istituzionale e politico dell'Italia degli ultimi anni, ha via via alimentato distacco e sfiducia nella cosa pubblica. Il più grave difetto di democrazia riguarda, nel nostro Paese, le donne, rappresentate in Parlamento solo al 16%; e da questa percentuale non si discosta molto, e talvolta per difetto, neanche la loro rappresentanza a livello di istituzioni locali. Colte e competenti, mediamente più istruite dei coetanei maschi, sempre più presenti nel sociale, responsabili della più grande e pacifica rivoluzione culturale del secolo scorso, le donne italiane non hanno ancora colmato il gap che, nella rappresentanza politica, le inchioda in Europa all'inesorabile status di fanalino di coda. Restano pressanti e aperte tutte le complesse questioni del perché. Sono comunque ben decise a invertire la rotta le donne impegnate nella costruzione del PD. Le donne e gli uomini – è più esatto dire – dato che anche Fassino in persona si è recentemente spinto a dichiarare di voler garantire, nell'assemblea costituente e negli organismi del futuro partito, la rappresentanza femminile al 50%. A livello nazionale e locale, data la loro tradizione in merito, le diessine animano il processo. E se a Roma le donne DS, guidate dalla coordinatrice Vittoria Franco, hanno presentato il 14 giugno all'Hotel Artemide il loro manifesto per il Partito Democratico, a Orvieto le donne locali impegnate nella costruzione del PD lo hanno fatto sabato 16, appena due giorni dopo l'appuntamento nazionale. “Per un partito di donne e uomini” - questo il titolo del manifesto – è stato dunque illustrato nella nostra città, sabato mattina in una conferenza-incontro, dalla coordinatrice delle donne DS, oltre che consigliera al Comune di Orvieto, Donatella Belcapo, da Loriana Stella, vice presidente della Provincia di Terni, dall'assessore al Comune di Orvieto Pirkko Peltonen, dalla consigliera Annarita Mortini, dalla Segretaria della sezione DS di Orvieto Centro Liliana Grasso e da Marianna Formica, della Direzione Regionale DS. Presenti anche, con i loro propositivi interventi, donne di altre componenti politiche e di altre associazioni femminili del territorio. Come le loro colleghe nazionali, le donne di Orvieto in marcia per il PD vogliono lavorare attivamente alla costruzione del nuovo soggetto politico ed esserne, con il loro stile di vita e il loro linguaggio, cofondatrici: senza sterili rivendicazioni, piuttosto nell'ottica di una cooperazione paritaria tra donne e uomini nella costruzione della democrazia, con l'obiettivo di regalare più spazio privato agli uomini e di conquistare maggiore spazio pubblico per sé. La questione, come ha rilevato Pirkko Peltonen, è doppia e dirompente: da un lato ripensare i ruoli secondo la nuova conformazione sociale e concedersi, anche politicamente, lo spazio pubblico a lungo rimosso; dall'altro giocarlo con nuove regole, con competenza e rigore, operando un'inevitabile rottura, sottraendolo a quei desueti “castelli del potere” che altra funzione non hanno se non quella di perpetuare se stessi e le proprie condizioni di privilegio. Non farsi travolgere dall'antipolitica dunque, mostrare che della politica si possono ricostruire l'efficacia e il senso, puntare al merito e alla relazione – perché, ha affermato tra l'altro Loriana Stella, mentre si parla dei massimi sistemi non si fa più, neanche nelle cose più semplici, front office con la gente – alla modernizzazione e all'azione, a un modo chiaro e trasparente di gestire la cosa pubblica, a tempi che vadano di pari passo con l'incalzare dei tempi di vita. “E non si dica che le donne non ci sono – hanno sottolineato le presenti – è un alibi, si tratta solo di trovare regole per dar loro spazio e, soprattutto, di fare in modo che siano elette”. Le diessine – e pare che Fassino stia dando loro ascolto - chiedono a gran voce anche regole per l'elezione dell'assemblea costituente, in modo che ci sia una rappresentanza paritaria. “Le liste - ha affermato la ministra Barbara Pollastrini - grandi o piccole che siano, devono essere costruite per ottenere il 50% delle elette. Secondo me ci deve essere l'alternanza fra donna e uomo o, se ci saranno le preferenze, bisogna rendere obbligatoria la doppia preferenza”. Anche a livello locale questa determinazione comincia a dare i suoi frutti, tanto che il principio della rappresentanza paritaria tra i generi nell'assemblea costituente, se non a livello nazionale, a livello locale è passato anche nella Margherita. Lo ha reso noto Silvia Fringuello, esponente della Margherita ma anche presidente di Emily Umbria, l'associazione femminile che ha appena concluso, a Orvieto, un corso di formazione politica per le sue iscritte. Secondo una felice definizione di Anna Finocchiaro, le donne si sono messe in moto come una “grande forza tranquilla”, probabilmente saranno proprio loro a rendere in gran parte pulito, fertile, moderno e produttivo il Paese. Che piaccia o no, questa grande forza tranquilla si è messa in moto, e trasversalmente, anche a Orvieto, unendo in un comune obiettivo – quello di esserci e di contare – donne di diversi partiti e associazioni. Il 14 ottobre si voterà per un sistema completamente nuovo, DS e Margherita si scioglieranno, in Umbria anche lo SDI, andranno ai seggi non solo gli iscritti, ma anche chi, da diverse provenienze, vorrà partecipare al cambiamento. Tante più provenienze diverse ci saranno, tanti più apporti, tanto più il cambiamento sarà aderente alla nostra società complessa e significativo. Per le donne in marcia per il PD, la relazione, intanto, è al primo posto. In una mescolanza positiva da agire sempre più in assemblee pubbliche e incontri, sempre meno in riunioni formali di partito. “Libere e unite”, è lo slogan che lancia un ferrato gruppo trasversale dal nuovo sito www.democratiche.it; libere, unite e in tante. Per esserci, o anche, semplicemente, per poter “essere”. Di una maggiore cooperazione tra i sessi, la società non potrà che beneficiare.

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Commenti (3)

Inviato da Monica Riccio lunedì 18 giu 2007 18:21

"Il Pd cala l'asso del segretario sul tavolo. Che non verrà scelto dai cittadini con le primarie ma da all'assemblea costituente che verrà eletta, con modalità ancora tutte da decifrare, il 14 ottobre." (Corriere.it - 18.06.2007)
Con questa decisione non si va contro il principio secondo cui questo nuovo partito doveva nascere dal basso? Con questi presupposti come, e in quale misura, possono le donne partecipare effettivamente al processo di rinnovamento tanto auspicato e tanto necessario?
"Il presidente del Consiglio ha ribadito che il nuovo partito riformista dovrà essere un soggetto aperto e ha ricordato l'importanza della partecipazione dei giovani e delle donne. «Inoltre - ha concluso - deve miscelare le culture di provenienza»." (Corriere.it - 18.06.2007)
Non sarebbe una svolta epocale scegliere un segretario donna? Non sarebbe un grande risultato e un grande punto di partenza per un partito che, sulla carta, e spero non solo, si propone come forza nuova e vitale nel panorama politico italiano e mondiale?
Se tutto resterà come in passato e l'unione delle due entità non sarà in grado di produrre davvero un nuovo soggetto politico che non nasca dalle ceneri ma si evolva da esse sulla base di nuove ed attuali esigenze della popolazione, allora ho la sensazione che il PD nasca già morto. Solo la presenza numerosa delle donne, che in molte occasioni hanno saputo rinascere e evolversi per mai restare immutate, può giocare una seria carta vincente e, nel mio piccolo, auspico davvero un segretario donna, sarebbe non una vittoria, perchè non si gioca per vincere, ma un grosso, grossissimo risultato politico e sociale di cui, è mia opinione, il Paese potrà trarre concreto giovamento.

Inviato da Laura Ricci lunedì 18 giu 2007 19:13

Bhè Monica, scegliere un segretario donna sarebbe davvero un bel segnale, una bella svolta. Si parla di Anna Finocchiaro, che pare piacerebbe anche alla Margherita, che invece storce il naso su Veltroni.
E sarebbe una bella svolta anche perché la Finocchiaro è brava, autorevole e molto competente. Si vedrà.....
Intanto, più che di nomi, è importante parlare di contenuti, e mandare un 50 % di donne o giù di lì all'assemblea costituente.

Inviato da magamag0 domenica 24 giu 2007 12:42

La Finocchiaro........sarebbe un ottimo segnale di cambiamento,ma...non credo che verra'.

Siamo fanalino di coda sulla partecipazione delle donne nella politica ed il perche' lo sappiamo bene: nell'immaginario maschile le donne sono l'angelo del focolare e li - la maggior parte di loro nel loro intimo - vogliono che stiano, ma che soprattutto ci restino.

La politica e' il loro campo di battaglia ed ancora non si sono assuefatti completamente alle donne guerriere.

E questo, e' necessario sottolinearlo, si trova in ogni livello culturale, a destra e a sinistra, ovunque in politica, nei luoghi di lavoro e nelle case stesse.

Conseguentemente onore e merito a tutte le donne che hanno la forza di uscire, di mettersi in gioco sapendo sin dall'inizio che per loro la battaglia e' piu' dura e su piu' fronti - cominciando dalla famiglia di provenienza.

Auguri donne!!

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