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Dacia Maraini presenta "Corpo Felice. Storie di donne, rivoluzioni e un figlio che se ne va"

mercoledì 10 luglio 2019
di Davide Pompei
Dacia Maraini presenta "Corpo Felice. Storie di donne, rivoluzioni e un figlio che se ne va"

Una madre che non ha avuto il tempo di esserlo, almeno in forma canonica. E un figlio, mai cresciuto, che cammina verso la maturità pur abitando solo nei ricordi. Tra di loro, i giorni teneri e feroci, sognati eppure vividissimi che non hanno vissuto insieme. E un dialogo ininterrotto che racconta cosa significa diventare donne e uomini oggi.

Dacia Maraini racchiude tutto nelle 238 pagine autobiografiche di "Corpo Felice. Storie di donne, rivoluzioni e un figlio che se ne va" (Rizzoli). A più di quarant'anni dai versi che hanno disegnato i contorni di un cambiamento possibile – "Libere infine di essere noi / intere, forti, sicure, donne senza paura" – la scrittrice di Fiesole riavvolge il filo di una storia tempestosa e tutta al femminile.

La racconterà lei stessa mercoledì 10 luglio alle 19 in Piazza della Collegiata – in caso di pioggia, nella vicina Sala della Misericordia – in occasione dell'evento ad ingresso libero organizzato dal Comune di Faleria in collaborazione con la Pro Loco, dialogando con Marianna Mariotti. I saluti istituzionali saranno quelli dell'assessore alla cultura Nicola Rinaldi, le letture quelle dell'attrice Monica Guazzini.

"Quando ho perso mio figlio, con cui conversavo di notte sotto le coperte e a cui raccontavo del mondo aspettando che nascesse; quando a tradimento quel bambino con cui giocavo segretamente e che già tenevo in braccio prima ancora che avesse aperto gli occhi è morto, sono stata sul punto di morire anch’io" annota una delle scrittrici più autorevoli del panorama letterario italiano, vincitrice del Premio Strega nel 199 con il romanzo "Buio".

Pagina dopo pagina, testimonia qui con coraggio la perdita del figlio, avvenuta mentre era incinta di 7 mesi. Ma attinge anche all'immaginazione si fa più vera della realtà, come accade per tutte le donne che popolano i suoi libri – Marianna, Colomba, Isolina, Teresa – e arrivano al lettore con le rispettive voci e corpi che non hanno mai smesso di cercare la propria via per la felicità.

Pieni, come sono, di vita o disperati per la sua assenza, amati o violati, santificati o temuti, quasi sempre dagli altri, gli uomini. È a loro che parlano quelle pagine. Agli occhi di un bambino maschio non ancora uomo. Per ricordare a lui e a tutti, sul filo sottile ma resistente della memoria, che "solo quando l'amore arriva a illuminare le nostre vite, quello tra i sessi non sarà più uno scontro ma l'incontro capace di cambiare le regole del gioco".

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