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"Lucrezia Borgia 1519-2019. L'eleganza di una principessa tra rocche e corti"

giovedì 4 luglio 2019
di Davide Pompei
"Lucrezia Borgia 1519-2019. L'eleganza di una principessa tra rocche e corti"

Nata a Subiaco, morta a Ferrara. Considerata emblema del periodo storico in cui è vissuta, il suo altisonante cognome è legato a doppio nodo alla terra di Tuscia e alla città di Montefiascone al punto che l'Assessorato alla Cultura del Comune in occasione del cinquecentenario della morte dell’illustre nobildonna, si fa promotore di una conferenza ad ingresso libero a lei dedicata.

Ha per titolo "Lucrezia Borgia 1519-2019. L'eleganza di una principessa tra rocche e corti", l'incontro in programma per venerdì 5 luglio alle 17 nella Sala Innocenzo III della Rocca dei Papi, l'antica fortezza eretta alla fine del XII secolo e ristrutturata su commissione di Cesare Borgia, detto "Il Valentino", fratello maggiore di Lucrezia, come lei figlia illegittima di Papa Alessandro VI.

In cattedra – dopo i saluti istituzionali da parte dell’Amministrazione Comunale e l’introduzione a cura della direttrice del Museo dell’Architettura di Antonio da Sangallo il Giovane Valentina Berneschi – Elisabetta Gnignera, storica del costume e specialista del Rinascimento italiano, che analizzando documentazione e fonti iconografiche, illustrerà caratteristiche ed evoluzione.

Comprese quelle delle mode in uso presso le corti del tempo. Perfetta castellana e attiva mecenate, secondo le fonti, acquistò la fama di "abile politica e accorta diplomatica, tanto che il marito arrivò ad affidarle la conduzione politica e amministrativa del ducato quando doveva assentarsi da Ferrara". Accolse poeti e umanisti come Ludovico Ariosto, Pietro Bembo, Gian Giorgio Trissino e Ercole Strozzi.

Si iscrisse al Terz'Ordine Francescano, si legò ai seguaci di San Bernardino da Siena e di Santa Caterina e fondò il Monte di Pietà di Ferrara per soccorrere i poveri. Morì a 39 anni, per complicazioni dovute ad un parto. La sua figura, però, non ha mai smesso di assumere fascino e sfumature, anche controverse, fino ad essere associata a quella di femme fatale partecipe dei crimini di famiglia.

"Per una certa storiografia, i Borgia hanno finito per incarnare il simbolo della spietata politica machiavellica e la corruzione sessuale attribuita ai papi rinascimentali. La stessa reputazione di Lucrezia si offuscò in seguito all'accusa di incesto, rivolta da Giovanni Sforza alla famiglia della moglie, a cui si aggiunse in seguito la fama di avvelenatrice, dovuta in particolare alla tragedia omonima di Victor Hugo, musicata in seguito da Gaetano Donizetti".

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