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In Duomo il "Magnificat" di Giuseppe Pedota, da Altamura a Orvieto

lunedì 14 gennaio 2019
di Davide Pompei
In Duomo il "Magnificat" di Giuseppe Pedota, da Altamura a Orvieto

Distanti l'una dall'altra poco più di 500 chilometri, le comunità di Orvieto e Altamura sono in realtà più vicine di quanto possa apparire. Ad unirle con il suono della musica, e di pagine di storia riscoperte già nel 2012 grazie ad una visita d'istruzione sulla Rupe degli alunni delle classi terze della Scuola Secondaria Statale di Primo Grado "Saverio Mercadante", è la figura del compositore Giuseppe Pedota, nato ad Altamura il 5 maggio 1754 e morto ad Orvieto il 16 dicembre 1831.

Era giugno 2017 quando il locale Lions Club ospitava una rappresentanza del Lions Club "Jesce Murex" guidandola nella visita di luoghi legati alla presenza del maestro, a partire dall'organo della Cattedrale e l'Archivio dell'Opera del Duomo, dove sono conservati su disposizione testamentaria 170 suoi manoscritti inediti di musica sacra, gettando così le basi per un patto d'amicizia, animato dalla volontà espressa l'anno prima di coltivare un'unione nello studio di ricerca di Pedota.

A quest'ultimo, Orvieto conferì la cittadinanza onoraria e dedicò una via nelle immediate vicinanze del Duomo. La traversa di Via Maitani, dove un'altra targa ricorda che lì si educò anche il genio musicale di Luigi e Marino Mancinelli e dove, all'incrocio con Via di Maurizio, sorge la palazzina più piani dove abitò, come rivela l'architrave in pietra che reca lo stemma con il suo simbolo, quello del clavicembalo che sovrasta un piede nudo di belle proporzioni, affiancato dalle iniziali G.P.

Oltre al blasone, in Duomo – dove è sepolto – è ben visibile sul pavimento la lastra marmorea che reca la frase fatta incidere in sua memoria dall'allievo Giuseppe Frezzolini, che diventerà poi un grande cantante di opere liriche. È qui che, tra musica e fede, il Lions Club di Orvieto presieduto da Francesco Manciati con il patrocinio dell'Opera del Duomo e del Comune di Orvieto sabato 26 gennaio alle 16 invita ad assistere alla prima esecuzione, ad ingresso libero, del "Magnificat" composto da Pedota nel 1790.

Ad eseguirlo, in occasione della ricorrenza del 60esimo anniversario della fondazione del Lions Club di Orvieto, sarà la Corale Polifonica "Vox et Jubilum" della Cattedrale di Orvieto diretta dal Maestro Stefano Benini e l'Orchestra della Scuola Comunale di Musica "Adriano Casasole" diretta dal Maestro Dino Graziani che curerà la rielaborazione e l'orchestrazione completa dalla prima trascrizione e relativa pubblicazione del manoscritto curata negli anni scorsi dal Maestro Nello Catarcia.

Giudicata "un trionfo di emozioni e sensazioni, che racchiude in sé la meraviglia dell’arte e delle spiritualità", la prima assoluta dell'opera sacra si è tenuta domenica 27 maggio 2018 nella Chiesa di San Domenico della città natale, dove presso il Museo Diocesano Matronei Altamura e l'Archivio Biblioteca Museo Civico è esposta con copyright sulle immagini una foto-riproduzione della partitura originale donata dall'Opera del Duomo di Orvieto.

Uno scambio culturale rafforzato dalla sottoscrizione del gemellaggio tra club e nobilitato dalle note del capolavoro, di coro e orchestra d'archi, già diretto dal Maestro Luciano Ancona. Scorrendo il profilo biografico, si apprende che Giuseppe Fabrizio Leonardo Tommaso LoPedota, nato da una famiglia modesta modificò il cognome e nel 1806 sposò la Contessa Margherita Ravizza, con cui visse nell'allora Via del Cimbalo, fino alla dipartita della nobildonna locale avvenuta nel 1823.

Giovanissimo, si trasferì a Napoli per studiare al Conservatorio della Pietà dei Turchini, dove all’età di 18 anni ebbe l’incarico di mastricello, insegnando musica agli allievi più giovani. Aveva 24 anni quando si trasferì sulla Rupe, superando il 1° giugno 1778 il concorso per maestro di cappella del Duomo dove rimase fino a 50 anni. Di lui, non si conservano effigi, né descrizioni. Sembra che si ostinasse a portare il codino, anche se non più di moda, fino alla morte avvenuta a 77 anni.

Tra le sue opere più importanti, sono annoverate "Il Trionfo della Fede, il Miracolo del SS. Corporale di Orvieto", breve cantata a due voci composta per Papa Pio VI e dedicata sul frontespizio a Madame Ravizza, brani per la Settimana Santa, per la Notte di Natale e ancora 15 messe, Ave Maria e inni. Sull'elenco degli autori presenti nell'Archivio Capitolare Musicale del Duomo di Tivoli è registrato, infine, per quattro composizioni.

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