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Alba Rohrwacher e Gianni Zanasi all'anteprima nazionale del film "Troppa Grazia"

mercoledì 31 ottobre 2018
di Davide Pompei
Alba Rohrwacher e Gianni Zanasi all'anteprima nazionale del film "Troppa Grazia"

Il centro storico ed altre location, tra cui il Quartiere del Murialdo e il Rettorato dell'Università degli Studi della Tuscia a Viterbo. E poi l'immensa Faggeta Vetusta di Soriano nel Cimino, insieme ad alcuni scorci di Acquapendente e Tarquinia. È il Lazio che nell'estate 2017 si è fatto set per "Troppa Grazia", il film di Gianni Zanasi che arriverà nelle sale cinematografiche di tutta Italia giovedì 22 novembre. E, in anteprima nazionale, giovedì 15 novembre alle 20.45 al CineTuscia Village di Vitorchiano – le prevendite si apriranno martedì 6 novembre direttamente al botteghino e sul sito www.cinetusciavillage.it – dove sono attesi il regista, membri del cast e della troupe, e su tutti l'attrice protagonista Alba Rohrwacher che qui recita nuovamente accanto ad Elio Germano.

Nel corso della serata, a lei sarà consegnato il Premio Tuscia Terra di Cinema "Luigi Manganiello" 2018 succedendo così nell'Albo d'Oro del riconoscimento a Kim Rossi Stuart (2017), Massimiliano Bruno (2016), Greta Scarano (2015) e alla sorella regista, Alice Rohrwacher (2014) con cui oltre al cognome condivide la passione per la polvere di stelle. Selezionato alla Quinzaine des Realisateurs del Festival di Cannes 2018 dove si è aggiudicato il premio come "Miglior Film Europeo", “Troppa Grazia” ha trovato nella Tuscia una location ideale. Anche per questo, Pupkin Production e Bim Distribuzione hanno deciso di organizzare in terra viterbese l'anteprima nazionale nell'ambito del progetto di promozione del territorio "Tuscia Terra di Cinema", ideato da "Tuscia Film Fest".

Sullo schermo, il cast che arruola anche Giuseppe Battiston, Hadas Yaron, Carlotta Natoli, Thomas Trabacchi e l'esordiente Rosa Vannucci, racconta la storia di Lucia, una geometra che vive da sola con sua figlia. Mentre si arrangia tra mille difficoltà, economiche e sentimentali, il Comune le affida un controllo su un terreno scelto per costruire una grande opera architettonica. La donna nota presto che nelle mappe comunali qualcosa non va, ma per paura di perdere l’incarico decide di non dire nulla. Il giorno dopo, mentre continua il suo lavoro, viene interrotta da quella che le sembra una giovane "profuga". Lucia le offre 5 euro e riprende a lavorare. Ma la sera, nella cucina di casa sua, la rivede all’improvviso, davanti a lei.

La "profuga" la fissa e le dice: «Vai dagli uomini e dì loro di costruire una chiesa là dove ti sono apparsa...». Quasi una parabola laica. "Una commedia completamente folle", ancora più intensa di quanto lasciato intendere in fase di riprese. "Un'opera – è scritto nelle note di regia – sulla capacità di credere ancora, nonostante il nostro non essere più bambini. Di sentire, di immaginare. La Madonna del film non è quella del racconto religioso, ma la 'Madonna di Lucia', semplicemente. L’espressione schizofrenica di quella capacità di credere che è propria dell’infanzia, che Lucia ha soffocato per tanto tempo e che torna da lei giustamente molto arrabbiata".

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