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A "Umbrialibri 2018", Pino Strabioli e l'esordio letterario di Laura Morante

venerdì 14 settembre 2018
di Davide Pompei
A "Umbrialibri 2018", Pino Strabioli e l'esordio letterario di Laura Morante

La "Cura delle Idee" e l'attenzione al mondo contemporaneo nel racconto in soggettiva dello Stato Islamico visto da Gabriele Del Grande. L'anteprima di "Maestro Severino" (Belville Editore), il libro dedicato a Severino Cesari, "probabilmente il più importante editor italiano degli ultimi cinquant’anni" come annota Giacomo Papi nella prefazione. E poi il ricordo di un'intellettuale particolarmente legata all'Umbria come era Clara Sereni affidato alle parole di Walter Veltroni e Sandra Petrignani.

Un pomeriggio di poesie ad alta voce nella Peschiera dell'Orto di Sotto con Silvia Bre, Stefano Dal Bianco e Umberto Fiori, introdotti da Maria Borio. L'ironia graffiante di Selvaggia Lucarelli, l'istrionismo di Pinuccio, l'apertura ai nuovi linguaggi del web con gli youtubers Luis Sal, Leonardo Decarli e Sophia Blakee, per quattro incontri a cura di Matteo Grandi. E poi l'esordio letterario di un'icona di femminilità come Laura Morante, nelle sale cinematografiche con i film "Una storia senza nome" e "La Profezia dell'Armadillo".

A piccole dosi, proseguono le anticipazioni dal programma dell'edizione 2018 di "Umbrialibri", la rassegna editoriale promossa dalla Regione e giunta quest'anno alla sua 24esima edizione, che tornerà da venerdì 5 a domenica 7 ottobre negli spazi del Complesso Monumentale di San Pietro, a Perugia, garantendo una ricca vetrina con il meglio della produzione editoriale umbra. Ma anche presentazioni ed incontri tenuti insieme da tre idee: cura, compresenza e narrazione.

In attesa che venga ufficializzato l'intero programma, si allunga l'elenco degli ospiti. Tra questi, Giancarlo De Cataldo, Concita De Gregorio, Carlo Lucarelli, Gianni Riotta, Michele Rossi, Simona Vinci e, appunto, Laura Morante, confermata per sabato 6 ottobre alle 16 nell'Aula Magna del Complesso. A colloquio con Pino Strabioli, l'attrice di teatro prestata più volte al cinema, senza sottrarsi alla regia, presenterà la sorprendente raccolta "Brividi Immorali. Racconti e interludi", "lievi e profondi sulla vita e niente altro, con le note (musicali) in testa e in coda di Nicola Piovani", vergata con "scrittura arguta, a tratti crudele" e "ironica malinconia".

In 232 pagine, edite per la Collana "Oceani" de "La Nave di Teseo" si racconta di "famiglie, coppie in crisi, omicidi e amici: storie di verità taciute che assumono, senza volerlo, le sembianze di una bugia. Tradimenti e paure alimentati da vecchi rancori o da accadimenti fortuiti, fraintendimenti e rimpianti serbati per anni che arrivano improvvisi a scompaginare le carte, a scrivere da capo un inizio o una fine, mandando all’aria ogni morale".

Con voce non nuova alla pratica e al gusto della parola. Dall'esordio con la danza e a teatro, giovanissima, con Carmelo Bene al debutto cinematografico nel 1980 con Giuseppe Bertolucci, passando per Bernardo Bertolucci, Nanni Moretti, Gabriele Salvatores, Paolo Virzì, Gabriele Muccino, Pupi Avati resta indimenticabile e a tratti "profetica" la sua interpretazione nei panni della scrittrice Sibilla Aleramo in "Un viaggio chiamato amore", accanto a Stefano Accorsi nel ruolo del suo amante Dino Campana.

Classe 1956, toscana di Santa Fiora, Laura Morante è figlia - insieme ad altre due sorelle e sette fratelli - dello scrittore e giornalista romano Marcello e nipote di Elsa, la prima donna ad essere stata insignita del Premio Strega nel 1957 con il romanzo "L'Isola di Arturo". A lei quest'anno il Centro Sperimentale di Cinematografia ha dedicato il volume monografico "Laura Morante, in punta di piedi" (Edizione Sabinae) curato da Stefano Iachetti. Una lunga intervista che scava nel vissuto della sua famiglia, oltre che nella sua attività nella danza, nel teatro, nel cinema con scritti e testimonianze. Da Piera Degli Esposti a Carolina Crescentini, da Michele Placido a Carlo Verdone.

 

Foto: Claudio Onorati

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