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Gli Affreschi del Buon Governo tornano a splendere. Presentazione del restauro e visita

venerdì 10 agosto 2018
di Davide Pompei
Gli Affreschi del Buon Governo tornano a splendere. Presentazione del restauro e visita

A causarne il degrado, le manomissioni operate sulla parete e le sollecitazioni dovute alle numerose ristrutturazioni subite dal Palazzo Municipale, edificato nel XIII secolo, tra cui le modifiche strutturali apportate da Ippolito Scalza. Ma anche la presenza di numerose stuccature che occultavano in parte la pittura originale e strati di depositi sovrammessi.

A restituire la bellezza, gli interventi eseguiti tra marzo e giugno di quest'anno dalla restauratrice Valentina Romè. La presentazione estetica ha permesso il recupero di un’immagine unitaria, restituendo la corretta leggibilità alle superfici. Dai frammenti affiorano ora i ritratti dei magistrati, una fascia decorativa con lo stemma della famiglia Orsini e un’aquila araldica.

Testimonianza pittorica dell'antica struttura, per secoli gli Affreschi del Buon Governo situati al quarto piano, al di sopra della Sala Consiliare, nell'area occupata dagli Uffici Tecnici del Comune sono rimasti nascosti al di sotto dello scialbo. Tornati alla luce in epoca moderna, probabilmente in occasione di nuovi lavori, hanno attirato l'attenzione dello storico orvietano Pericle Perali.

Quanto oggi rimane del ciclo pittorico, in origine certamente più vasto, consiste in due porzioni di un affresco a tema civico, collocate ai lati di un arco di accesso tra il terzo e il quarto piano dell’edificio, che sono state restaurate. Resi in parte visibili con la formula del "Cantiere Aperto" già in occasione della Settimana dell'Arte, quegli affreschi trecenteschi sono tornati a splendere.

E vengono restituiti alla città giusto alla vigilia dell'antica festa del Comune in onore della Madonna Assunta, patrona della città, del contado medioevale e titolare della Cattedrale. Alla presentazione del restauro, sabato 11 agosto alle 10.30 in Comune, parteciperanno anche Giampaolo Ermini della Scuola Normale Superiore di Pisa e Renzo Chiovelli della Sapienza Università di Roma.

Gli studi in corso sul dipinto murale, testimonianza della decorazione originale della Sala Udienze dell’antica sede, ne orientano la cronologia verso l’ultimo quarto del XIII secolo. Tra la seconda metà del '200 e l’inizio del secolo successivo diversi rappresentanti della potente famiglia romana degli Orsini ricoprirono l’incarico di podestà di Orvieto o di Capitano del Popolo.

Per questa relazione, viene avanzata l’ipotesi di un modello romano alla base delle scelte iconografiche e stilistiche del ciclo orvietano che, secondo gli studiosi, costituisce "una straordinaria testimonianza delle lotte combattute a colpi d’immagine e di parole iscritte come sostegno alla conquista di spazi politici e/o territoriali e al rafforzamento del potere".

Al momento divulgativo, farà seguito la visita vera e propria agli affreschi. "Lo scopo – spiega l'assessore alla cultura Alessandra Cannistrànon è solo conoscere l’opera e la sua importanza storico-artistica ma anche rilanciare ‘Art Bonus’ come progetto di comunità che può avere successo esclusivamente attraverso il coinvolgimento e la responsabilizzazione della città.

Imprese ma soprattutto privati cittadini possono contribuire e alimentare direttamente e con estrema facilità il fundraising per i beni e luoghi che hanno a cuore. Il restauro degli affreschi è stato sostenuto dall'Amministrazione Comunale con l’obiettivo di stimolare l’intervento privato su questo e altri progetti ‘Art Bonus’ già inseriti e da proporre ex novo".

Tra questi, c'è anche l’intervento di restauro del Portico della Collegiata di Sant’Andrea. In ballo, il rifacimento della copertura, della gronda e l’applicazione di sistemi di dissuasione antipiccione, oltre al ripristino del fregio composto dalle antefisse in cotto e il restauro dei medaglioni sottostanti realizzati da Ilario Ciaurro nel 1928/29 in occasione del recupero integrale della chiesa.

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