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Una Via Crucis ultracinquantenne accende di suggestione Castel Viscardo

giovedì 29 marzo 2018
di Veronica Lupi
Una Via Crucis ultracinquantenne accende di suggestione Castel Viscardo

In occasione del Venerdì Santo, sono molti i paesi dell'Orvietano che si preparano alla festività della Pasqua rievocando la Passione di Cristo con processioni particolari, che permettono ai fedeli di entrare meglio nello spirito di queste giornate grazie all’utilizzo di costumi e ricreando atmosfere caratteristiche. Tra queste ha un notevole risalto quella che si svolge a Castel Viscardo, che quest’anno raggiunge la sua 53esima edizione. Infatti sin dal 1966, la Pro Loco del paese si è sempre impegnata a portare avanti questa tradizione, che in quanto tale, occupa attivamente tutti gli abitanti. Da subito è stata molto apprezzata dai paesani che si sono preoccupati personalmente degli acquisti dei materiali necessari per il corteo storico che avrebbe affiancato quello religioso.

Dai registri di quegli anni si nota che le spese di oggetti importanti e indispensabili per la processione sono state effettuate dai castellesi: Vittorio Ceccarelli si occupò dei sandali dei figuranti, Luciano Borri delle spade romane, Domenico Brozzi delle illuminazioni per le croci e Vito Marricchi e Dante Femminelli finanziarono altri forniture.
Visto il successo riscontrato già dal primo anno, in quello seguente la preoccupazione fu di ampliare l’evento con l’incremento di nuovi gruppi di partecipanti. Le modifiche procedettero fino al 1971 e in questo arco di tempo il paese ha sempre contribuito alla sua realizzazione. Ancora oggi si utilizzano, per quanto sia possibile, i materiali acquistati in passato.

Come ogni anno, anche venerdì 30 marzo la processione inizierà alle ore 21 presso la Chiesa di SS. Maria Annunziata e proseguirà poi lungo le vie del paese con una fiaccolata. Tra i vari figuranti si vedranno sicuramente Gesù e i ladroni che portano le croci, le tre Marie e le Pie donne, la Veronica, gli Apostoli, i centurioni romani, i bambini portatori dei simboli, Caifa e Pilato. Sfileranno anche tre croci luminose, il Sepolcro di Cristo e la statua di Maria Addolorata portati da castellesi di tutte le età. Dallo scorso anno la liturgia si conclude con il tipico canto della “Desolata”, intonato dal coro parrocchiale e con il tradizionale bacio alla Croce. Negli ultimi anni è evidente una notevole partecipazione dei giovani del paese poiché coinvolti in prima persona sia nella parrocchia, sia nella Pro Loco.

 

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