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"I predatori dell'arte e il patrimonio ritrovato. Le storie del recupero" al Museo della Navigazione

giovedì 18 maggio 2017
di Davide Pompei
"I predatori dell'arte e il patrimonio ritrovato. Le storie del recupero" al Museo della Navigazione

Per anni, hanno monitorato il fenomeno degli scavi clandestini e il traffico illecito di reperti archeologici, in stretta collaborazione con l’Autorità Giudiziaria e con le Forze dell’Ordine. Una sinergia che, a partire dal 1995, ha consentito di dare inizio ad "un piano di rintracciamento delle antichità esportate illegalmente, grazie al quale sono stati raggiunti risultati straordinari, è stato inflitto un duro colpo alle organizzazioni criminali ed è stato favorito il ritorno in Italia di molti importanti reperti archeologici".

Del lavoro fin qui compiuto e dell’importanza di arginare il triste fenomeno dello scavo clandestino che ha letteralmente devastato intere, importanti aree archeologiche – tra cui le grandi quelle funerarie poste nel territorio di Capodimonte, sede dell’antica Bisenzio, in cui ancora oggi la ricerca archeologica è "costretta a confrontarsi con questa realtà che rallenta e spesso rende vani gli sforzi di ricostruzione scientifica dei contesti in esame" – parlerà sabato 20 maggio alle 17 al Museo della Navigazione nelle Acque Interne, Daniela Rizzo, che coadiuvata da Maurizio Pellegrini, dirige dal 1985 l’Ufficio Sequestri della Soprintendenza.

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"I predatori dell’arte e il patrimonio ritrovato. Le storie del recupero" è il titolo della conferenza e - prima ancora della mostra allestita nel 2012 al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma e nelle aree più colpite dagli scavi clandestini - che vedrà i due archeologi, funzionari della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Roma, la provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale. La conferenza è ad ingresso libero e gratuito, l'apertura della Sala Convegni del Museo sarà alle 16.45.

In locandina, l'antefissa etrusca con Sileno e Menade danzanti dei primi anni del V secolo a.C., tornata in Italia dal J. Paul Getty Museum di Malibu e trovata, insieme ad altre due antefisse gemelle vendute a musei europei e non ancora restituite, in scavi clandestini operati in Italia centrale. Per quanto riguarda il Museo della Navigazione, invece, da circa un mese è disponibile la relativa guida per iPhone e iPad, scaricabile gratuitamente a questo link.

La guida è in italiano e in inglese ed è stata realizzata per le Blue Lion Guides dalla società francese Mobile Itineraries Sarl che produce numerosi contenuti per il turismo e la cultura, in particolare per i musei e le istituzioni culturali. I testi sono della dottoressa Caterina Pisu, direttrice del Museo della Navigazione, con un contributo della professoressa Felicita Menghini, studiosa di storia farnesiana, dedicato all’Isola Bisentina e alla sua storia.

"Il Museo della Navigazione – sottolineano – è il terzo museo italiano che è stato incluso nelle Blue Lion Guides: negli anni scorsi erano state realizzate altre due app per il Museo delle Maschere di Mamoiada (NU) e per il Civico Museo Setificio Monti di Abbadia Lariana (LC). Grazie ad Antonio Ca’ Zorzi, fondatore e Chief Executive Officer della Blue Lion Guides/Mobile Itineraries SARL, che ci ha generosamente offerto questo utilissimo servizio".

Per ulteriori informazioni:
www.museocapodimonte.com
339.1364151 – museo.capodimonte@gmail.com

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