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Canti contadini, balli sull'aia e sapori della tradizione per la XIII Festa della Trebbiatura

venerdì 15 luglio 2016
di Davide Pompei
Canti contadini, balli sull'aia e sapori della tradizione per la XIII Festa della Trebbiatura

Gesti antichi che, rievocati in tempi moderni, conservano il fascino della festa di mezza estate. In omaggio alla tradizione contadina, ai suoi ritmi e ai suoi riti. Quelli legati alla terra, da rispettare e coltivare, con sudore e dignità. Quelli di una storia, non troppo lontana, da tramandare insieme a giochi popolari e nenie che, intonate, alleggeriscono la fatica del lavoro, il rumore incessante del trattore e quello assordante della sirena che segna il raggiungimento dei cento quintali.

Un taglio con il falcetto alle messi che biondeggiano. E la battitura della fascina di grano per poi conciarlo, dopo aver separato la paglia dalla granella. Operazioni che, anche lontane da suggestioni di maniera, si rinnovano ancora un po' in tutto il territorio ma che, nel fine settimana, a Castiglione in Teverina, trovano risalto in occasione della "Festa della Trebbiatura". Manifestazione, alla sua edizione numero 13, organizzata dal Comitato Festeggiamenti SS. Crocifisso, classi 1967-1987, in collaborazione con l'associazione turistica Pro Loco e con il patrocinio del Comune.

"Un evento tradizionale – sottolinea il sindaco di Castiglione in Teverina Mirco Luziche, edizione dopo edizione, non manca di riscuotere sempre maggiore successo nella rievocazione genuina per ricordare l'antica tradizione contadina della mietitura e della trebbiatura". Riti aggregativi e inter-generazionali, osserverebbero i sociologi guardando all'attitudine a coinvolgere nelle diverse mansioni un gran numero di persone. Compresi i bambini che partecipavano, preparando il filo di ferro utilizzato per legare le balle di paglia durante la pressatura.

"I giorni della trebbiatura – ricordano gli organizzatori – erano caratterizzati dal lavoro intenso che iniziava al mattino per terminare la sera. Era un momento importante nella vita contadina visto che il grano rappresentava uno dei beni prioritari, ma c'era anche lo spazio per molta allegria: durante il lavoro venivano consumati tanti litri di vino, sia per lenire il fastidio della polvere che per vincere il caldo".

Largo, allora, anche ai sapori che per due sere imbandiscono la tavolata con i cibi della trebbiatura. Dall'antipasto tradizionale con panzanella alla pasta con il ragù di rigaglie o all'arrabbiata. Dall'anatra arrosto alla carne alla brace, fino ai dolci. E vino a fiumi. La gara di briscola a coppie apre sabato 16 luglio alle 15 al Museo del Vino e delle Scienze Agroalimentari il pomeriggio scandito dalla carratura delle gregne di grano e arricchito alle 18.30 dall'esibizione della Compagnia delle Lavandaie della Tuscia, anteprima integrale del nuovo spettacolo "Tre concate da lavà", che, in linea con l'originale formula delle lavate-cantate creata dal gruppo propone altre conte, filastrocche, nenie, giochi mimati e cantati della tradizione orale regionale rigorosamente appresi a memoria, senza l'ausilio di spartiti o testi scritti.

"La partecipazione alla manifestazione - spiega Simonetta Chiaretti, direttrice e fondatrice dell'originale gruppo di donne - apre una stagione di grandi novità, coerenti con il progetto di recupero delle tradizioni popolari del Club per l'UNESCO Viterbo Tuscia. L'abbraccio corale che si ripete ogni volta ci dà la consapevolezza della stima e dell'affetto di cui godiamo e ci sprona ad andare avanti migliorandoci sempre. Tra poche settimane sarà pronto il nostro nuovo abbigliamento, ispirato alle lavandaie della seconda metà dell'Ottocento, un guardaroba semplice, confezionato con tessuti naturali ed arricchito da varianti ed elementi particolari. L'altra novità del 2016 è poi l'uscita, ormai imminente, del libro-CD che raccoglie parole, immagini e voci di noi lavandaie".

E se la serata è allietata dalla musica di Leonardo Primi, nel pomeriggio di domenica 17 luglio, invece, in Piazza Maggiore si rinnova lo spettacolo dei falconieri con la Valle dei Calanchi, da un lato, e la Valle del Tevere, dall'altro, a far da cornice. A seguire, le note di Vincenzo Bencini in Piazza del Poggetto, dove ha sede il MUVIS, trasformata in una grande aia contadina dove far festa e, tra sapori, balli e canti, scrollarsi di dosso le fatiche del giorno. Ora, come allora.

Per ulteriori informazioni e prenotazioni:
348.0306158

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