editoriale

Il mio ricordo di Adriano Casasole

lunedì 18 agosto 2003
di Antonio Bergami
Nei tempi in cui viviamo,caratterizzati da veloci trasformazioni in tutti i settori del nostro vivere quotidiano,talmente veloci che fatichiamo a riconoscere vero oggi ciò che lo sembrava ieri,fare appello alla memoria storica diviene importante per rimanere radicati ai valori essenziali,non smarrirsi in un inquieto presente e poter contribuire a costruire un futuro migliore.

Ho avuto modo di leggere in questi giorni un articolo on-line in ricordo ed in memoria di Adriano Casasole di Giulio Ladi ed un altro articolo di Filippo Belisario,responsabile del W.W.F.,che,pur ad altri aspetti della vita della città dedicato,rifacendosi all'articolo di Ladi,in un passaggio, a mio avviso ,in modo molto appropriato, si pone dei quesiti molto veri e profondi sulla scomparsa di un uomo come Adriano e sulla rimozione collettiva,che la città ha operato sulla sua figura.

Vorrei anche io dare un mio breve contributo a rafforzare la memoria storica di quella bella parentesi che la vita,l'impegno civile e sociale di Adriano,nonchè la sua cultura hanno rappresentato per Orvieto. L'ho profondamente stimato per i suoi pregi e per i suoi difetti umani.In un tempo in cui la costante fuga dal senso di colpa collettivo ed individuale,per correr dietro a valori e miti inconsistenti,caratterizza il nostro funzionamento sociale ed individuale,ricordare Adriano è importante per Orvieto e non solo.

Di Adriano è importante ricordare oggi la sua concezione "etica"della politica,che poneva la questione morale quale fulcro dell'agire politico.Come non ricordare le sue stesse parole? -"Fare politica in modo appassionato ed impegnato senza considerarla nè un mestiere nè un fatto totalizzante ma,se mai,uno "strumento"per quella "liberazione individuale e collettiva"che alle soglie del 2000 costituisce ancora l'obiettivo primario ed irrinunciabile di ogni fautore della libertà, della democrazia e del progresso".
-
"...Per questo pratico una politica che è innanzitutto gusto della battaglia delle idee,passione profonda e semplice insieme per la mia gente e la città di Orvieto,voglia di cambiare il mondo,desiderio di esperienze umane ricche e piene di solidarietà (contro la politica del "cuore duro" che non lascia spazio ai sentimenti ,sento l'esigenza di ridare peso e spazio alla politica che si rifà alle ragioni del cuore e punta alla mente e all'animo della gente)".

-"...Guai a far finire il regno dell'utopia.Comincia quello del potere...e del denaro.La questione morale è una questione di fondo. C'è una valenza etica della politica un pò trascurata,da recuperare in pieno.Se la politica,se l'esercizio del potere non ha dei fini,nel concetto di pragmatismo può entrare di tutto,può rappresentare un segno di grave deperimento della sostanza morale della politica. Bisogna avere degli scopi,obiettivi precisi; se questi vengono a mancare, se la politica vive solo per il potere,allora essa impazzisce,si avvita in un girone infernale...

Recuperare questa capacità di fare politica,darsi degli scopi, migliorare anche noi stessi. Evitare di far prevalere le ragioni di partito. Rilanciare l'idea della politica come fatto comune,che riguarda tutti, come impegno per la collettività. Non si deve governare ad ogni costo."

Non una parola di più per ricordare Adriano Casasole. Bastano le sue,che in vita ha tradotto in fatti ed azioni concrete,e credo anche che in queste idee e valori stia il senso profondo della sua fine tragica.

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