editoriale

L'articolo 18 ed il suicidio della sinistra ufficiale.

mercoledì 18 giugno 2003
di Fausto Cerulli
Referendum. Un'altra sconfitta così e conquistiamo il Palazzo d' Inverno. Una consultazione cosiddetta democratica, nascosta dai mezzi di informazione, travisata da una sinistra già pronta all'inciucio, che è arrivata al punto di dire che tutto si sarebbe risolto in via legislativa, facendo finta di non sapere che le leggi le fa la maggioranza, e che l'attuale maggioranza ha già pronto un progetto di legge per affossare definitivamente l'intero art. 18.

Una consultazione premeditatamente fissata in una data impossibile ed impraticabile, con tanto di Gazzetta Ufficiale che portava scritto, per dire il contenuto del referendum, " abolizione dell'art. 18". Una consultazione disertata dalla Margherita per non scontentare i padroni, e dalla incredibile direzione dei ds per non scontentare la Margherita. Con un Cofferati che era per il referendum e poi ne ha detto tutto il male possibile, coprendo la sua vergogna con la candidatura a sindaco di Bologna, tanto per fare rima. Con un movimento per il no che, non sapendo spiegare il motivo del no, ha scelto di non movimentarsi e di predicare l'astensione: sapendo che se si fosse raggiunto il quorum, i voti per il sì avrebbero seppellito i no. Questo il quadro, agghiacciante.

Eppure in questo quadro si è mosso il 25% degli italiani, ed ha detto sì con una maggioranza schiacciante, seppure schiacciata dalle legge oscena del quorum. In base alla quale chi esercita il diritto civile di voto, vede questo diritto azzerato da chi preferisce a craxiana memoria andare al mare.

Chiediamoci chi è andato a votare. Secondo me è andato a votare il cosiddetto zoccolo duro della sinistra, quella sinistra che si è rotta le palle di Fassino Cicogna e di Prodi Mortadella. E' andata a votare la sinistra antagonista. Quella che crede ancora alla bandiera rossa, ad un mondo diverso, ai padroni di tutte le stazze strangolati con le budella dei preti di tutte le razze. E' andato a votare il comunismo sopravvissuto, e il futuro del comunismo.

Un italiano su quattro, compagni: un 25% che neppure ai tempi di Berlinguer. E diciamolo francamente: chi è andato a votare ed a votare sì, sapeva che il quorum era una chimera, ma è andato a votare lo stesso per dare uno schiaffo in faccia a Berlusconi, ed ai suoi compagni di merenda ufficiali. Per prendere le distanze da una sinistra ufficiale ed ufficiosa incapace di organizzare un minimo di opposizione decente.

Un italiano su quattro per dire che la sinistra antagonista esiste, e che è l'unica di cui il regime Berlusconian- Prodiano ha ancora una residuale paura. Perché, da sempre, il capitalismo ha paura dei suoi nemici reali, mentre apparecchia la tavola per l'opposizione di Sua Maestà.

E spiace che Bertinotti, divenuto il contabile della sinistra, abbia gridato alla sconfitta. Negandosi con ciò la possibilità di essere un dirigente affidabile di quella sinistra antagonista che forse gli fa paura.

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