editoriale

A cosa č servito pubblicare quei nomi?

martedì 10 dicembre 2002
di Carlo Brunetti
Quanto accaduto ad Orvieto il cinque dicembre mi ha lasciato un sensazione di tristezza ed in un certo senso anche di doloroso vuoto.Ventisei giovani arrestati nel nostro comprensorio sono tanti, decisamente troppi.
Comunque non č di questo che voglio parlare, giŕ tante parole sono state dette e scritte intorno a questi fatti e sicuramente altre analisi e altre parole seguiranno.

Voglio bensě riflettere sulla tutela del privato, che anche in questo caso, come in moltissimi altri in Italia, č stata sacrificata per il sensazionalismo.
Quell’elenco di nomi e cognomi pubblicati l’ho trovato di cattivo gusto, come di cattivo gusto sono sempre i nomi ed i cognomi dati in pasto all’opinione pubblica prima ancora che gli organi giudiziari si siano pronunciati in merito. Un arresto non equivale ad una certezza di colpevolezza, ma quegli elenchi, pubblicati da alcuni quotidiani, sembrano giŕ sentenze, hanno l’aria di una gogna pubblica.
Quante volte č giŕ accaduto che la notizia di qualche arresto eccellente č stata data a gran voce e del successivo proscioglimento nessuno ha detto nulla.
Mai come in questi casi il privato dovrebbe essere tutelato e rispettato.

Pubblicare quegli elenchi č qualcosa che non c’entra nulla con il diritto/dovere di informare, non č un servizio alla comunitŕ dei lettori, č bensě un’ulteriore ferita a famiglie giŕ colpite duramente.
Il silenzio su quei nomi non avrebbe certo significato tacere dell’operazione delle forze dell’ordine né non sottolineare con la dovuta efficacia la gravitŕ dei fatti.

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