editoriale

Sui rifiuti di Napoli basta col terrorismo politico

venerdì 22 novembre 2002
di Bruno Materazzo
Ho sempre affermato che non affrontare i problemi, cercare di nasconderli, o farli risolvere da altri, è il modo peggiore di governare. Sindaco, Giunta, Consiglieri Comunali di Orvieto, al di la delle differenze politiche, hanno sempre affrontato serenamente, ma con fermezza e competenza tutte le questioni orvietane.

Anche l’argomento di ieri sera - proroga dell’accordo di programma fra Regione Campania e Regione Umbria per lo smaltimento presso la discarica delle “Crete” di Orvieto di rifiuti provenienti da Napoli e comuni limitrofi - va verso questa linea. Merito dei consiglieri di opposizione che hanno richiesto la convocazione del consiglio, merito dei consiglieri di maggioranza e dell’Ufficio di Presidenza che hanno accolto l’invito e anzi, hanno aperto il dibattito invitando le istituzioni pubbliche a livello di sindaci del comprensorio, la Provincia di Terni, la Regione Umbria, con la presenza qualificata degli Assessori all’ambiente.

Superando il piccolo incidente procedurale, che mi ha impedito di parlare come capogruppo (dovuto anche ad accordi non chiariti prima con la Presidenza) ritengo che sia mio dovere intervenire sull’argomento, anche perché ho sentito frasi ed argomentazioni che nulla hanno a che fare con il confronto politico sulle idee e sui programmi, anzi hanno rasentato un livello che io chiamo “terrorismo politico”.

Il rifiuto è un prodotto di questa nostra civiltà dei consumi e che parimenti ad altre forme di inquinamento e degrado ambientale va gestito e governato per impedire che altri (malavita ecc.) ne facciano un affare legato al solo profitto economico. Sono convinto che ben altra discussione avremmo fatto in C.C. se, anzichè avere un impianto all’avanguardia nel trattamento dei rifiuti, avremmo dovuto parlare di discariche abusive, di fiumi e fossi coperti di immondizie.

La presenza in Consiglio dell’ assessore regionale Monelli e dell’assessore provinciale Pelini ha dimostrato l’interesse che le istituzioni a livello più alto hanno nei confronti del tema rifiuti Le prospettive di tariffe uniche di smaltimento più alte di quelle attualmente praticate a seguito dell’entrata in vigore degli A.T.O. regionali preoccupa tutti i sindaci del comprensorio orvietano che smaltiscono a prezzi agevolati rispetto a tariffe normali.

Io mi unisco alla loro preoccupazione perché questo porterà alla lievitazione dei costi di smaltimento e i bilanci comunali, già tartassati da una finanziaria che si preannuncia di lacrime e sangue per gli Enti Locali, salteranno, con tutta una serie di conseguenze sui servizi resi al cittadino utente. Perché dobbiamo nascondere il fatto, che grazie alla lungimiranza di amministratori che ci hanno preceduto, dallo smaltimento e dalla discarica c’è anche un ritorno economico?

Il comune di Orvieto ci guadagna per l’impatto ambientale, i comuni del comprensorio ci guadagnano grazie a tariffe agevolate e il sistema tutto aveva trovato un equilibrio economico-gestionale che permetteva di guardare con relativa tranquillità al problema della gestione dei rifiuti. Poi tutto è saltato per logiche, alcune giuste, ma che altre nulla hanno a che vedere con una sana gestione dei problemi ambientali.

L’impianto e il sistema delle “Crete” è costato miliardi, con costi sostenuti anche dal comune di Orvieto e trovarsi quasi all’improvviso fuori dal mercato dei rifiuti ha creato preoccupazione e ingenerato una sorta di “legittima difesa” per difendere i livelli economici ed occupazionali di questa industria, perché di attività industriale si tratta. Parlavo prima di “terrorismo politico” e ieri sera ha sentito qualche frase che aveva questa valenza.

Colleghi consiglieri, penso e credo che non si fa opposizione generando paure inesistenti e giocando sulla gente con notizie e informazioni false. Perché ci riempiamo tutti la bocca dei presunti pericoli che possono venire dalla discarica e per esempio non parliamo dell’inquinamento da smog, che provoca migliaia di morti all’anno? Perché non parliamo dei prodotti nocivi che vengono usati in agricoltura anche qui con conseguenze disastrose per la nostra salute?

Perché non parliamo di fumo passivo, perché non parliamo di prodotti geneticamente modificati? Come ha detto il Sindaco Cimicchi, una città che vuole essere all’avanguardia nella qualità della vita deve saper gestire al meglio tutto il sistema dei propri servizi. Orvieto ci sta riuscendo con attività e servizi individuali e collettivi di prim’ordine. Nel sociale, nell’istruzione, nel tempo libero, nelle attività economiche, nella cultura, nell’ambiente, nella tutela e nella salvaguardia del territorio, nella valorizzazione delle nostre risorse storiche, artistiche, dei prodotti agroalimentari, della politica dei grandi eventi siamo ormai ad un livello di eccellenza e tutti dobbiamo contribuire a valorizzare queste cose.

Purtroppo per qualche consigliere di opposizione e qualche presunto “libero pensatore” fare politica non è confrontarsi su come migliorare il nostro sistema di vita, fare politica è sfasciare, denigrare, giocare sulle paure della gente, giocare sulla falsa informazione. Altre occasioni di confronto ci saranno su tante questioni importanti per Orvieto, perché questa Amministrazione non vuole assolutamente chiudersi, anzi ha fatto della trasparenza amministrativa e politica uno dei punti di forza. Spero che con altrettanta trasparenza politica e amministrativa Regione dell’Umbria, Provincia di Terni, Istituzioni locali, guardino alla città di Orvieto come un territorio che ha dignità, che chiede rispetto per le sue scelte politiche e che ha un ruolo importantissimo nel panorama nazionale e mondiale.

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