editoriale

Caro Alex, ogni volta che entreremo in campo ti penseremo

mercoledì 16 ottobre 2002
di Marco Conticelli
Caro Alex, perché hai sospeso la tua partita prima della fine? Perché stavolta non hai concesso un recupero lungo come doveva essere la tua vita? Perché ci hai lasciato qui, arbitri di una gara difficile, rognosa, meravigliosa come č la vita? Non ti preoccupare, la portiamo noi a termine la tua partita ogni volta che entreremo in campo pensando a te, alla tua semplicitŕ, al tuo sorriso, alla tua dolcezza.

Ti ricordo giovanissimo quando, in punta di piedi, entrasti nella nostra Sezione; eri timido, paffutello quando muovevi i primi passi da arbitro, fiero di indossare una divisa che a quei tempi, sinceramente, ti stringeva un pochino. I nostri consigli non ti hanno mai lasciato indifferente, li hai ascoltati e messi in pratica sui terreni di giuoco; capimmo presto, insieme a Giampaolo, che dentro il tuo modo di essere c’era la volontŕ di apprendere, di diventare un arbitro in gamba. Mi consola il pensiero di essere stato io a proporti per il gran salto nei campionati regionali; intravvedevo delle qualitŕ che non hai avuto il tempo di esprimere pienamente, ti vedevo, oggi, ancora piů determinato nel voler far bene.

Era bello sentirti la domenica sera al telefono raccontarmi la tua prestazione, di come l’Osservatore ti aveva visto, di quello che ti aveva detto. Ogni volta che la domenica sera squillerŕ il mio telefono immaginerň che dall’altra parte ci sei tu. Non ti dimenticherň.

Marco, il tuo Presidente .

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