editoriale

Gli espropri stalinisti e l'incredibile ostracismo verso gli "stranieri"

venerdì 12 luglio 2002
di Stefano Moretti
Ho condiviso con Mario Fortinelli un lungo periodo di impegno amministrativo e conosco le sue capacità intellettive e politiche. Non avendo notato un deciso e convinto sostegno alla sua azione contro quello che egli reputa un altro esempio di mala gestio della sinistra locale, mi sembra giusto, per parte mia e socialista, esprimere una condivisione assoluta per la battaglia che sta portando avanti contro la giunta comunale di Fabro ed il Consorzio Crescendo.

I motivi di diritto sostanziale mi pare sussistano tutti e difficilmente il Tribunale Amministrativo adito potrà rigettare come infondata la tesi per la quale un terreno che pare valga euro 20 al metro quadro per l'Agenzia delle Entrate, euro 17 per il Comune di Fabro ai fini ICI, venga invece apprezzato dallo stesso Ente in euro 6 ai fini dell'esproprio.

Ma oltre l'evidente incongruenza in termini di leicità dell'atto,ciò che appare più grave ancora,è l'argomentazione in puro stile stalinista degli esponenti della ricordata giunta e maggioranza comunale, i quali affermano pubblicamente, reiteratamente e senza tema di smentita, che tutta l'operazione si motiva nel poter consentire l'acquisto a prezzi onesti dei terreni da parte degli artigiani. Oddio! e chi stabilisce l'onestà del prezzo?

La tessera neo o post comunista di costoro o non invece il mercato, la domanda e l'offerta, la libera contrattazione delle parti? Che teste! Infine, l'ostracismo; caro Mario, tu sei nato ad Orvieto e non a Fabro come io a Sangemini e non a Monteleone e siamo pertanto come profughi curdi senza documenti, identità, linguaggio e cultura.

Questa ennesima e grande dimostrazione di solidarismo alla comunista dei nostri girotondosti di campagna, la stessa che riempie gli stadii per i grandi concerti a favore del terzo mondo, come vedi non ci riguarda. Io e mio fratello Paolo, già Sindaco di Monteleone d'Orvieto, abbiamo ricevuto nell'ormai lontano 1986, oltre all'esplicito invito di andare via da quel piccolo paese dell'orvietano, anche ripetute minaccie di morte, in quello stesso Monteleone che dopo i socialisti ha visto e sopportato le cose più indegne, ridicole e dannose che mai pubblica amministrazione potesse concepire.

Ti siamo pertanto vicini, compagno profugo senza diritto all'accoglienza in patria, convinti che la loro bestialità sia,nell'Europa democratica dei popoli, uno degli ultimi ritardi sulla strada di una compiuta civiltà politica.

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