economia

"Per l'Orvietano è tempo di puntare anche sull'ecoturismo"

martedì 6 agosto 2019
"Per l'Orvietano è tempo di puntare anche sull'ecoturismo"

Il periodo estivo è sicuramente una bella vetrina per l’intera area orvietana, che trova nel turismo uno dei suoi principali motori di sviluppo. Risorsa che però dovrebbe essere maggiormente valorizzata attraverso progetti da condividere con i vari comuni del comprensorio e i soggetti interessati.

"Questo - suggerisce Angelo Manzotti, coordinatore dell’Area Sindacale Territoriale Cisl Terni-Orvieto - per riuscire a superare quel turismo mordi e fuggi che non crea la ricchezza sperata e non permette al visitatore di vivere a pieno una realtà che invece ha grandi potenzialità da molteplici punti di vista. 

Mi riferisco a settori più tradizionali, che comunque rimangono volano di sviluppo, come quello agro-alimentale che vede nel vino, olio, tartufo e zafferano dei cardini fondamentali della produzione e della buona cucina orvietana e umbra. C’è poi quello religioso e quello di degli estimatori delle bellezze paesaggistiche, storiche, artistiche e architettoniche".

Orvieto e i comuni dell’Orvietano offrono tutto questo che, in un processo rigenerativo, trova linfa vitale nell'approccio slow. "Una scelta - prosegue Manzotti - che, se adottata da chi decide di trascorrere del tempo in questi luoghi ricchi di storia e suggestioni, può assumere i contorni dell'esperienza di vita, strumento di crescita personale. 

E proprio partendo da questo approccio, dalla conoscenza del territorio e della sua più intima vocazione, dal desiderio di studiare, ammirare e apprezzare gli scenari offerti, arricchiti dalla caratteristica flora e fauna, l’orvietano dovrebbe iniziare a sviluppare anche l’ecoturismo (la paternità del termine si fa risalire all’architetto messicano Hector Ceballos-Lascurain e nel 2002, superando il concetto di semplice turismo ecologico, si è arrivati a intrecciarlo con quello di rispetto della comunità locale, ndr), che l’anno scorso ha portato in Umbria circa 800 mila persone.

Questa nuova forma di viaggio è sicuramente quella da prediligere perché più rispettosa del contesto e dell’armonia persona-ambiente. Una sostenibilità che deve essere ricercata non solo nel mondo della produzione ma anche in quella di viaggiare. Un approccio da trasmettere e condividere con le nuove generazioni".

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