economia

Acquisto Cassa di Risparmio, i sindacati frenano l'entusiasmo

martedì 18 giugno 2019
Acquisto Cassa di Risparmio, i sindacati frenano l'entusiasmo

La presentazione da parte del fondo di investimenti "Sri Group" di un’offerta vincolante per l’acquisto della quota di maggioranza della Cassa di Risparmio di Orvieto, ad oggi in mano alla Banca Popolari di Bari, fa esprimere ai rappresentanti dei lavoratori della CRO S.p.A. "forte preoccupazione per le ricadute che, se portata a termine, l'operazione potrebbe avere sul livello dei servizi bancari resi al territorio e sui livelli occupazionali".

"Forte - spiegano in una nota congiunta RR. SS. AA. Fabi, First Cisl, Fisac Cgil - è, infatti, il timore che, dietro l’operazione vi siano disegni finanziari di corto respiro privi di concreti progetti di ristrutturazione e rilancio della Cassa a livello industriale con le conseguenze più negative per i lavoratori, per i soggetti economici locali e per la collettività tutta.

Ci aspettiamo che nei prossimi giorni su tale vicenda vengano fatti gli opportuni approfondimenti e che vengano date delucidazioni a tutti i soggetti coinvolti, rappresentanti dei lavoratori compresi, e che le autorità politiche, locali e nazionali, vigilino, in uno con il Socio di minoranza e la Banca d’Italia, per appurare natura e finalità di detta annunciata operazione di acquisto che tanto peso avrà sul futuro della Cassa di Risparmio di Orvieto S.p.A. e su quello di tutta la città.

Chiediamo pertanto a tutte le forze politiche del Territorio ed alla stessa Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto una presa di posizione pubblica per evitare speculazioni, sociali e finanziarie, a danno della nostra comunità".

"L'offerta vincolate di acquisto presentata dalla Sri Group, con sede a Londra, per rilevare dalla Banca Popolare di Bari, la quota di maggioranza della Cassa di Risparmio Orvieto - rimarca Fisac Cgil - sarebbe di circa di 65 milioni di euro, molto più alta rispetto a quanto a suo tempo offerto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto, socio di minoranza della Cassa, che stava lavorando per trovare un partner bancario in grado di rilanciare l’istituto.

La Fisac Cgil dell'Umbria esprime perplessità in ordine alla mancanza di un chiaro piano industriale e preoccupazione rispetto alle conseguenze, rivolgendo l’esortazione alle Istituzioni locali a partire dal Comune di Orvieto affinché si adoperino per la salvaguardia della Cassa.

Questa operazione al di là di quanto viene decantato sul rilancio della Cassa di Risparmio di Orvieto presenta aspetti preoccupanti, poiché il soggetto offerente non ci risulta vantare esperienze nella gestione di banche Retail. Temiamo che dietro l’operazione vi siano disegni finanziari di corto respiro che possano compromettere il delicato equilibrio del territorio già provato pesantemente da anni crisi economica.

Chiediamo quindi alle Istituzioni di Vigilanza, ed in particolare alla Banca d'Italia, di valutare il piano industriale che le verrà sottoposto, alla luce dei dubbi espressi puntando alla salvaguardia dei livelli occupazionali. Auspichiamo il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali affinché si possa valutare ogni possibile azione per mantenere alta l'attenzione e fare chiarezza su tutti gli aspetti".

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