economia

"Più Pilo per tutti". Italia Nostra: "Non è così che si promuove Orvieto"

giovedì 12 aprile 2018
"Più Pilo per tutti". Italia Nostra: "Non è così che si promuove Orvieto"

"Il bricolage è una bella cosa, aiuta a liberarsi dallo stress e a fare qualcosa di utile se confinato nell’ambito casalingo. Inutile dire che se applicato al marketing di una città, e all’immagine di una città, assume tutto un altro significato. Spesso dannoso. È quanto avvenuto con la ‘trovata’ 'Più Pilo Per Tutti partorita da un gruppetto di commercianti orvietani, che per promuovere le proprie attività hanno inteso rifarsi, pur modificandola, alla famosa battuta del comico Antonio Albanese. Mentre Albanese ha inteso stigmatizzare la degenerazione dei politici, almeno di alcuni, la battuta, in virtù del livello culturale attuale, è stata recepita, anche dai nostri volenterosi commercianti, come una sorta di riferimento, di leitmotiv.

Se qualcuno potrà dire, a ragione o a torto, che di più Pilo o Pilu, c’è sempre bisogno, è evidente che non ci si dovrebbe veicolare l’immagine di Orvieto, almeno per rispetto della storia della città e dei suoi abitanti. Orvieto non ha bisogno di più Pilo ma di riappropriarsi della propria vita quotidiana (oggi tema fondamentale per attirare turisti) e lo potrà fare soltanto se i suoi cittadini e i suoi amministratori avranno rispetto e un adeguato bagaglio culturale per capire il luogo dove abitano e che amministrano.

In prima istanza, ciò dovrebbe essere detto non tanto ai commercianti che hanno partorito quest’assurdo gioco di doppi sensi, pensando di promuovere l’economia della città, ma al sindaco e agli amministratori di Orvieto che non hanno ancora, a quattro anni dal loro insediamento, e a circa uno dalla fine del mandato, presentato un programma, una visione, un indirizzo politico a favore di Orvieto, utile anche a rassicurare i commercianti giustamente preoccupati, così da evitare che si indirizzino su pericolose soluzioni ‘fai da te’.

Ciò che stupisce, infatti, è il silenzio del sindaco rispetto a questo vero e proprio danno d’immagine e, soprattutto, il silenzio assordante da parte dell’assessore alla cultura, che sarebbe dovuta intervenire, in virtù del ruolo che occupa pro tempore, a difesa e a salvaguardia della storia e della cultura artistica che l’immagine di Orvieto veicola, o, almeno, per prendere le distanze, in quanto donna, da affermazioni e da luoghi comuni così sessisti com’è la ‘trovata’ del Pilo".

Lucio Riccetti (Italia Nostra Onlus - Sezione di Orvieto)

 

Pubblicato da Sergio Zanchi il 13 aprile 2018 alle ore 09:30
Ho seguito il ragionamento di questo corsivo e su alcune cose mi trovo in sintonia di idee, per il resto invece credo che i commercianti abbiano fatto bene a portare avanti un loro slogan perché siamo in democrazia e dunque hanno tutto il diritto di promuovere degli spot nel rispetto della legalità e del consumatore.
Se poi questa iniziativa porta e porterà al superamento delle discussioni sterili sulla pedonalizzazione allora ben vengano queste iniziative "commerciali".
Buona giornata a tutti
Pubblicato da elisa il 13 aprile 2018 alle ore 10:39
Non sono commerciante, ma approvo l'iniziativa. Almeno gli ideatori stanno provando a fare qualcosa di costruttivo....
Pubblicato da andrea il 13 aprile 2018 alle ore 12:41
da orvietano credo che siano ben altre cose e persone che recano danno ad orvieto.... la mia speranza e che il secondo slogan sia finalmente "fatti e non..."
Pubblicato da Leonardo il 13 aprile 2018 alle ore 14:53
non sarà un bello slogan, ma al solito ci si indigna per le sciocchezze e non per le cose di cui ci sarebbe veramente bisogno
Pubblicato da Alessandro il 13 aprile 2018 alle ore 23:16
Discutibile la critica iniziale ma opinabile l'argomento.
Trovo fuori luogo e grauito l'attacco personale finale.
Orvieto non avrà forse bisogno del "pilo", di certo non ha bisogno di un uomo qualunque che si erga a censore!!
Pubblicato da Andrea Pi il 14 aprile 2018 alle ore 08:26
Vero che le iniziative personali spesso non portano lontano o almeno sono viziate dal "solitopressapochismo", ma altrettanto vero che qualcuno deve cominciare a agire in qualche modo per stuzzicare quello stallo, fatto di parole...e parole, (discussione costruttiva??) su cui politici, (tutti) associazioni, persone si cullano, ognuno dicendo la sua che ovviamente è migliore dell' altra.
Pubblicato da Leo il 14 aprile 2018 alle ore 08:48
L'iniziativa puo' piacere oppure no, ma tutta questa indignazione appare fuori luogo, come appare fuori luogo l'intervento di Italia Nostra su questo argomento.... Dal sito emerge che:
COMPITO DI ITALIA NOSTRA
Italia Nostra protegge i beni culturali e ambientali.



Pubblicato da aramo ermini ( gestore di una piccola attività ricettiva del centro storico ) il 14 aprile 2018 alle ore 10:20
Buona l'iniziativa più PILO per tutti, fuori luogo ITALIA NOSTRA ( che se non sbaglio non dovrebbe fare politica- uso improprio ). Certo lo slogan non è elegantissimo, ma può andare, si prova a fare qualcosa e non tavoli inconcludenti. Orvieto non è caput mundi è una piccola cittadina, povera di economia e ben venga chi invece di chiacchire prova a a fare qualcosa. Avrebbe fatto bene ITALIA NOSTRA a dire in privato a Luca Ermini e aiutarlo, invece di questo roboante articolo - brutta figura per ITALIA NOSTRA. La maggioranza degli Italiani è fatta di gente comune e non di azzimati e snob professori universitari e queste iniziative popolari devono vivere accanto a iniziative alte, che purtroppo mancano. Non rendiamo Orvieto una salma imbalsamata deserta, ma un luogo di vita!
Pubblicato da Antonio il 14 aprile 2018 alle ore 10:25
Mi pare emblematico di ciò che accade quando qualcuno non sa cosa dire, ma cerca di farsi notare.
Eppure, approfittare del nome di una nobile associazione qual'è Italia Nostra, per vedersi pubblicare un un temino adolescenziale che colpisce per le ripetizioni lessicali e le critiche gratuite, lo trovo molto grave e poco "orvietano".
Pubblicato da Federico il 14 aprile 2018 alle ore 11:28
Iniziativa lodevole e SPONTANEA che poteva solo fare del bene alla città. Non vedo, da turista spesso ad Orvieto, come questa iniziativa possa arrecare danno alla cittadina. Ci sarebbe da chiedersi cosa il sig. Riccetti ed la sua Onlus abbiano fatto in favore del commercio orvietano. Loro i PILO hanno portato 81 commerciati dalla loro parte in poco tempo...segno che i commercianti avevano BISOGNO di voci nuove in grado di promuovere il territorio... come sempre ad Orvieto non si fa squadra per il bene comune ma sterile polemica. Servono FATTI non giudizi sommari.
Pubblicato da Laura il 14 aprile 2018 alle ore 11:30
Non mi sento di condannare aspramente chi ha comunque "provato a fare qualcosa"...Lo ha fatto in modo ironico, dialettale, spontaneo proprio perchè il messaggio era indirizzato + agli orvietani stessi che ai turisti.
Il punto è che GLI ORVIETANI PER PRIMI SI SONO DISAMORATI DI ORVIETO.
E' diventata la città "dei vecchi", persone benestanti che risiedono al centro storico e desiderano stare tranquilli e dormire. Nessun rumore, nessuna iniziativa devono disturbare i loro sonnellini beati ....X loro è un bene se non viene + nessuno!Tanto sono benestanti!! Lo stesso corteo storico non è sentito, vissuto, partecipato ed amato.....Come se non facesse + parte di Orvieto(pensiamo invece a quanto amano S.Rosa i viterbesi)....l''amministrazione può avere le sue colpe, ma i primi distruttori di Orvieto sono i residenti stessi.
La questione dei parcheggi non è il nodo centrale del problema (ora si può parcheggiare ad 1.00€ tutto il giorno ed usufruire dell'autobus per arrivare in centro...E non mi sembra poco!). Orvieto è così bella!I primi a renderla viva, animata, attraente dovrebbero essere i residenti stessi e gli abitanti del circondario. Dobbiamo "viverla e amarla" Orvieto...Sono nata e cresciuta qui (non in centro) ed è un grande tuffo al cuore quando un'attività commerciale chiude....Muore....E' come se si portasse via una parte di noi. Le persone competenti devono impegnarsi a fare qualcosa (disturbando anche il sonnellino pomeridiano dei residenti). Manca la competenza....
Pubblicato da laura il 14 aprile 2018 alle ore 11:59
Forse è + giusto affermare che "i commercianti debbano essere in qualche modo indirizzati e guidati da chi è in grado di svolgere un lavoro di promozione", piuttosto che essere pronti a lanciare pietre verso chi prova a smuovere una situazione di stallo e criticità. Provate ad immaginare quanto sia difficoltoso mantenere in piedi un'attività commerciale in centro con affitti esosi (riscossi dai "vecchi benestanti residenti"che dormono e basta e guai a chi li disturba!)....Orvieto è morta xchè l'hanno fatta morire. I turisti coreani che si vedono in giro non portano niente: scattano velocemente foto e se ne vanno di corsa. Manca un turismo di qualità ed i tempi sono cambiati rispetto a 20/30 anni fa!Secondo il mio modesto parere la parola giusta è COORDINAZIONE tra pubblico (assessori, sindaco) e privati (cittadini, commercianti). Quindi, è + che giusto e doveroso FARE QUALCOSA, non a caso però....La promozione richiede competenza, non improvvisazione. Ed è sempre meglio darsi da fare che non fare nulla. I turisti non si aspettano....Si invitano! Servono proposte allettanti, occorre studiare per differenziarsi dalle tante offerte che esistono intorno. Il punto è trovare la figura del coordinatore....I commercianti sarebbero ben felici di intraprendere la giusta via della promozione, di riportare vita ad una città morta.
Basta ai convegni barbosi e noiosi da elite , confrontiamoci con altre città più ricettive di noi che "hanno seguito il passo", si sono adeguate ai tempi e r
Pubblicato da laura il 14 aprile 2018 alle ore 16:43
I convegni barbosi e noiosi, "dei soliti 4 gatti"che si riuniscono intorno ad un tavolo, non portano nulla alla città. Servono idee + accattivanti e maggiore partecipazione.
Meravigliosa l'illuminazione notturna realizzata a Natale, ma il mercatino era di una tristezza infinita: 3 casette in piazza S.Andrea e zero atmosfera natalizia! Una desolazione......Mentre la vicina Viterbo aveva creato tanto di +!
Pubblicato da Enrico borri il 14 aprile 2018 alle ore 19:59
Totalmente d’accordo con Aramo Ermini. Le comunità sono formate da persone normali che spesso x vivere o sopravvivere si devono inventare qualcosa fuori dal normale. Non sono orvietano di residenza, ma onestamente credo che orvieto sia ancora vittima del proprio provincialismo e di vecchi duelli del chi è più bravo e ha la verità in tasca. Saluti
Pubblicato da Padula Maria Grazia il 15 aprile 2018 alle ore 17:21
L'analisi giusta e sensata di Laura mi trova pienamente d'accordo in toto! Brava! smettiamola di puntare sempre e comunque il dito in avanti proviamo a girarlo verso noi stessi........ sono stata fuori di recente e, mammamia, negozi aperti sino alle 22, campi da tennis e piscine comunali funzionanti sino a tardi, bar e ristoranti attivi, e dire anche che i parcheggi erano abbastanza lontani da tutto ciò......ma di che parliamo?????? chi amministra ha le sue colpe certo ma attivarci e cambiare mentalità e modo di fare sarebbe utile e produttivo! La mia Orvieto, anche se parlo da adottiva, è bella ma il suo cuore è bradicardico...........
Pubblicato da mao il 16 aprile 2018 alle ore 08:58
dell'iniziativa più pelo per tutti e sicuramente lodevole, ma a Orvieto servirebbe una classe politica come hanno a Bagnoregio , che con civita che muore hanno rimpinzato le casse comunali azzerando le tasse per i cittadini e guardate che Orvieto ha tutte le carte in regola per poter riuscire a fare una cosa simile, basterebbe che chi prende le decisioni fosse in grado .
Pubblicato da Orvietano il 16 aprile 2018 alle ore 15:11
Per decenni hanno lucrato sull'isolamento commerciale di Orvieto praticando prezzi doppi o tripli rispetto alle altre città. Mai che abbiano contribuito con una lira agli eventi da cui traevano vantaggio come Umbria jazz winter. Guai a chiedere il loro aiuto per qualsiasi iniziativa di cui erano i soliti a beneficiare. Quando è finita la rendita di posizione che li aveva arricchiti e hanno cominciato a sentire anche loro la crisi, prima hanno attaccato come al solito in maniera rabbiosa e arrogante i politici di turno e poi, visto, che per anni non erano stati capaci di mettere in campo nemmeno una mezza idea per promuovere le loro attività, hanno cominciato a spremersi le meningi. Dopo tanta riflessione, hanno elaborato un'idea che loro stessi giudicano "geniale" e "ironica". Hanno scritto "Viva la f..." su tutti i negozi del centro. Chi aderito a questa idea pietosa deve essere boicottato e io ho già cominciato.
Pubblicato da Orvietano doc il 16 aprile 2018 alle ore 20:38
Sono perfettamente d'accordo con l'ultimo commento di Orvietano.
Forse i "nuovi" commercianti non hanno tutte le colpe dei predecessori ma se anche quest'ultimi si ostinano a pretendere allora vi dico: "siete tutti uguali".
Pubblicato da Marco il 17 aprile 2018 alle ore 15:31
trovo geniale il commento di Orvietano.. ahah..
"Hanno scritto "Viva la f..." su tutti i negozi del centro". Effettivamente ha ragione. sarà simpatica e ne staranno parlando tutti adesso (il che significa in fondo in fondo , efficace), ma in sintesi è questo quello che è accaduto.

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