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Uil: "I Comuni aumentano le tasse a chi le paga, ma non contrastano l'evasione"

giovedì 7 dicembre 2017
Uil: "I Comuni aumentano le tasse a chi le paga, ma non contrastano l'evasione"

A fronte della grave situazione del Comune di Terni occorrerebbe contenere l’aumento generalizzato della tasse ed invece contrastare efficacemente l’evasione fiscale e contributiva. Solo 3 Comuni della Provincia di Terni lo scorso anno hanno partecipato con la loro attività al contrasto all’evasione fiscale. In Provincia di Perugia solo 6 Comuni.
Ma anche per i 3 Comuni del nostro territorio i risultati sono molto deludenti: come premio infatti il Comune di Narni avrà per la compartecipazione all’attività di accertamento fiscale e contributivo per l’anno 2016 la somma di euro 955.23 euro, il Comune di Terni euro 515,00 mentre quello di San Venanzo 50 euro. Tutti gli altri Comuni non avranno neanche un centesimo.

Il premio per la compartecipazione dei Comuni al contrasto all’evasione fiscale fu introdotto nel 2010 dal decreto correttivo di luglio dove si stabiliva che ai Comuni venisse riconosciuta la quota del 100% di quanto recuperato dei tributi nazionali (IRPEF, IVA, IRES, ecc.), mentre le imposte regionali (Addizionale IRPEF, IRAP e Bolo Auto dovevano afre una convenzione con le Regioni. Con il Decreto sul federalismo fiscale (DLGS 23/2011), che regola il fisco municipale fi introdotto il principio strutturale del premio della compartecipazione die Comuni al contrasto all’evasione fiscale, ma al 50%. Poi con il decreto di Agosto 2011 (introduzione Consigli Tributari), e con il Salva Italia e poi via, via con i Decreti mille proroghe si è stabilito che la quota almeno fino al 2019 che resta ai Comuni per la loro compartecipazione al contrasto all’evasione sia fissata al 100% del recuperato.

Da un’elaborazione di Luigi Veltro della UIL Servizio Politiche Territoriali diretto da Guglielmo Loy si evince come addirittura rallenta, negli ultimi due anni, il totale del premio riconosciuto ai Comuni per la loro compartecipazione al contrasto all’evasione fiscale e contributiva. Infatti quest’ano le somme spettanti ai comuni per la partecipazione all’attività di accertamento fiscale e contributivo per l’anno 2016 ammontano a 13,3 milioni di euro a fronte dei 17 milioni di euro dell’anno precedente con una diminuzione del 21,9% (3,7 milioni di euro). Ma già l’anno precedente era in calo sul 2014 dove si è toccato l’apice con un incasso di 21,2 milioni di euro, infatti si è passati dai 1,1 milioni di euro del primo anno (2010), ai 2,9 milioni di euro del 2011, transitando per i 10,9 milioni di euro del 2012 e ai 17,7 milioni di euro del 2013.

A livello regionale, in valori assoluti in Lombardia 124 Municipi hanno accertato “infedeltà fiscali”; in Emila Romagna 100 Municipi; in Veneto 55 municipi; in Toscana 53 Municipi; in Sicilia 25 Municipi. Viceversa, se si esclude la “maglia nera” della Basilicata dove nel 2016 nessun Comune ha attivato accertamenti fiscali e contributivi (nell’anno precedente c’era il Comune di Melfi), in Val d’Aosta solo 2 Comuni hanno accertato evasione fiscale; nel Lazio 4 comuni; in Puglia 5 Comuni; in Abruzzo 7 Comuni; in Umbria 9 Comuni. In valori assoluti in Lombardia il premio riconosciuto ai Comuni ammonta a 5,2 milioni di euro, in Emilia Romagna a 3,1 milioni di euro; in Liguria 1,1 milioni di euro; in Toscana 915 mila euro. Mentre in Val d’Aosta il premio è stato di 1.775 euro; in Puglia di 3.613 euro; in Molise di 4.572 euro; in Umbria di 7.392 euro; in Sardegna di 26.652 euro.

A livello provinciale a Bergamo hanno accertato evasione fiscale 29 Comuni; a Brescia 28; a Modena 25; a Vicenza 24; a Milano 21; mentre 21 Province (Foggia, Messina ecc.), solo 1 comune in ognuna di essa ha accertato irregolarità fiscali. In valori assoluti i Comuni ubicati in provincia di Milano hanno incassato complessivamente 2,7 milioni di euro; in provincia di Brescia 1,2 milioni di euro; in provincia di Genova 1 milione di euro; in provincia di Bologna 858 mila euro; in provincia di Torino 833 mila euro. In provincia di Crotone l’incasso è stato di 7 euro; nelle province di Oristano, Foggia, Isernia, Vibo Valentia di 50 euro.

A livello di singoli Comuni la Città di Milano lo scorso anno ha incassato 1,7 milioni di euro; Genova 991 mila euro; Torino 689 mila euro; Reggio Emilia 597 mila euro; Prato 524 mila euro. I dati che emergono dall’analisi sono alquanto deludenti, se si paragonano agli alti tassi di evasione fiscale e di irregolarità lavorativa nel nostro Paese. In particolare, nel caso specifico del Comune di Terni alle prese con gravissimi problemi di bilancio – osserva Gino Venturi segretario Generale della UIL ternana - sarebbe opportuno che gli amministratori cercassero di evitare o almeno contenere un aumento generalizzato di imposte e tasse. Invece sarebbe da fare molto di più in chiave anti evasione, non solo perché così si potrebbero recuperare risorse per ampliare i servizi ai cittadini o per abbassare le tasse al livello locale, ma anche perché una lotta serrata all’evasione fiscale e contributiva permette di ristabilire equità e giustizia sociale.

Fonte: UIL di Terni

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