economia

Dalla filiera agroalimentare passa il rilancio dell'economia del territorio della Rupe

lunedì 18 settembre 2017
Dalla filiera agroalimentare passa il rilancio dell'economia del territorio della Rupe

E' fresco di nomina ma ha le idee chiare il nuovo coordinatore dell'area sindacale territoriale Terni-Orvieto della Cisl Umbria, Angelo Manzotti. Da lui e dal sindacato che rappresenta arriva una proposta concreta per invertire la tendenza allo spopolamento dei centri storici, compreso quello della città del Duomo dove sono sempre meno i giovani che restano sulla Rupe.

"Orvieto più di altre città della provincia - dice - ha i numeri per tornare a puntare su cultura, turismo, ambiente e alimentazione, valorizzando le tipicità come in questo caso la filiera del vino, rispetto alla quale c'è una fase di riorganizzazione positiva ma che va incoraggiata e supportata economicamente. Stesso discorso vale per le giovani coppie, verso le quali sarebbe opportuno un bando per l'assegnazione di alloggi, ma anche riduzione di tasse e formule agevolate di pagamento del parcheggio".

"Le politiche di questa amministrazione comunale – prosegue – non ci sembra vadano in questa direzione. Triplicare il costo del parcheggi per i bus turistici è un deterrente alla creazione di quelle condizioni che invitano il turista a venire e a rimanere. Una scelta che, insieme ad altre, va ad impoverire un territorio, dove i campanili sono storicamente poco avvezzi a fare squadra e massa critica.

È evidente, però, che Orvieto e l'Orvietano si stiano impoverendo. Occorre ricreare, insieme, le condizioni affinché alcune strutture vengano mantenute sul territorio che ha già visto partire il tribunale e che ora difende con le unghie la sanità”. Chiaro il riferimento all'ex ospedale di piazza Duomo e all'ex caserma Piave, da troppo tempo in attesa di un progetto di rifunzionalizzazione che sottraendo gli immobili allo stato di abbandono li riconsegni alla città.

“Accanto a questo – prosegue Manzotti – c'è da ragionare sul modo di fare agro-industria, con particolare attenzione alle politiche ambientali e a quella multifunzionalità dell'agricoltura che è legata anche a manutenzione e conservazione del territorio, oltre che protezione da eventuali dissesti. La valorizzazione delle aree interne da un lato coniuga la filiera turismo-cultura-ambiente e dall'altro deve servire per attivare progetti specifici, con finanziamenti mirati nei bandi del Psr”.

A sostegno di cittadini, in termini di servizi. E di lavoratori, in considerazione di un tessuto produttivo composto da piccola e media impresa, dove l'artigianato di qualità è ben rappresentato, ma fatica a competere con un mercato globalizzato. L'invito ad imprese, organizzazioni sindacali e istituzioni è quello di elaborare un progetto comune per arginare le difficoltà e avvicinarsi all'uscita del tunnel della crisi.

“Quella del tessile di qualità – conclude Manzotti – è partita da qui. Positivo, che di recente dalle ceneri di un'azienda chiusa sia ripartita un'attività produttiva in grado di dare occupazione a un settore femminile. Le esperienza con il modello che proponiamo, quello della concertazione e del coinvolgimento dei lavoratori rispetto alle strategie dell'impresa, ha dimostrato che emerge minore conflittualità e maggiore competitività”.

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