economia

Le difficoltà delle sale cinematografiche in Umbria dopo il terremoto

giovedì 15 dicembre 2016
Le difficoltà delle sale cinematografiche in Umbria dopo il terremoto

Le difficoltà delle sale cinematografiche prima e dopo il terremoto. Questo, l’argomento dell'incontro che si è svolto a Perugia tra gli associati di Anec, l’associazione degli esercenti cinema che fa capo a Confindustria guidati dal presidente Piero Sacco con il presidente nazionale di Anec Luigi Cuciniello. All’incontro, cui doveva partecipare anche l’assessore alle Attività Culturali della Regione Umbria Fernanda Cecchini, ha presenziato anche il funzionario dell’assessorato, Baldissera Di Mauro. “Dare tutta l’attenzione possibile alle piccole e medie imprese è una priorità della nostra associazione - ha affermato il presidente Cuciniello - Queste occasioni di confronto sono importanti per tenere i collegamenti con l’associazione nazionale, perché – tra impegni politici e organizzativi – non si perda di vista il contatto altrettanto importante con le realtà sul territorio”.

Il presidente regionale Piero Sacco ha sottolineato, insieme ai vari associati intervenuti, i problemi con la distribuzione per la difficoltà di accesso al prodotto e per le condizioni imposte di frequente (come onerosi minimi garantiti e mancata possibilità di fare la multiprogrammazione), ma anche la necessità di un forte rapporto con gli enti locali per sostenere le strutture cinematografiche, nella loro valenza di presidi culturali e sociali, e le importanti attività realizzate, “per esempio – ha detto - il lavoro con le scuole per avvicinare i giovani al cinema, con il progetto “Schermi tutti” (con una card che permetterà di fidelizzare i giovani spettatori e di acquisire informazioni di profilazione sugli utenti”. In particolare Sacco ha sottolineato la necessità di una legge regionale, che renda stabili politiche di attenzione e sostegno.

Sul tema Baldissera Di Mauro, che ha rimarcato come le sale cinematografiche siano “elemento fondamentale per la vita sociale delle città”, ha ricordato che la Regione sta lavorando a una legge organica su tutto lo spettacolo (spettacolo dal vivo, audiovisivo, archivi), che è già in fase di elaborazione ma è aperta a suggerimenti (forte, in questo senso, la richiesta degli esercenti umbri di scorporare le politiche cinematografiche). Inoltre, è previsto un bando a favore delle imprese culturali e creative, a partire dai finanziamenti dei programmi comunitari, con una dotazione di quasi tre milioni, che sarà attivato nei primi mesi del 2017. A Di Mauro, Cuciniello ha chiesto un sostegno diretto alle piccole sale soprattutto dei centri storici che, gravate da costi e tassazioni troppo elevate, rischiano seriamente di scomparire: “Se si vogliono salvare questi presidi culturali – ha aggiunto Cuciniello - gli enti locali devono sostenerli; magari con premialità a seconda dei progetti e delle attività svolte, e delle dimensione delle imprese. Senza un investimento diretto le piccole sale rischiano di sparire”.

Sul comprato gravano anche le conseguenze del recente sisma. Una tragedia, che l’accomuna ad altre regioni su cui Anec si sta attivando per sensibilizzare enti locali e distribuzione affinché possano venire incontro alle imprese. Tra le conseguenza che il terremoto genera, oltre a quelle più gravi, c’è anche una diffusa paura di rimanere negli spazi chiusi, con drammatiche contrazioni delle presenze. Sul tema Di Mauro ha accennato a possibili misure straordinarie, soprattutto su attrezzature e ristrutturazioni; non sembrano previsti il sostegno per “danni indiretti”, ma l’associazione, a livello regionale e nazionale, vuole approfondire e seguire la questione.

Nella parte finale dell’assemblea, riservata al confronto degli esercenti con il presidente Cuciniello (che ha aggiornato su alcuni passaggi della legge cinema, per la quale si sta lavorando ai decreti attuativi), sono state ulteriormente focalizzate le urgenze dell’esercizio locale sui temi emersi nell’incontro. Cuciniello ha invitato gli esercenti umbri a continuare queste occasioni di confronto interno, per far emergere problemi e rafforzare posizioni di affronto unitarie, e garantito l’attenzione degli uffici nazionali dell’associazione nel sostegno sui temi in cui Anec può attivarsi o sensibilizzare gli interlocutori, dalle istituzioni alla distribuzione.


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