economia

Mitigazione Tari per le utenze di campagna e disservizi. Sacripanti: "Una questione di giustizia"

venerdì 15 luglio 2016
Mitigazione Tari per le utenze di campagna e disservizi. Sacripanti: "Una questione di giustizia"

E' approdata in consiglio comunale giovedì 14 luglio l'annunciata interrogazione di Andrea Sacripanti (GM) con cui si chiedeva l'introduzione di misure di mitigazione dei costi della TARI a carico delle utenze di campagna, sul quale si era espresso alla vigilia della seduta anche l'assessore Massimo Gnagnarini.

"Dal 10 gennaio di questo anno - ha esordito Sacripanti - è operativo il sistema ‘porta a porta’ di raccolta differenziata anche per le abitazioni situate in zone di campagna. Per tale ragione, sono stati eliminati i benefici sulle bollette TARI riconosciuti, fino a quella data, agli utenti residenti nelle campagne orvietane a titolo di compensazione per il disagio di dover gettare personalmente i rifiuti in cassonetti situati in zone distanti dalle rispettive abitazioni. Più precisamente, se il cassonetto distava oltre 1 Km in linea d’aria dall’abitazione (nella stragrande maggioranza dei casi), lo sconto cui avevano diritto gli utenti era del 60%, mentre, se la distanza era inferiore, la bolletta veniva decurtata del 30%.

In questi mesi, però, sono emerse delle gravi disfunzioni nel servizio raccolta rifiuti gestito da COSP che rendono quanto mai ingiusto ed ingiustificato il pagamento per intero della tariffa TARI visto che, a fronte dell’eliminazione dei suddetti benefici, nulla sembra essere cambiato rispetto al passato. Non essendo stata prevista la raccolta a domicilio dell’umido, infatti, i cittadini che abitano in campagna, sono ancora costretti a recarsi personalmente presso gli appositi cassonetti che si trovano molto distanti dalle rispettive abitazioni, mentre, per tutte le altre frazioni (carta, vetro, plastica, indifferenziato), la raccolta porta a porta viene effettuata con una cadenza pari alla metà dei centri abitati”.

“Una scelta incomprensibile – ha aggiunto - quella di non garantire un servizio ‘porta a porta’ anche per l’umido in quanto, oltre a danneggiare i cittadini su cui incombe l’onere del conferimento, i cassonetti riservati a questa tipologia di rifiuto sono spesso posizionati in zone di passaggio, come strade provinciali o intersezioni di strade comunali, e questo comporta che chi transita per quelle vie, spesso, in questi contenitori getta di tutto. Per citare l’ultima delle numerose segnalazioni ricevute, si prenda ad esempio ciò che accade in Località Segheria (intersezione Strada provinciale e strada S. Valentino) dove è presente un cassonetto incustodito per la raccolta dell’umido e dove dovrebbero conferire gli abitanti di Località San Valentino e Località Cappuccini ma dove, però, viene gettata spazzatura di ogni genere da parte di chi transita per quella zona.

A fronte, dunque, di un servizio assente per l’umido e di un servizio pari alla metà dei centri abitati per la raccolta delle altre tipologie di rifiuto, è inspiegabile come l’Amministrazione Comunale abbia deciso di tagliare gli sgravi riservati in precedenza a chi vive in zone isolate e già di per sé non prive di disagi. Tale decisione appare ancor più incomprensibile se si pensa che il pagamento per intero delle 1.200 utenze di campagna, fortemente penalizzate dall’abbattimento della TARI del 60%, comporta l’impercettibile risparmio del 4% alle 14 mila utenze dei centri abitati”.
“Vorrei capire – ha concluso - se ci sono i presupposti per ripristinare l’abbattimento delle agevolazioni. La risposta ‘on line’ di Gnagnarini chiude il giudizio sulle ville di campagna, a tale riguardo preciso però che: 1) chi vive in campagna non sono necessariamente dei ricconi; 2) perché non elimina l’abbattimento del 30% della tariffa?”.

"In qualunque momento - è stata la risposta dell'assessore al bilancio - possiamo tornare sopra ogni decisione già assunta. Abbiamo eliminato questa agevolazione con un principio di congruità che può essere monitorato. Ho già detto che il costo che incide sulla tariffa è l’8% sulle componenti della tariffa stessa. La Raccolta Differenziata svolta in misura ridotta è un disagio che è limitato. La raccolta e trasporto dell’umido delle case sparse è un costo che specificatamente è maggiore rispetto ad un condominio. I maggiori costi e disagi li possiamo valutare dal punto di vista economico. Non ci sono preclusioni. Di sicuro non poteva permanere un regolamento che prevedeva un abbattimento del 60%. I disservizi vanno ricondotti in quanto tali, quindi il Comune deve svolgere una funzione di monitoraggio e di correttivo. Questa Amministrazione Comunale, tra le prime, ha iniziato questo lavoro di controllo tanto da contestare all’ATI4 il pagamento di alcune voci di costo e ottenendo lo sgravio che è stato puntualmente restituito ai nostri contribuenti nell’esercizio corrente. Non esiste dunque una questione ideologica ma di congruità. Se in vista della prossima revisione del regolamento vogliamo approfondire in sede di Commissione cosa sia più congruo nella direzione della ‘tariffa personalizzata’ non ci sono preclusioni di sorta”.

Non soddisfatto, Sacripanti. "Più semplice - ha replicato - si dovrebbe sarebbe andare da Cosp e dire che questo Comune non è un subordinato della stessa Cosp. Ma non questa Amministrazione non lo farà. Ribadisco che va posta una questione di giustizia”.

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